domenica 16 giugno 2019

Canada 2019 - Gara

Ci sono week end in cui Hamilton arriva a destino con le chiome sparse al sole ma, tempo di inforcare il casco per le qualifiche, ecco che le treccine fare nuovamente capolino sul suo scalpo. Le treccine ormai sono un must have, un porta fortuna, un rito scaramantico forse. La domanda delle domande quindi è: ma come fa? Va a zonzo per il mondo cercando parrucchieri di fiducia in ogni dove o si porta il parrucchiere da casa? Gliele intreccia personalmente Toto Wolff alla sera in albergo o ha imparato a farsele da solo? 
Vada come vada, il non avere più il cruccio dei capelli spettinati sotto a quel casco gli da certamente più serenità  e i risultati in pista si vedono. Poi arriva la pole position di Vettel e il mondo intero si arrende al fatto che statisticamente prima o poi sarebbe dovuto accadere... e poi, di questi tempi, per Hamilton è meglio cedere qualcosina a lui che a Bottas, sesto e miracolato dopo una mirabolante carambola in qualifica. Quarto e felicione Danny Ricciardo. E poi parliamone: Vettel è probabilmente la persona più simpatica in pista in questo momento storico. Al di là della scelta suicida di vestirsi di rosso, non è che gli si possa dire niente, una pole, soprattutto in questo periodo di magra, è proprio una bella soddisfazione. 
Un minuto di applausi credo che non possa essere rivolto anche a Grosjean, uno che vedendo il proprio compagno di squadra perdere il controllo della vettura e rimbalzare da muro a muro davanti a sè tutto quello che riesce a fare è maledire la sorte che gli ha impedito di concludere il giro. Ancora prima di capire o domandarsi se stia bene, se sia ancora vivo o altre formalità di questo tipo. 
Semafori rossi. 
VET - HAM - LEC - RIC .... BOT ... ... ... VER
In partenza Bottas di fa fregare persino da Hulkenberg mentre là davanti tutto fila liscio. Mi piacciono queste prime file variopinte. Mi hanno pensare a quei bei campionati vecchio stampo in cui non si permetteva ad una sola squadra di fare il buono e il cattivo tempo ma anche gli altri team si impegnano a fare gara.
Vettel parte primo e sfila educatamente mantenendo la sua posizione. Leclerc ci prova su Hamilton ma si arrende presto così come Gasly ci prova senza riuscirci su Ricciardo che, almeno per il momento, mantiene la sua posizione. Vettel e Leclerc si palleggiano il giro veloce. 
Al nono giro l'auto di Norris implode, è costretto ad abbandonarla a bordo pista con un principio di incendio in corso ma a quanto pare nessuno se ne preoccupa. Lui corre via, la vettura resta lì... e ci resterà fin alla fine della gara lasciando un po' di disappunto negli sguardi degli spettatori.
Bottas se la vive male: al 12esimo giro ancora non è riuscito a recuperare Hulkenberg mentre Verstappen già lo tampina pesantemente: la nona posizione di partenza lo deve aver messo di cattivo umore. 
Nello stesso tempo in Ferrari optano per un fantomatico plane B
Le cose iniziano ad animarsi al 27esimo giro: Vettel viene richiamato per il suo pit stop, in team radio qualcuno bisbiglia ad Hamilton hammertime! ma Vettel al rientro porta in scena un nuovo record sul giro. Niente da fare: dopo il suo pit Hamilton è costretto ad accodarsi ancora una volta a tentare il sorpasso in pista. E via al giro di valzer di tutti gli altri!
In questo preciso istante alla Ferrari sarebbe potuto tranquillamente bastare far rallentare Vettel perchè Leclerc potesse incastrarsi tra lui e Hamilton... ma a quanto pare non ci pensano neanche. Vettel e Hamilton viaggiano compatti e solidali contro le nuove generazioni. Dopo il suo pit Leclerc rientra in pista addirittura dietro a Verstappen che ancora non si è fermato. 
Al 35esimo Bottas è ancora dietro Ricciardo e lotta per un sorpasso che si fa aspettare. Vanzini poeticamente battezza il momento come una freccia d'argento spuntata. E non è neanche la peggiore della giornata. 
VET - HAM - LEC - VER - RIC - BOT 
Le cose a questo punto sembrano iniziare a farsi serie... e Vettel giustamente viene messo in fuel saving. Ma seriamente? Hamilton gli si avvicina senza fatica e al 40esimo giro è già in zona DRS. 
Solo 8 giri più tardi, proprio quando dalla telecronaca si ricordano i fasti di Canada 2011, quanto Vettel stava per vincere la gara più assurda del decennio e, proprio all'ultimo giro, un errore gli fu fatale... ecco Vettel sbagliare l'ingresso in curva. Hamilton gli è attaccato, potrebbe prendergli la posizione ma desiste per non finire schiacciato contro il muro da parte di Vettel rientrato in traiettoria in maniera irruenta. SV e LH sono sotto investigazione. 
VET - HAM... 10 secondi... LEC... 23 secondi ... BOT
Giungono a questo punto i 5 secondi di penalità della discordia per SebVettel. Il mondo scoppia in rivolta, tutti, ma proprio tutti sembrano non accettare la decisione. Anche Hamilton sembra non volerci stare: si avvicina nuovamente fino all'ultimo semb
ra volersi prendere quella posizione sul campo mentre potrebbe semplicemente gestire il distacco e andare avanti così fino alla fine.
VET - HAM - LEC
Con un po' di amarezza nel corpo e nello spirito arrivano alla bandiera a scacchi.
HAM - VET - LEC
SebVettel è in rivolta, non porta la vettura sotto al podio ma scende all'ingresso della pit, spinge l'auto a braccia... ma dove va? Cosa fa? Le telecamere lo inseguono a zonzo per il paddock fino al suo motorhome. Riesce ad essere più adrenalinico questo momento che tutto il resto della gara. Per un attimo ho sperato che andasse a far casino in Presidenza, a ribaltare qualche tavolo o cose di questo genere. Sotto al podio si cincischia, nessuno sa che fine ha fatto Vettel e la finiscono a parlare del meteo. 
Cinque minuti dopo le telecamere ritrovano Vettel ai box Mercedes, marcia verso il podio a grandi falcate. E' pronto a salire sul podio ma non prima di aver spostato il n° 1 da davanti l'auto di Hamilton. Infine Hamilton invita Vettel sul gradino più alto del podio e fanno pacetta.

lunedì 3 giugno 2019

Monaco 2019 - Gara


Si dice che chi ben comincia sia  metà dell'opera. 
Il problema per Leclerc è che non è nemmeno riuscito a partire bene. Una strategia arroccata in qualifica, un posizionamento nelle retrovie della griglia di partenza, che se non fossimo stati a Monaco non sarebbe stata neanche una cosa grave. 
HAM - BOT - VER - VER
Nonostante le premesse, in testa la partenza risulta piuttosto liscia e tranquilla: le vetture timidamente si accodano l'una all'altra e lasciano a Monaco il privilegio di fare la magia di cui solo lei è capace.
Leclerc è scatenatissimo: per essere uno dei pochissimi uomini in pista a vivere a Monaco a ragion veduta, avendo la cittadinanza del Principato, non intende arrendersi all'idea di una gara anonima. L'incidente si è dimostrato fin da subito inevitabile: fatto il primo sorpasso kamikaze ai danni di Grosjean, era evidente che non sarebbe potuto andare molto lontano con quell'atteggiamento. Ed i fatti ci hanno dato ragione: già al secondo, ai danni di Hulkenberg, è stato costretto ad abbassare la cresta e rientrare ai box a sostituire la gomma bucata. Nel frattempo, in pista, la Safety Car del disappunto.
Da quel mezzo giro trascorso a grattare il fondo prima del rientro la vettura di Leclerc non ne è uscita benissimo, per lui una brevissima tarantella di pit stop all'esito della quale è costretto inesorabilmente a ritirarsi. 
Le cose sono decisamente andate peggio per tutti gli altri che, costretti dalla SC ad anticipare la loro sosta, ne sono usciti più o meno con le ossa rotte.
Il più devastato tra tutti è stato Bottas, prima beffato in maniera purtroppo piuttosto maldestra da Verstappen in pit lane, poi beffato dalla malasorte, là dove uscendo dalla corsia dei box ha fatto fuori una gomma ed è stato costretto a rientrare per un nuovo cambio. Scivolerà fino alla quarta piazza... mentre Verstappen viene sanzionato con un arretramento di cinque portentosi secondi che sconterà solamente dopo la bandiera a scacchi. 
HAM - VER - VET - BOT
Perchè in fondo Verstappen è sempre il nostro Verstappen, nessuno ha preteso che nel frattempo imparasse a guidare e sorpassare. 
Questo lo sa bene Hamilton, reduce da una gara particolarmente difficoltosa per almeno un paio di ragioni. 
La prima: la statistica. Da quelle parti solo un paio di vittorie. La prima nel 2008, agli esordi, la seconda nel 2016, l'anno della Grande Beffa
La seconda: una scelta gomme discutibile. Complici il pit stop decisamente anticipato rispetto alle previsioni e una strategia su una sola sosta, Hamilton è stato costretto a portare a casa la gara percorrendo 70 giri con una gomma che si è rivelata piuttosto esausta già a metà del percorso.Urla e strepiti in team radio: perchè avete messo queste gomme? Come pensate di farmi arrivare in fondo? Cosa ne sarà di me? Tutto questo fino al gran finale, il boss dei boss che prende la parola e gli dice sostanzialmente di tacere. 
La terza: Verstappen attaccato alle chiappe per i 70 giri di cui sopra. Da un lato la consapevolezza della sanzione, dall'altro il timore che, se fosse passato, avrebbe preso il largo ben oltre i 5 secondi di buono. Eppure Verstappen non si è tenuto neanche per un attimo, ammirate da lontano le epiche gesta di Leclerc non avrebbe voluto essere da meno neanche per sbaglio. Con Hamilton che strepitava in team radio era evidente che quel sorpasso sarebbe potuto essere alla sua portata, giro dopo giro sempre più vicino, fino al contatto ma senza conseguenze. Siamo a tre giri dalla fine e prima di finirla nuovamente a cazzotti fuori pista ha abbassato le orecchie e si è rimesso al suo posto. 
HAM - VER - VET - BOT
Bandiera a scacchi
HAM - VET - BOT - VER

domenica 19 maggio 2019

Spagna 2019 - Gara

Quei sei secondi e spicci presi da Bottas devono essere rimbalzati nella testa di Lewis Hamilton tutta la notte. Un po' come quei chiodi fissi a cui non riesci a non pensare quando vai a letto, sai di dover dormire, perchè è necessario, perchè devi riposarti, perchè il giorno successivo dovrà essere altrettanto importante e tutti i problemi potrebbero tranquillamente risolversi da soli senza doversi friggere le meningi per questo. Ma alla fine non è così, perchè siamo esseri umani e siamo fallibili. 
Nel caso in cui, invece, dovesse aver dormito tranquillamente almeno per tutte le 8 ore d'ordinanza, ecco, io vorrei tanto sapere da lui il nome del suo sonnifero anche se, da quando è passato a tutta questa faccenda del plant based diet ho seriamente paura di finire a ciucciare rametti di bambù o altre diavolerie della stessa specie.
Questa stagione è iniziata strana, è iniziata male. Ogni bolla di sapone è già esplosa da tempo e non c'è più spazio per veder innescata un'altra grande battaglia se non all'interno del team Mercedes. Davanti a questo apparente tracollo delle prestazioni Ferrari sono in molti quelli che ormai confidano in un grande duello domestico tra i due piloti d'argento vestiti, un po' nella speranza di non veder morire questa stagione ancor prima del giro di boa, un po' per fermare lo strapotere dimostrato in questi ultimi anni da Hamilton
Non sono in pochi quelli che, non a caso, hanno incominciato a richiamare alla memoria la volta in cui Hamilton si è dimostrato fallibile. La volta in cui il suo compagno di squadra lo ha relegato in seconda posizione. La volta in cui Nico Rosberg ha vinto il titolo mondiale costringendolo ad accettare l'amara sconfitta. 
Statistiche alla mano, Nico non è stato il primo compagno di squadra ad aver avuto la meglio su di lui: c'è stato anche Jenson Button, anno 2011, in una delle mie stagioni preferite anche se sostanzialmente non c'è stata alcuna battaglia per il titolo, portato a casa a mani basse da Sebastian Vettel
Ma Bottas non è Nico. Nico aveva la propria stella marcata a fuoco nel destino. Sostanzialmente tutto quello che si può dire lo ha fatto Hamilton all'esito di quel gran premio ci eravamo detti che saremmo stati campioni, e ora lo siamo entrambi! Era giusto che le cose andassero così, perchè era il loro sogno da sempre e fianco a fianco avevano fatto quel viaggio insieme. Non se le sono risparmiate perchè nessuno di loro avrebbe voluto ricevere in dono nessuna delle loro vittorie, ed è simbolico il fatto che, a tre anni di distanza, siamo proprio in Spagna a riproporre questa discussione, a tre anni da uno dei momenti più alti, o più bassi, dipende dai punti di vista, della loro rivalità. Là dove un eccesso di volontà di dimostrare in pista più di quanto sarebbe stato necessario li ha portati ad uscire di gara entrambi ancor prima di giungere alla prima curva.  
Tre anni dopo siamo qua, con un Bottas che si crede un Rosberg, certo di essere in grado di tenere testa al pilota più titolato dell'era moderna, in prima fila forte di quel netto vantaggio portato a casa il giorno prima. Ma Bottas non è Rosberg, con Bottas nessun giurin giurello è mai stato scoccato a bordo di una qualche pista di kart 15 anni prima. Bottas non è un Rosberg, magari è importante lasciarglielo credere, almeno per un po', giusto per fidelizzarlo al prodotto e sperare che non ti si rivolti contro nel momento del bisogno, ma è anche necessario non lasciarglielo fare per troppo tempo, prima che la cosa sfugga di mano. 
A quasi 24 ore di distanza quei sei secondi e spicci non contano più niente, la prima fila è uguale per tutti e quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare.
BOT - HAM - VET - VER
Allo spegnimento dei semafori rossi Hamilton beffa Bottas. Vettel stava per riuscire ad infilarsi in seconda posizione ma è Verstappen a beffarlo.
HAM - BOT - VER - VET - LEC
Hamilton e Bottas si ammazzano a colpi di giri veloci mentre Leclerc si avvicina minaccioso a Vettel. All'ottavo giro Leclerc è già al tentativo di sorpasso mentre Verstappen vola via. Al 12esimo habemus sorpassum con giusto un filo di ordine di scuderia ai quali quest'anno non riusciamo proprio a fare a meno, anche in situazioni in cui non sarebbero state assolutamente necessarie.
Nel frattempo la faccenda giro veloce diventa un fatto privato tra Hamilton e se stesso, intento a battere e ribattere il suo stesso tempo riuscendoci ancora a venti giri dall'inizio. 
Vettel è chiaramente in subbuglio emotivo: vuole rientrare per cambiare gomme ma rientrare a questo punto significherebbe finire nel mezzo di quel buco nero che è la metà dello schieramento. 
Al 20esimo le sue preghiere sono soddisfatte, forse solo per non sentirlo più lagnare in team radio. Il pit dura un'eternità e torna in 10° piazza tra Sainz e Albon... che non mi sembra un grande affare.
HAM - BOT -  VER - LEC
Verstappen reagisce immediatamente rientrando però solo in quinta posizione. Segue a qualche giro di distanza anche il pit di Leclerc, nuovo giro, nuova sosta infinita! Quest'oggi il team Ferrari sembra davvero in ottima forma. Niente di nuovo sotto al sole: dopo il primo giro di pit Verstappen ha mantenuto la propria terza piazza mentre le Ferrari annaspano.
HAM - BOT - VER - GRO - LEC
Mentre anche gli uomini d'argento rientrano senza particolare clamore, Vettel è probabilmente riuscito a mandare in temperatura le gomme e riesce a farle funzionare facendo registrare giri veloci su giri veloci e a Leclerc iniziano a tremare le ginocchia. Davanti tutto tace, tra Hamilton e Bottas ormai sorge il deserto dei Tartari, così come tra Verstappen e le Ferrari. L'unico flebile sibilo lo si riesce ad udire solo guardando alla strategia di Verstappen, forse votata direttamente al sadomasochismo per la scelta di rimontare la stessa tipologia di gomme già utilizzata per la prima fase di gara, scelta che lo obbligherà a rientrare per cambiare gomme, a differenza di tutti gli altri a quali rimane comunque una possibilità di scelta, con tanto di concreta possibilità per Leclerc di puntare dritto ad una sola sosta per aver montato le gomme più dure in gamma. 
I pro e i contro di una simile scelta sono davanti a tutti: da un lato sono le gomme più resistenti, dall'altro sono quelle meno performanti. La velocità ne risente, Vettel ha modo di riavvicinarsi e i tecnici al muretto hanno modo di impartire un altro bell'ordine di scuderia. Cinque giri dopo lo fermano per un altro cambio gomme e la cosa perde totalmente senso. Anche questa volta Verstappen lo segue a ruota. 
HAM - BOT - LEC - VER - VET
Potendoselo permettere, per prevenire ogni futuro disastro e/o per non far morire di noia i meccanici ai box, anche i Mercedes decidono di cambiare gomme. Anche questa volta, stranamente, entra prima Bottas ma, proprio nel mezzo giro di distanza tra il suo rientro in pista e il pit successivo di Hamilton, Stroll e Norris sfracellano le loro vetture. Safety car in pista a pepare quella che per molti è stata una gara piuttosto piattina. Non la penso esattamente così, ma è una questione che dovrò risolvere tra me e me. 
L'ingresso della safety car ha portato molta confusione nelle menti di tutti gli altri. Hamilton si ferma comunque ma la sua posizione non è mai stata in pericolo. Viene richiamato anche Leclerc, mandando in pappa tutto quel discorso di prima sulla gomma dura/gomma morbida, una sola sosta alla faccia di chi ci vuol male: oltre al danno la beffa. Oltre ad aver avuto una gomma fessa per tutto questo tempo, è costretto a scivolare indietro, ritrovandosi quindi in quinta piazza. 
In Toro Rosso tentano il doppio pit su modello Mercedes e finiscono con le dita annodate tra di loro, facendo capire al mondo che se le Mercedes sono là davanti e gli altri no ci sarà un perchè. 
Al 54esimo la SC si toglie finalmente dai piedi. Hamilton mantiene la prima piazza e, dopo un solo giro, si riprende il giro veloce (con annesso punto in più) e stacca Bottas di quattro secondi, dove rimarrà fino alla fine della gara. Verstappen mantiene dignitosamente la terza piazza, così come Vettel subito dietro. Tutti quelli dietro litigano un po' tra di loro ma niente ingresso della 2° SC come nelle migliori tradizioni. 
HAM - BOT - VER - VET

domenica 12 maggio 2019

Scrapbook: - page 10 -


continuous (page 9)
Hamilton e Vettel hanno un piccolissssimo problema con i loro compagni di squadra. Qualcosa che ormai li accomuna e per questo fanno fronte comune. 
Un po' come dopo il Bahrein quando l'unico a difendere Vettel era proprio Hamilton convinto che quello fatto dall'amico / nemico non è altro che un piccolo errore avendo già dimostrato in passato ciò di cui è capace e quanto è in grado di fare. Vettel ne fu super felice tenendo a precisare la correttezza del suo Socio nella gang del bosco, l'unico che ha sempre dimostrato di non avere la memoria corta. 
Insomma, i due si lucidano il pelo a vicenda ma la verità è davanti agli occhi di tutti: le due seconde guide si sono montate la testa. Bisognerà rimetterli al loro posto... o stiamo veramente giocando al Bottas campione del mondo?
Ditemelo subito perchè io non so se sarei in grado di reggere questo colpo! Non credo possa fare per me, non voglio assistere a tutto questo... o forse ce lo dobbiamo semplicemente far andare bene accettando il fatto che sia solo un allegro escamotage per smorzare la noia del campionato 2019 che, per la cronaca, secondo l'ormai nota teoria, è destinato ad essere un po' loffio.
Siamo quindi arrivati in Spagna e probabilmente abbiamo già chiuso in un cassetto molto di quello che ha caratterizzato le nostre precedenti settimane, tipo il cane di Hulkenberg, la sbandata per GoT di Lewis Hamilton... o la sbandata di Leclerc in qualifica. Abbiamo anche dimenticato la strategia suicida del muretto ferrari, incapace di arrivare al punto con questa monoposto 2019. 
C'è solo una cosa certa: l'ultima volta che siamo stati a Barcellona (a Febbraio) gli uomini in rosso erano certi di avere tra le mani la vettura che avrebbe condotto finalmente al titolo mondiale. Non è passato molto tempo, giusto una manciata di mesi, quattro gran premi alle spalle e non siamo più certi neanche di riuscire a vedere la Ferrari tra le prime tre classificate di questo campionato. La Red Bull, per la cronaca, credo che stia tramando qualcosa nell'ombra pronta a tirare la stoccata fatale al momento giusto, e mentre Bottas gioca alla rivincita dei biondi, io spero che anche per Raikkonen ci sia un piccolo spaziettino là davanti prima della fine della stagione. 
Se posso permettermi, tutti gli occhi tornano ad essere su Ricciardo, reo di pivelleria aggravata, con tanto di recidiva, costretto ad un arretramento sulla griglia di partenza di tre posizioni nella speranza che possa riprendersi da questo buco nero emotivo che lo ha visto mandare in pappa tre gare su quattro fino a questo momento. 
Mentre Vettel sembra aver definitivamente abbandonato i baffi, non ci è dato sapere qualcosa sulle treccine di Hamilton, vista l'insistenza con i berrettini di lana dimostrata fino a questo momento. Non so se lì sotto ci siano delle treccine, di certo di sono muschi e licheni se va avanti di questo passo. Per la prima volta era comparso a Baku con un bel berrettino giallo canarino che era una meraviglia. Pantaloni al ginocchio e cappello di lana. Forse è semplice bipolarismo. In Spagna è comparso con un berretto analogo ma di colore rosso, qualcuno parla di occultamento di un ritocchino estetico alla cute... ma mica sfoggia bandane! Solo cattivo gusto - forse - residuo del Met Gala a.k.a. come scasinare definitivamente il proprio jet lag piazzando una cappatina a NY tra il fuso di Baku e quello di Montmelò. 
Ritornando un attimo in clima Baku: simpatica l'iniziativa cittadina di ripagare alla Williams i danni cagionati a causa del tombino volante. Per le sorti del loro mondiale non farà assolutamente la differenza ma sembra un bel gesto. 
Dicevo: sono passati tre mesi da quando gli uomini in rosso cantavano vittoria e, giusto per un attimo, qualcuno deve aver pensato che tornare in Spagna avrebbe potuto fare la differenza. SPOILER: nessuna differenza. Se non fosse per questo fatto che Bottas si è montato la testa. 
Sulle vicende spagnole non è che ci sia molto da dire: prima fila Mercedes con una pole position conquistata nuovamente da Bottas di quasi 7 secondi più veloce di Hamilton. Dietro Vettel,Verstappen e Leclerc
Tra l'altro siamo arrivati al punto in cui è Verstappen ad essere preoccupato per una partenza tra le due ferrari.

sabato 11 maggio 2019

Azerbaigian 2019 - Gara

Lo sanno tutti che il vero campionato inizia a Barcellona.Un tempo avrei detto con l'ingresso in Europa ma da quando la Formula 1 ci ha fatto scoprire che l'Azerbaigian è in Europa tutte le mie sicurezze sono venute meno e ho bisogno di piccole cose certe. 
Questa è solo la quarta gara di campionato e tutto è ancora in divenire. Tutto è un po' sperimentale, può essere migliorata, stiamo solo giocando, sono dei ragazzi. E ringraziate il fatto che non ho detto che il pallone è rotondo... così come le ruote delle vetture. 
Siamo a Baku, là dove in passato abbiamo avuto dei piccoli brividini di adrenalina che ci hanno scosso e dato speranza per i gran premi seguenti ma dove quest'anno non è che ci sia stato molto da festeggiare. 
In griglia di partenza BOT - HAM - VET - VER. Il dominio Mercedes si è fatto notare anche questa volta ma, elemento che non avevamo considerato, qua c'è un Bottas che si è montato la testa e che pretende di contare qualcosa in squadra. Il cane c'è, la barba anche, mancano solo i tatuaggi e siamo a posto. 
La partenza è liscia e lineare quasi per tutti: Hamilton tenta un po' la lotta con Bottas ma non riesce a fargliela. Si accoda e le cose resteranno così fino alla fine. Dopo la gara confessa che avrebbe potuto avere un po' meno di fair play con il compagno di squadra ma, alla fine, lo sappiamo tutti che l'unica cosa a cui stava pensando era di finire la gara in fretta per andare avanti con Game of thrones. Vettel parte terzo e terzo resta, poco spronato dall'idea di fare qualcosa in più, un po' perchè quelli davanti sono irraggiungibili, un po' perchè Leclerc, grazie all'auto-eliminazione del sabato, almeno per un po' è destinato a stargli lontano dai piedi. 
Al decimo giro Leclerc è già dietro a Vettel in gran rimonta. 
BOT - HAM - sette secondi dopo - VET - LEC
Per evitare l'umiliazione del sorpasso e/o dover valutare l'ennesimo team order della stagione, Vettel viene richiamato immediatamente al box per il suo cambio gomme e, prima di appiattirsi dalla noia, anche le mercedes seguono a ruota. 
LEC -VER - BOT - HAM -VET
Bottas e Hamilton si ammazzano a colpi di giri veloci, per un po' la scampa Bottas ma è una gioia effimera. 
Per Leclerc è prevista una sosta al 24 giro ma questa di fatto non avviene fino al 35esimo quando ormai è evidente che dai box Ferrari si sia complottato di brutto per rovinargli un'altra gara. L'alternativa è che siano totalmente incompetenti e, non volendolo persanre, resta solo di mezzo la cattiva fede.Le sue gomme erano programmate per durare più delle altre montate da quelli partiti davanti, avrebbe dovuto durare di più e guadagnare abbastanza da recuperare un bel po' di posizioni al rientro dal cambio gomme. In realtà si è andati a ritardare l'operazione tanto a lungo che, non solo le sue gomme avevano smesso da un pezzo di essere più performanti di quelle degli altri, ma lo avevano già portato a perdere, non solo in velocità e prestazioni ma anche in posizioni. Al 32esimo lo supera Bottas, poi Hamilton, quindi Vettel: solo a quel punto la chiamata ai box, giusto in tempo per infilarsi in sesta piazza a leccarsi le ferite. 
BOT - HAM - VET - VER
Negli stessi momenti, un po' più in là, Ricciardo stava riconfermando la pivellaggine da cui è stato colpito quest'anno dando il meglio di sè ai danni di Kviat. Prima tenta il sorpasso e sbatte entrambi in via di fuga, un po' come un Verstappen qualunque, poi mette la retro per cerca di uscire da quella situazione e riprende Kviat in pieno. Riprovando a ripetere le operazioni con un po' di calma, riescono tutti e due a tornare in pista ma entro un paio di giri tutti e due saranno belli che ritirati ai box. 
A dieci giri dalla fine alterni destini in casa Red Bull: da un lato Gasly, che trionfalmente stava chiudendo in sesta posizione pur essendo partito dalla pit lane, si spegne ed è costretto a parcheggiare la sua auto, dall'altro Verstappen che si sveglia. Inizia a macinare giri veloci su giri veloci e recuperare tutto il ritardo su Vettel anche se alla fine non ci sarà granchè da temere per il suo podio. Podio dominato dai man in Mercedes, uno dietro all'altro, con un Bottas felice come non mai per quel giro veloce conquistato alla prima gara, nonostante l'ordine dato dal muretto di lasciar perdere, che gli permette di riconquistare la testa della classifica iridata. Hamilton secondo sospeso tra palco e realtà.
Il colpo di scena globale però ce lo offre Leclerc al 41° giro, ormai stabilmente in quinta piazza, rientrando ai box per un ultimo cambio gomme estemporaneo grazie al quale si porta a casa - almeno - il punto iridato del giro veloce. 
BOT - HAM - VET - VER - spazio siderale - LEC. Bandiera a scacchi. 
Applausi anche per Kimi partito dalla pitlane ed entrato in zona punti. 

domenica 28 aprile 2019

Scrapbook: - page 9 -

continuous (page 8)
Avviso ai naviganti: SebVettel è atterrato a Baku senza baffi! 
Sono convinta che la moglie abbia trovato il coraggio di porre il definitivo ultimatum: o ti fai passare questa crisi di mezza età o cambio la serratura... e così è stato! Felice e sbarbato, quasi ringiovanito, si è apprestato a questa quarta, fondamentale direi, gara di campionato con una certezza: o incomincia a portare a casa qualcosa ORA o può iniziare a salutare il mondiale da lontano, sollevando una manina e portandola lentamente al di sopra degli occhi, come ad assistere da distante quello che combinano gli altri. L'alternativa sarebbe, ovviamente, quella di portare entrambe le mani dietro la schiena per guardare i cantieri ma non è veramente quello che vogliamo! Non è quello a cui siamo ancora pronti. Non è quello che ci meritiamo!
A proposito di gente che non si arrende all'idea di guardare i cantieri con le mani dietro la schiena, ecco a voi Kimi Raikkonen. Uno che in vita sua, probabilmente, non ha mai detto più di cinque parole di fila, ma che sta incominciando a prenderci gusto con questa faccenda di instagram. Tanto di quel gusto da lasciar a noi tutti il brividino di scoprire ogni giorno aspetti del suo carattere che non ci aspettavamo. Tipo quella vena comica che lo ha portato a ribattezzare se stesso e suoi tecnici a spasso per la pista come i Bakustreet Boys. Qualcuno, per caso, ha già iniziato a porre la giusta attenzione sulle gare d'eccellenza che, nonostante la Sauber-chiamatelaunpo'comevolete che è costretto a guidare, ha portato a termine?
Parlando invece di gente che deve dimostrare qualcosa, ecco a voi Daniel Ricciardo. Scappato dalla RedBull come un eroe solitario in lotta contro il sistema che lo stava affossando... autore di magrissime figure in questo inizio di campionato. Capace di concludere meglio del suo compagno di squadra in Cina solo perchè Hulkenberg non è arrivato al traguardo e, prima di questo, due ingloriosi ritiri. Insomma: tutti gli occhi sono su di lui certi che, in ogni caso, la parte più interessante della vicenda sia quella che si sta lentamente consumando al di fuori della pista. Un lento ma inesorabile avvicinamento con Hamilton che, da quei bei gloriosi tempi in cui Lewis - dal podio ungherese - rivelò al mondo intero la singletudine del Collega, ha visto i due diventare sempre più pappa e ciccia. Talmente pappa e ciccia da essere stati persino scovati insieme all'evento più tamarro della stagione: il Coachella! E se uno al Coachella non è che si stupisca più di tanto di beccarci Hamilton in tutto il suo splendore, munito di treccine, catenazze d'oro, scarpe fluo e tutto il repertorio trash d'ordinanza... alla vista di Ricciardo almeno un sopracciglio mi si deve permettere di sollevarlo. 
Ma ammettiamolo: certe cose non sono per tutti. Hamitlon ormai ci ha abituato alle sue baldorie a week end alternati, la follia degli eventi folkoristici a cui partecipa e la piena concentrazione che riesce a ritrovare un minuto prima di rimettersi in pista. Ma se queste sono cose che possono essere dette per uno, altrettanto non riescono sempre a valere anche per gli altri, soprattutto quando Ricciardo scampa per un pelo l'uscita dalle qualifiche in Q1 e viene salvato dalla tempestiva (ennesima, se me lo permettete) implosione della Williams di Kubica che si stampa a muro dopo l'inizio dello sciopero delle sterzate della sua vettura. 
A rallentare ulteriormente queste lente qualifiche dal ritmo post prandiale è, infatti, intervenuto l'improvviso schianto di Kubica all'ombra delle due torri. Da lontano uno avrebbe anche potuto pensare che, dopo aver tanto fagocitato alla strettezza della curva in questione, finalmente qualcuno era riuscito veramente ad andarcisi a schiantare contro, giusto per chiudere definitivamente il ciclo delle scommesse e contro-scommesse sorte negli ultimi anni. La verità la si scopre guardando le immagini a rallentatore, ammirando il pilota girare regolarmente il proprio volante senza suscitare alcuna reazione in nessuna delle due gomme anteriori fino allo schianto definitivo contro il muro. 
Una Williams sempre più protagonista di questo week end dove, suo malgrado, era già stata parecchio al centro dell'attenzione dopo il fattaccio brutto del tombino saltato in aria. Perchè se c'è solo un tombino che non è stato saldato a dovere, se ci sono mille vetture al minuto che passano su di esso, se la legge della statistica deve proprio scegliere sotto a quale vettura farlo saltare distruggendola completamente, quella non potrà che essere una Williams (in questo caso di Russel) fatta rientrare ai box con una gru che riesce ad incastrasi sotto ad un cavalcavia, che picchiò il cane, che morse il gatto, che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò. Insomma: non adorate anche voi i circuiti cittadini?
Nel caso in cui vi foste presi particolarmente a cuore quella questione della scommessa per il primo pilota che avrebbe preso in pieno la curva sotto le torri, non vi preoccupate. Possiamo mettere da parte solo per un attimo la questione di Kubica e focalizzare tutta la nostra attenzione sul vincitore indiscusso, il primo che senza ombra di dubbio, senza una legittima causa di giustificazione, ha preso in pieno la S uscendone persino reo confesso della sua stupidità.
Se con lo schianti di Kubica di erano chiuse maldestramente la prima sessione di qualifiche, la seconda ha fatto appena in tempo ad iniziare che Leclerc è andato a ribattezzare la stessa identica curva, nello stesso identico punto, lanciandosi così in una serie di autorimproveri da lasciare tutti a bocca aperta. Perchè ammettiamolo, è da quanto è stato inaugurato il circuito che stavamo aspettando che qualcuno prendesse in pieno la strettoia in maniera così plateale. Eravamo già tutti pronti con le nostra ditina puntate, un po' per ridere, un po' per ribaltare ancora una volta il giocone più divertente della stagione: il saliscendi dal carro del wannabe vincitore che vorrebbe essere indiscusso della stagione, un pilota a scelta tra SebVettel, super-mega-quattovolte-campionedelmondo ma contemporaneamente brocco pronto alla pensione, Chanteclerc, bimbo prodigio di altissimo livello ma contemporaneamente pivello inesperto o Kimi Raikkonen, brocco-zerbino-svogliato sull'orlo della pensione finchè era in Ferrari entrato di diritto nella leggenda dopo la vittoria in USA 2018 che sarebbe dovuto rimanere in Ferrari per sperare di riuscire a vincere ancora qualcosa.
Chanteclerc però ci ha spiazzato tutti, in team radio ha iniziato a darsi botte di stupido, sceso dalla vettura ha mimato gesti di disperazione, su twitter un minuto dopo ha continuato l'autoflagellazione e, ad uno così, dico io, cosa gli vuoi ancora dire? Non puoi accanirti a meno di non avere un cuore e ti tocca persino iniziare a consolarlo, a fargli sapere che sono cose che capitano, che non è morto nessuno, che avrà tempo di rifarsi... finendo così per dire e pensare tutto l'opposto di quello che avresti detto d'istinto. Furbo questo Chanteclerc.
Un Max Verstappen per esempio avrebbe incominciato a insultare la curva accusandola di non essere stata lì al giro precedente.

venerdì 26 aprile 2019

Scrapbook: Cina - page 8 -

continuous (page 7)
Come diceva l'ingegner Cane, meno di mille è poco, più di mille è tanto... e questo GP di Cina 2019 è il millesimo GP in assoluto. O meglio, il mondo pare che sia riuscito a far polemica anche su questo ma, stiamo sereni, la vita è troppo breve per contare più di una volta fino a mille! 
Il gran premio numero 1000 è iniziato con quelli che ormai ho iniziato a chiamare gli "impietosi confronti" della stagione. 
C'è Stroll che ancora una volta non riesce a superare la prima fase di qualifica, mantenendo costantemente un passo ben differente dal compagno di squadra. Così come ancora una volta sembrano essere su pianeti differenti Sainz (rispetto a Norris), Ricciardo (rispetto ad Hulkenberg) e Gasly (rispetto a Verstappen). 
Se le polemiche lette fino a quel momento non erano ancora bastate, anche in pista il clima si fa calduccino sin dalla fine dell'ultima sessione di qualifiche, là dove Hamilton si è lanciato per primo in pista convinto a portarsi a casa la pole, rallentando tutti per motivi che restano ancora ignoti ai più. A Bottas l'ordine in cuffia di non far passare nessuno ma, nel frattempo, agli ultimi usciti iniziano a tremare un po' le gambe: con questo ritmo ì non c'è abbastanza tempo per chiudere il giro di lancio prima della bandiera a scacchi. Vettel si scazza e supera Verstappen che non la prende molto bene.
Finisce per prendere la bandiera a scacchi ed inizia ad inveire contro Vettel inventandosi una meravigliosa regola non scritta secondo la quale una volta giunti nell'ultimo settore non si può più sorpassare. Alla regola fantasiosa reagiscono un po' tutti e, giusto per entrare ancora un po' negli annali della formula 1, sul punto anche Hamilton e Rosberg sono sorprendentemente d'accordo. Il primo risponde con un messaggio sintetico ma significativo su instagram, dove ormai pare aver preso la cittadinanza, il secondo su YouTube, non perdendo l'occasione di pubblicare un'altro dei suoi bei video dal titolo acchiappa click. 
Titolo clickbait al quale io, ovviamente, non resisto neanche per un istante ad aprire il video nel quale il nostro giudice supremo ha dato sentenza: non c'è alcun gentleman agreement a questo proposito... ma la rabbia di Max Verstappen è sempre molto divertente, forse non per Sebastian, perchè non sai mai che cosa possa accaderti accanto ad un Verstappen arrabbiato. 
Ma torniamo alle qualifiche, là dove Hamilton da il tutto e per tutto per essere in pole... mancandola di brutto. O meglio: mancandola un pochino. Meglio di lui solo Valterri Bottas, stato migliore di lui fino a quel momento nelle prove libere, stato quindi meglio di lui anche nell'ultimo giro dell'ultima fase di qualifica. Meglio di lui anche nell'ultimo settore della pista dove, cronometro alla mano e TAG colorati in sovra impressione, Hamilton era sempre stato il migliore in pista. Poi rallenta tutti, si lancia come un pazzo, migliora nei primi due settori e vaneggia nel terzo. Pole di Bottas, coriandoli e stelle filanti. Tutti sono felici, Bottas se la crede a nuovo campione dei due mondi, in Mercedes si congratulano per essere riusciti a non mettere un brocco totale al posto di Rosberg, Hamilton solleva gli occhi al cielo ed è grato al signore per non essere costretto a portarsi a casa un altro orribile trofeo. 
Che poi, voglio dire, ad uno il dubbio prende anche: com'è che Hamilton - uno che cava pole position persino dalle rape crude - ha perso la pole cannando l'unico settore in cui era sempre andato meglio? Non è che per caso sospettassero un po' tutti quale fosse il lato migliore della pista da cui partire? 
La domenica in gara quale risposta in più ce la ha anche data: allo spegnimento dei semafori i numeri 2 e 4 hanno avuto la meglio sui numeri 1 e 3. Può essere che potesse valere la pena regalare la pole position al nuovo barbuto amico. 
Tra gli aneddoti curiosi delle qualifiche rientra sicuramente di diritto il team radio misterioso di SebVettel il quale, in chiusura di qualifica, comunica al team "ce l'avevamo, sappiamo perchè l'abbiamo persa"
Come - cosa - quando e perchè?! Cos'è questa mania di parlare in codice in mondovisione quando due secondi puoi tranquillamente incontrarti di persona e dirti tutto quello che vuoi? 
Adesso anche noi vogliamo sapere! Anche noi vogliamo capire perchè l'avete persa (la bussola?!) in maniera così eclatante!
In ogni caso, mentre tutti i fan del mondo sono si preparano alla battaglia, affilano le armi e scaldano i muscoli pur di potersi insultare per l'eternità in quel magnifico mondo chiamato internet, eccoteli lì, i team principal dei due team rivali degli ultimi anni, tutti belli sorridenti a scattarsi selfie random dando bellamente le spalle alla foto di rito prima dell'inizio della gara. Come un Hamilton qualsiasi peraltro.

martedì 16 aprile 2019

Cina 2019 - Gara

Sarebbe potuta essere una gara molto molto noiosa alla quale assistere se non fossimo rimasti tutti imbambolati alle mille e una strategia folle della Ferrari per mandare in pappa la gara dei propri piloti.  Credo che dietro a tutto ciò ci sia una certa tecnica, uno studio approfondito: insomma, certe cose non si improvvisano mica!
BOT - HAM - VET - LEC - VER
La prima fila Mercedes era piuttosto chiara che si sarebbe risolta in fretta. Hamilton sembra aver imparato da tempo come non autoeliminarsi in coppia alla prima curva quindi, tutto sommato, da quelle parti le cose non destavano più di tanto l'interesse della massa. 
Dalla seconda fila in poi lo scenario si è fatto decisamente molto più interessante. Vettel avrebbe dovuto risollevare le sorti della sua stagione dopo le gare d'esordio, Leclerc era alla ricerca della sua rivincita, Verstappen era ancora incavolato con Vettel dallo sgarbo del giorno prima... e certe cose non le si possono lasciar andare così facilmente. 
In realtà Verstappen incomincia a piroettare su se stesso ancora prima di concludere il giro di ricognizione e il padre, dal box, ha iniziato a quel punto ad annotarsi le ragioni per le quali il figlio sarebbe dovuto andare a letto senza cena anche quella sera. 
In partenza Hamilton scuote in poco le treccine e fa la magia: conquista la prima posizione e non la molla più fino alla bandiera a scacchi. 
Hamilton meglio di Bottas. Leclerc meglio di Vettel
Ed è subito VSC grazie a Kviat che sbatte fuori pista prima Sainz e poi Norris. Un giro per togliere di mezzo tutti i detriti e drive throught per lui, giusto per ricordargli da dove viene e dove è destinato a ritornare. 
All'undicesimo giro team radio di Leclerc: deve far passare Vettel, che dall'inizio lo tampona senza riuscire a superarlo, per tentare l'assalto alle Mercedes. I toni non sono affatto dei più distesi che si possano immaginare. 
HAM - BOT - VET - LEC - VER
All'improvviso la strategia rivoluzionaria made in RedBull: Verstappen tenta il tutto e per tutto giocandosi l'undercut sulle Ferrari. Rientra ai box per un cambio gomme anticipato ma in Ferrari giocano di misura. 
Un giro dopo Verstappen viene chiamato anche Vettel: l'undercut non funziona anche se i due giocheranno un po' al sorpasso e controsorpasso. Tra l'altro, un minuto di applausi per Verstappen che riesce a non combinare guai... e neanche Vettel. Di 'sti tempi è proprio il caso di dirlo. 
Due giri dopo Verstappen viene richiamato anche Bottas.
Tre giri dopo Verstappen viene richiamato anche Hamilton peraltro uscendone un filo indispettito dall'essere stato chiamato dopo il compagno di squadra. 
Alla fine, senza fretta, dopo aver preso un caffettino, anche Leclerc viene richiamato a cambiar gomme finendo per perdere anche la posizione su Verstappen
HAM - BOT - VET - VER (deserto dei Tartari) LEC
La ragione che provano a dare a Leclerc per giustificare quella che stava incominciando a prendere la forma di una gara disastrosa è la nuova rivoluzionaria strategia su una sola sosta. Una sola sosta alla quale sarebbe dovuto arrivare facendo la stessa identica gara degli altri (salvo aver cambiato le gomme 4 giri dopo) ma andare in fondo fino alla fine senza più fermarsi. Come se tutti gli altri si fermassero per dare qualcosa da fare anche ai meccanici che altrimenti si annoiano. 
In effetti dopo il secondo giro di pit le cose non vanno male per niente.
HAM - LEC - BOT - VET - VER
Non sarebbero andate male per niente se solo la gara fosse finita un secondo dopo. 
E mentre in Ferrari sono tutti impegnati a lanciare il dado per far decidere alla sorte le prossime mosse da prendere in pista, in Mercedes improvvisano una danza dei pit stop da essere quasi poetica per quanto è stata ad un passo dalla perfezione. 
L'idea di base è molto semplice: come scegliere chi fare entrare per primo senza che l'altro si offenda? Come non rischiare la posizione di Bottas senza che Hamilton possa veder lesa la propria immagine di prima donna della squadra? Facendoli entrare insieme. In pista sono a cinque secondi di differenza, per un cambio gomme non ce ne vogliono più di tre... un giro di Valzer in pit lane. Via uno arriva l'altro. Una magia. Un numero di prestigiazione. 
Il dado è tratto. 
La strategia di Leclerc in pochissimo tempo si rivela fallimentare, da prima un gioco di sorpassi e controsorpassi con Bottas, poi una perdita definitiva, con Vettel praticamente accosta per farlo passare, ma solo a quel punto dal box lo chiamano per cambiare gomme. 
HAM - BOT - VET - VER - LEC
Les jeux sont faits

domenica 14 aprile 2019

Scrapbook - page 7 -

continuous (page 6)
In Bahrain non è finita finchè non è finita.
Non sono bastati bandiera a scacchi, fuochi d'artificio e tutto il can can pre e post podio a porre fine al week end del Bahrain che ha continuato a vivere ed intasare le nostre timeline grazie alla nuova, meravigliosa ed inaspettata sessione di test stagionali ad cazzum!Quindi, a meno di 48 ore di distanza, nuovamente tutti in pista... tutti tutti... ed anche qualche caso umano in più.
Giusto per non farci mancare niente.
Perchè non approfittare di questo test improvvisato di inizio stagione per far percorrere ai propri piloti qualche chilometro in più per familiarizzare con la vettura e migliorare il proprio rendimento in pista? Perchè c'è un caso umano che bussa alla porta! 
Dicasi caso umano il soggetto dotato di un particolare CV personale o professionale alle spalle tale da portarlo, a prescindere da quello che nella propria vita possa dire / fare / baciare / lettera / testamento ad essere osservato con un occhio di riguardo. Applicando questo concetto al mondo della formula 1, non possono che essere additati come casi umani of the day, Mick Schumacher (debuttante con la sua bella tutina rosso ferrari) e Fernando Alonso (che non ce la può fare a darsi pace). 
Il fenomeno Mick Schumacher lo trovo piuttosto interessante. Chiunque in quella posizione credo che marcerebbe a chilometri di distanza dal luogo dove il padre ha avuto modo di affermarsi come il migliore di tutti i tempi. Il confronto sarà sempre inevitabile ed eguagliarne i risultati resterà difficilmente raggiungibile. Da un altro punto di vista però lo si comprende anche: ti chiami Schumacher, che cosa vorrai mai fare nella vita se non guidare? Solo che il cognome funge da biglietto da visita e il test del DNA è una lettera di raccomandazione in piena regola. 
Fermi tutti: non voglio assolutamente dire che Mick non meriti di essere lì in questo momento. E' altamente probabile che guidi meglio del 96% dei suoi coetanei, è stato piazzato su un kart ancor prima di imparare a sillabare e non ha avuto un maestro qualunque. Chiamatela eredità, chiamatela genetica, chiamatela predisposizione, Mick Schumacher porta dentro di sè qualcosa in più di quello che può vantare chiunque di noi abbia imparato a guidare con proprio padre. Peraltro: la megalomania del padre che da al figlio il diminutivo del proprio nome è già stata fatta notare?
Detto questo, sono altrettanto certa che far debuttare Mick Schumacher abbia dato più all'immagine del cavallino rampante che al suo sviluppo. Visto quello che era appena andato in scena io avrei aspettato un attimo prima di fare sto teatrino, ma sono scelte.  Peraltro nel secondo giorno di test Mick ha testato l'Alfa Romeo Sauber, iniziativa che, viste le condizioni in cui versa Giovinazzi, ritengo ancor più opinabile. 
Poi c'è Alonso, tornato a guidare la sua McLaren giusto per non dare la sensazione di essere uno di quei vecchi attaccati alla poltrona incapaci di dare spazio alle nuove generazioni. Avrà forse colto che quest'anno la McLaren va un po' meno peggio degli anni scorsi, avrà forse colto che senza di lui la McLaren va un po' meno peggio degli anni scorsi. Avrà forse capito che vah che sto' LandoNorris non è mica male ed è tornato a marcare il territorio. Comunque, state tutti tranquilli, ha rassicurato i suoi fan confermando che non è sua intenzione tornare al volante di una McLaren finchè questa non tornerà a vincere una gara. Certo, perchè se la McLaren dovesse tornare a vincere ci sarebbe un sacco di spazio per il suo rientro in squadra...e ci crede anche!
Siamo quindi giunti finalmente in Cina, là dove la Ferrari promette di prendersi tutto ciò che gli appartiene... non riuscendo neanche a prendersi dei distacchi dignitosi dalle Mercedes durante le prove libere. Il destino del week end sembra segnato ma c'è ancora qualcuno che spera. 
Nel frattempo: DON'T PANIC. Siamo alla gara n° 1000 di questo pazzo pazzo campionato e, anche se non siamo riusciti ad essere d'accordo sull'esatta numerazione, in fondo in fondo credo che ci sia nell'aria quel tipico friccicorio delle occasioni speciali. Molti caschi dal design dedicato all'occasione, molti eventi e gallerie commemorative, molte statistiche e confronti a casaccio, come se avesse davvero un senso paragonare la Formula 1 di 50 anni fa con quella di oggi. Ma anche questo è il bello della festa. Il bello della festa è anche il fatto che ad un certo punto si accendono le luci, la si smette di parlare e si inizia a fare sul serio. 
Si inizia a fare sul serio anche promuovendo il processo di beatificazione di San Sebastiano da Maranello, eroe di oggi, di ieri e di domani. Il nobile gesto che ha portato a questo lieto evento è l'aver intravisto dagli specchietti la vettura di Albon in fiamme e i suoi meccanici in difficoltà nelle operazioni di spegnimento invitando i suoi ad andare ad aiutarli. Il video è rimbalzato ovunque, con tanto di sottotitoli e/o traduzioni perchè fosse ben chiaro il team radio di Vettel. Al primo giro ho pensato fosse stato un bel gesto. Al secondo ho apprezzato la sportività. Al terzo e soprattutto dopo aver sentito Vettel incensato in lungo e in largo, elogiato per il suo altruismo, per l'attenzione rivolta alle fasce deboli e per il suo spirito di sacrificio, un forte impeto di rivoluzione è sorto in me: anche meno! Davvero pensiamo che qualcun' altro avrebbe assistito alla scena impassibile? Avrebbe aspettato di veder esplodere la vettura per raccogliere i brandelli come fosse una pentolaccia di carnevale? Non è stata la reazione più naturale ed istintiva che ci si potesse aspettare? Io - magari - rinvierei l'incoronazione in attesa di gesti più eclatanti. 

sabato 13 aprile 2019

Scrapbook: Bahrain - page 6 -


La vernice rosso opaca di della Ferrari 2019 per un solo momento, oltre ad una scelta stilistica, è sembrata essere una vera e propria maledizione. Qualcosa di profetico finito casualmente sul biglietto da visita del cavallino rampante di cui molti, se non tutti, si sono detti piuttosto delusi dopo aver assistito alle prestazioni d'esordio. Più che altro credo siano rimasti tutti piuttosto sbigottiti davanti a quel "non lo so" dato come risposta a Vettel che si interrogava sul perchè la vettura fosse tanto lenta in Australia. 
Giunti in Bahrain sono bastate le sole prove libere per risaltare energicamente sul carro dei vincitori ed è bastata la sola pole di Charles Leclerc per ristabilire che, in fondo, non fosse malaccio neanche lui. 
Peraltro, l'altro giorno mentre perdevo tempo su Twitter, l'ho letto soprannominato Chanteclair che mi sembra una crasi meravigliosa che potrei decidere di adottare per il futuro. Mi dispaice solo non aver salvato il nome dell'autore per rendergli merito. 
Bottas, dopo la vittoria in Australia, è stato eletto a nuovo eroe intergalattico pronto a sconfiggere i propri avversari a colpi di camicie da boscaiolo e barbe incolte, neanche fosse Clark Kent quando ancora viveva a Smallville. A tutta questa simpatica discussione non ci ha creduto per davvero neanche lui ma in fondo è stato bello stare al gioco per un po'. In Bahrain si è qualificato quarto come a voler lasciar giocare gli altri a parlar di cose che a lui non riguardano. In gara non è certo andata meglio, per farlo saliere sul podio c'è voluta la buona volontà della Ferrari e la sua doppia autoeliminazione. Probabilmente Ocon è tornato a sorridere dopo aver sentito il team intervenire per svegliare Bottas perchè evitasse l'umiliazione di non riuscire neanche a guadagnare la posizione dietro ad un Leclerc claudicante.
Hamilton, di ritorno dall'Australia, è finito in Olanda a mangiare quella che, a suo dire, è la pizza più buona del mondo. Da Trieste in giù è partita un'eco di indignazione ma, per cortesia, vediamo di essere un filo più tolleranti! Dopo anni di dieta vegana son bastati due carboidrati per mandargli gli zuccheri al cervello e non capire più niente. In Bahrain ha sfoggiato il sacro potere delle treccine, amuleto indistruttibile di fronte alle avversità della vita. Le prestazioni decisamente più incoraggianti della Ferrari avrebbero potuto destabilizzarlo alla vigilia di GP, ma non si è dato per vinto. Prima di tutto ha impedito che il simpatico compagno di squadra si allargasse troppo, sorpassandolo in malo modo ad inizio gara e facendogli così capire chi è che comanda in squadra. In gara ha fatto tutto il possibile per essere lì, non ha rischiato veramente di vincere fino all'ultimo, ma ci vuole talento anche a stare lì dietro, non farsi sopraffare dagli elementi, e farsi trovare pronto all'attacco nel momento del bisogno. E così è stato. Prima con Vettel poi con Leclerc.
Adorabile il gesto di sportività della sobrietà del festeggiamento. Una corsa per cercare e congratularsi con il nemico appena sceso dalla vettura e qualche parola di incoraggiamento a lui rivolte poco prima di salire sul podio.
Tra l'altro, apriamo parentesi subito sulle parole dette prima di salire sul podio.
Il filmato, l'audio e la sua traduzione hanno fatto in poco tempo il giro del mondo. Tanti colleghi hanno ripreso la notizia appoggiando in pieno le parole di Hamilton che, in sintesi, ha fatto a Leclerc i complimenti per come ha guidato per tutta la gara, rassicurandolo del fatto che sono chiaramente emerse le sue capacità e facendogli bonariamente capire che, se quel giorno il destino gli ha dato contro, sicuramente avrà modo di rifarsi un giorno: hai un lungo futuro davanti. La pietra dello scandalo si è rivelata essere la traduzione made in sky dell'evento, là dove quelle parole si sono trasformate in "diventerai mio nemico in futuro" quasi a voler lasciare il sentore che Hamilton lo volesse incoronare a suo erede o riconoscergli espressamente il ruolo di proprio competitor in pista. Una traduzione talmente falsata e ferraricentrica che è riuscita a far indignare anche i migliori dei ferrarticentrici riuniti. Personalmente la cosa non mi ha sorpreso più di tanto, mi domando solo dove diavolo si fossero cacciati tutti quanti nel momento in cui hanno distrubuito la sportività e mi auguro che possa servire come invito a non prendere per oro colato tutto quello che si sente dire in TV.
Tornando all'esito della gara.
Prima di tutto un pronostico: prima che il mondo Ferrari cadesse in pezzi, prima che uno iniziasse a piroettare, prima che all'altro implodesse la vettura sotto al sedere, in tempi non sospetti, ad inizio gara, ho avuto un'illuminazione. Ho capito esattamente com'è che anche quest'anno la Ferrari arriverà a perdere il mondiale ad un soffio dal traguardo. Leclerc e Vettel, se la vettura riuscirà a mantenere la forma fisica dimostrata in Bahrain, finiranno per giocarsi  il mondiale in pista, non se le manderanno a dire e giungeranno inevitabilmente al contatto nella reciproca speranza di dimostrare all'altro di essere meglio di lui. Una meravigliosa doppia autoeliminazione capace di regalare alla Mercedes il proprio sesto titolo mondiale.
Qualche fila più indietro, altri fatti e fattarelli frizzantini.
C'è Kimi Raikkonen che continua a sprizzare allegria da ogni team radio consapevole che, una volta liquidata la questione Alonso, qualcuno della vecchia guardia deve mantenere alta la bandiera del top team radio of the year. Ed è così che alla domanda com'è l'alettone? La risposta non riesce ad essere più pacata di "non lo so! Me lo devi dire te!"
Qualche parola di chiusura se le merita anche Daniel Ricciardo, uno che è partito decisamente con il piede sbagliato. In Australia moltissimi occhi erano su di lui. Prima gara dopo il divorzio dalla Red Bull, gara di casa, amato da tutti, stimato nel quartiere. Tra l'altro salutava sempre quando ti incontrava per strada. Il vero problema è che, già in partenza, si fa prendere un po' la mano. Prende dei rischi che avrebbe potuto evitare se non avesse voluto dimostrare al mondo di non essere finito tre passi più lontano rispetto all'anno scorso dal titolo mondiale. In questo modo la sua gara è terminata ancor prima di vedere la seconda curva del circuito.
Anche in Bahrain, a prescindere dall'infausta conclusione, qualche perplessità in gara ce la ha lasciata. L'ha lasciata anche al compagno di squadra dopo un contatto in fase di sorpasso, ritrovatosi a domandare alla squadra: come siamo arrivati al contatto? Gli ho lasciato tutto lo spazio disponibile! 

domenica 7 aprile 2019

Bahrain 2019 - Gara


I quindici giorni che hanno preceduto il gran premio del Bahrain sono stati molto interessanti dal punto di vista degli argomenti maggiormente trattati in rete. Da un lato c'è stata la beatificazione di Bottas, in grado per la prima volta di affrontare la gara con un piglio deciso e portarsi a casa la vittoria tanto auspicata fino all'anno scorso. Si ha ancora un po' l'impressione che, nonostante la vittoria, nonostante il nuovo look, nonostante il ritrovato #respect in casa Mercedes, questa sia solo una fase, un caso fortuito, una buona stella che ha brillato per un istante ma che non continuerà (o non verrà fatta continuare) a brillare finchè un cinquevoltecampionedelmondo a caso condividerà con lui il box. Chi può dire come andranno a finire le cose? Forse l'unico davvero svantaggiato da questa situazione è Ocon, panchinato d'eccellenza, che da un insuccesso di Bottas non potrebbe che godere nella speranza di tornare titolare di un team d'eccellenza. 
Dal punto di vista Ferrari gli animi sembrano stare a livello puro sconforto pur dimenticando che Melbourne è sempre stato un circuito poco favorevole al cavallino rampante, nonostante le vittorie degli scorsi due anni... con l'arrivo in Bahrain hanno, infatti, incominciato ad andare immediatamente meglio. Le velocità tornano ad esserci, i piloti reagiscono positivamente, gli animi tornano prepotentemente in alto fino all'esplosione di gioia assoluta sabato in qualifica. 
Può essere che sia stato appreso quell'apparentemente semplice concetto del non gioire prima del tempo e, anche se le prove libere avevano già incominciato a disegnare quello che sarebbe stato il progetto che il destino aveva in serbo per le qualifiche, è stato solo con la conquista dell'intera prima fila da parte della Ferrari che si è scatenato il finimondo.  Il cielo è tornato a dipingersi di rosso, il sottofondo le trombe hanno incominciato a prendere fiato per portare in trionfo la squadra, l'ego si è gonfiato e da lontano una voce ha incominciato ad intonare un motivetto che suonava più o meno così "campioni del mondo! Campioni del mondo!". Un trionfo incontrastato... se non fosse per quel piccolo interrogativo che non era possibile togliere dalla mente: ma non è che Vettel è veramente giunto alla frutta?
La prima fila era lì,rossa e incontrastabile, i distacchi dalle Mercedes (piazzate alle loro spalle) non hanno lasciato pensare neanche per un istante che le cose non sarebbero potute andare così... ma quella pole position di Leclerc un punto di domanda sopra alle nostre teste la ha disegnato. 
Da un lato, ovviamente, la gioia incontrastata per aver trovato il nuovo messia, il nuovo bimbo prodigio, il talento rimasto nascosto fino a questo momento pronto a sbocciare e fiorire per noi. Il nostro salvatore arrivato fino a noi solo per riportare la scuderia al trionfo... forse dimenticando che non più di 15 giorni prima di essersi interrogati con la stessa foga sull'opportunità di averlo promosso anzitempo. Ma queste sono storie del passato: con la pole position del Bahrain il mondo è pronto a salire sul carro del vincitore. Quindi c'è l'altro lato della medaglia: non è che Vettel è definitivamente incapace di reggere il ritmo del più giovane compagno di squadra? Non è che investendo tutto su di lui per la conquista del mondiale si finire per regalare un altro titolo al nemico?
Con tutti questi dubbi ad occupar le nostre meningi è quindi arrivata la domenica con una delle gare più sorprendenti ed emozionanti degli ultimi tempi. Una domenica dove l'ordine di arrivo non ha avuto modo di stabilizzarsi fino alla bandiera a scacchi, peraltro sventolata in maniera magistrale da David Beckham
LEC - VET - HAM - BOT
Allo spegnimento dei semafori LEC fa chiaramente passare VET andando a rallentare HAM in malomodo e favorendo quindi il passaggio di BOT. 
VET -  BOT - LEC - HAM
Bottas tenta fiun da subito di dimostrare che non è la barba a fare la differenza e, per non confermare neanche per sbaglio di essersi davvero meritato la vittoria della precedente gara, in men che non si dica si fa sorpassare senza mezzi termini tanto da Leclerc quanto da Hamilton che, a questo punto della storia, non ha voglia di giocare al compagno di squadra perfetto. 
VET - LEC - HAM - BOT
Nel frattempo nelle retrovie Stroll e Grosjean si autoeliminano tra di loro: finiranno in ultima piazza a lottare contro i moscerini ma nessuna sanzione gli è rivolta dai piani alti. Piani alti che, probabilmente sono decisamente più interessati a gustarsi la gara ed assistere al momento storico in cui Leclerc all'urlo di io sono più veloce di lui si riprende di prepotenza la prima piazza sorpassando Vettel e tutti suoi quattro titoli mondiali. Tutti gli occhi sono su di Vettel... e sulla distacco che prende in tempo 0, mentre Hamilton gli si avvicina pericolosamente. 
LEC - VET - HAM - balle di fieno che rotolano - BOT
Se non fosse per tutto quello che succederà successivamente in pista, credo che noi oggi saremmo tutti qua a commentare il fatto che al box Mercedes abbiano nuovamente cannato drammaticamente la strategia gomme di Hamilton. Una faccenda che alla fine non si è dimostrata neanche particolarmente influente ma deve necessariamente essere letta insieme a tutte le altre strategie gomme cannate negli ultimi tempi e forse impensierire un pochino gli addetti al muretto.
Note di colore di intermezzo: Giovinazzi sbatte fuori Kviat, poi Gorsjean si ritira per altri problemi meccanici. Secondo ritiro in due gare, ci tiene particolarmente a candidarsi già per il mio personale domani è un altro giorno.
Al primo cambio gomme Hamilton è riuscito a portare casa un bel undercut su Vettel... undercut che, alla fine dei conti, non è servito a niente visto che in tre giri netti Vettel lo ha risorpassato con prepotenza. Da un lato Vettel con delle gomme un po' più dure in grado di reggere (c'è chi dice fino alla fine della gara ma non credendoci neanche lui), Hamilton su gomma morbida performante per cinque secondi netti per poi portarlo, inesorabilmente, a perdere tempo come un dannato giusto per non tornare per davvero a ricambiare gomme a tre giri di distanza. 
Quindi: secondo cambio gomma. Vettel resta davanti indisturbato ma, finalmente, Hamilton può dargli battaglia: lo raggiunge e tenta il sorpasso. Combattono come veri campioni del mondo a confronto, sempre perfetti, mai scorretti ma senza risparmiarsene una. Una danza armoniosa andata a concludersi con l'inaspettata piroetta di SebVettel. 
Il replay dell'accaduto è impietoso: nessun contatto tra le vetture, Vettel ha piroettato autonomamente. Ha perso il controllo delle vettura e la posizione in pista. In men che non si dica la sua Ferrari gli imploderà sotto al sedere: scintille e alettoni vaganti. Un terzo rientro ai box, con cambio gomme cambio musetto si rende necessario prima di rientrare in pista in mezzo al traffico per risalire faticosamente la corrente... tutto questo mentre Leclerc solo indisturbato stava portando a casa la gara. 
LEC - HAM - balle su balle di fieno che rotolano - BOT
Cos'è che dicevamo all'inizio? Mai cantare vittoria prima del tempo. Ad undici giri dalla fine anche la Ferrari di Leclerc inizia ad implodere. Il pilota lamenta un guasto al motore, perde tempo ma forse non è tutto perduto. Riesce a riprendere la marcia... ma la riperde poco dopo. I doppiati iniziano a sdoppiarsi e la Mercedes di Hamilton è sempre più vicina. Si avvicina e lo supera. Anche Bottas, invitato a darsi una svegliata per l'occasione, riesce a raggiungerlo e superarlo. 
HAM - BOT - LEC - VER
L'unica cose che riesce a parare la caduta e impedire di precipitare dal podio è la disfatta Renault. Un doppio spegnimento simultaneo delle due vetture, avvenuto peraltro alla stessa curva, che riesce, oltre a buttare alle ortiche un doppio posizionamento iridato, a far entrare in pista la SC giusta al momento giusto da impedire a Verstappen di avvicinarsi troppo e attentare al podio.

lunedì 25 marzo 2019

Scrapbook: Australia - page 5 -

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Il Week end è partito fin da subito con il primo record inevitabile: landonorris è stato il primo dello schieramento a scendere in pista sabato in qualifica. Ovviamente se non si considera quell'altro record d'aver asfaltato il proprio compagno di squadra alla propria gara d'esordio. Che poi, magari, le cose non andranno avanti così fino alla fine del campionato ma per il momento il confronto è stato impietoso: Sainz fuori in q1, landonorris entrato di diritto in q3. In gara fumata bianca per Sainz che, senza metafore, ha mandato in fumo il motore mentre Norris portava a casa una gara quantomeno dignitosa. 
Parlando di confronti impietosi, le qualifiche sono state uno scenario davvero prolifico. Le RedBull: Gasly 17°, Verstappen 4°. Force India: Stroll 16°, Perez 10°. Alfa Romeo: Giovinazzi 15°, Raikkonen 9°. Credo che ci sia un bel po' materiale sul quale ragionare in vista del campionato appena iniziato.
Commento spassionato sulla gara: se le cose devono andare così fin dal primo appuntamento credo che abbandonerò tutta la questione prima ancora di arrivare a Montecarlo.
Altro commento spassionato: in fin dei conti questo potrebbe essere il preludio a qualcosa di tutt'altro che noioso: bisogna solo capire bene se Verstappen c'è o ci fa.
Terzo commento spassionato sulla gara: ah, però! Sto Bottas si è convinto di essere un Rosberg! E Rosberg, nella propria qualità di Rosberg-titolare, gongola come un pazzo, mangiando gelato disteso sul ponte della sua barca nuova. Perchè lui a Montecarlo c'è già.
Figure e figuracce di giornata:
Hamilton. La strepitosa pole position di cui tutti ancora parlano di Lewis Hamilton in Australia è durata circa 5 metri, dopo di che si è lasciato beffare come un vecchio dal compagno di squadra senza neanche aver capito da che parte sia passato. Arriverà al traguardo in seconda posizione ma con quattro decenni di ritardo sul vincitore.
Decisamente questa non è una di quelle che useremmo definire una "buona partenza" eppure dobbiamo darci pace con almeno un paio di considerazioni: da un lato c'è la consapevolezza che le cattive partenze negli ultimi anni difficilmente gli sono andate a influenzare il resto della stagione, dall'altro la certezza che quella australiana sia per lui decisamente una gara strategicamente maledetta. Otto pole position, sei delle quali consecutive, ma solo due vittorie, cinque seconde posizioni, tre terze piazze e una squalifica per comportamento antisportivo, giusto perchè adesso è facile puntare il ditino contro le verstappate.
Mercedes. La vittoria di Bottas ha fatto lievemente passare in secondo piano il fatto che la gara di Hamilton, falle nella vettura a parte, sia stata mandata definitivamente in pappa da un errore di chiamata ai box per il secondo anno consecutivo. Magari le cose sarebbero andate esattamente nello stesso modo, magari Bottas avrebbe mantenuto la testa della corsa e, da un lato, era pure il momento propizio perchè gliela lasciassero portare a casa, ma non credo sia necessaria una laurea per capire che, piuttosto che copiare una strategia Ferrari, e meglio lasciar improvvisare l'ingegner Cane. Tanto più se si tratta di un piano B messo in scena per tentare di rimediare alla debacle che si stava realizzando davanti ai loro occhi. Improvvisare un cambio gomme anticipato senza avere la certezza che ciò che si andrà a montare potrà reggere fino alla fine della gara. Un errore da pivelli per il quale avrebbero potuto piangere lacrime amare se Lewis non fosse riuscito a tenere al suo posto Verstappen.
Ferrari. Prima o poi dovranno imparare la sana lezione del non cantar vittoria troppo presto, eppure...
L'anno scorso si sono dati per campioni del mondo dopo la vittoria spuntata in Australia, quest'anno hanno addirittura pensato di non ritardare i festeggiamenti ed iniziare direttamente durante i test invernali. La vettura è impeccabile, perfetta sin dal primo giro, veloce come non mai, equilibrata nell'assetto e, soprattutto, Leclerc è il secondo pilota migliore del mondo. Ovviamente perchè Vettel è il primo della classifica, per contratto. E non dimentichiamoci che Arrivabene era la causa di tutti i mali del mondo e con Binotto sì che le cose andranno bene... almeno almeno finchè la sveglia non inizia a suonare e si è costretti a tornare alla realtà.
Carichi come delle trottole sono finalmente scesi in pista e le cose semplicemente non sono andate per il verso giusto. Una terza piazza scampata da Vettel in qualifica, un sorpasso di prepotenza subito da Verstappen in gara... ed è finita lì. Amareggiati e affranti, arresi davanti all'evidenza, pronti a leccarsi le ferite e a promettere che, anche quest'anno la lotta per il campionato è rimandata al prossimo anno.
Come se tutto ciò non bastasse, io aggiungere la ciliegina della brutta figura condita di brutta figura: il primo team order della stagione del tutto immotivato, se non dai cavilli contrattuali.
All'apice di una gara opaca, SebVettel dominava la gara dalla sua quarta posizione. L'unico tentativo di stravolgere le sorti della prestazione è stato quello del rientro anticipato che non ha dato altro frutto se non quello di ridere un po' del box Mercedes che ha pensato bene di imitarli. Sbagliata una strategia, l'altra procedeva allegramente, dopo un cambio gomme al momento giusto con le gomme giuste i suoi ritmi erano decisamente inferiori (o superiori, dipende dal punto di vista) rispetto a quelli di Vettel. In men che non si dica gli ha recuperato i 13 secondi di distacco e gli si è piazzato a meno di un secondo dall'alettone posteriore... poi la sceneggiata definitiva. Leclerc chiede il permesso di superare Vettel, glielo negano, richiude il DRS e si piazza a debita distanza per non infastidire nessuno. Questo perchè loro non hanno assunto un maggiordomo.
Team Orders. Restando in team di Team Orders sospetto che in Mercedes possano avere un problema di controllo del personale. Pietra dello scandalo è Bottas, felice conquistatore della prima vittoria stagionale che, preso dall'euforia del momento, ha deciso che non accontentarsi di quel traguardo ma volere anche il punto in più. Il punto della discordia.
Una delle novità della stagione che maggiormente ha fatto discutere è la decisione di attribuire un punto in più al pilota che si porta a casa il giro veloce della gara. Personalmente sono assolutamente favorevole alla novità, così sarei favorevole ad attribuire punti anche per le qualifiche, almeno al poleman, forse addirittura alla prima fila o ai primi tre. Insomma: ogni traguardo dovrebbe avere un riscontro in classifica iridata, giusto per dare un senso all'intero week end di competizione e non solo al momento finale. Bottas domenica in pista ha chiaramente ammesso di volersi portare a casa tutti i 26 punti a disposizione.
Il segnale lanciato dai box pareva abbastanza chiaro: la sua gara stava già andando abbastanza egregiamente, inutile sforzare la vettura più del necessario per ottenere un punto in più. Tra l'altro, io avrei tenuto anche a mente il numero di gare che in passato ha perso miseramente ad un paio di giri dalla fine per contrattempi imprevisti alla vettura. L'ordine era quello di portare a casa la gara ma lui, incominciando ad alzare decisamente la cresta, a urlato un NO talmente forte in cuffia da far tremare i vetri alle finestre. A Brixworth. Direi che questo atteggiamento potrebbe diventare un problema nel momento in cui il gioco del titolo mondiale entrerà nel vivo e Hamilton inizierà ad essere della partita ma, per questo e molto altro, chiedere di Rosberg
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Statistiche a casaccio p. 1: avrei voluto aprire questo post con una bella statistichetta che, a conti fatti, mi si è rivelata un po' a casaccio... quindi la metto in calce. Avrei voluto dire a Bottas che, in fondo in fondo, vincere la gara inaugurale non ha mai portato bene a nessuno. Poi però ho aperto wikipedia e, valutando gli ultimi 15 anni credo debba altresì tenersi in considerazione Nico Rosberg 2016, Hamilton 2008 e 2015, Vettel 2011, Raikkonen 2007 e Alonso 2006. Mica dobbiamo per forza puntare il dito contro Fisichella 2005. Sei su quindici non è certo una buona media, ma non è neanche una cattiva media. Insomma, è una media inutile, esattamente come questa statistica inutile. Quindi ok.
Statistiche a casaccio p. 2: con quella australiana, Hamilton ha conquistato la sua 84esima pole position: esattamente tante quante quelle di tutti gli altri piloti della griglia messe insieme.