mercoledì 20 giugno 2018

Gran Premio del Canada 2018 - Gara


E venne anche il giorno del gran premio di Canada, là dove si disputava il 300esimo gran premio di Alonso... ricorrenza che alla fin dei conti non ha mai portato bene a nessuno, non vedo perchè a lui le cose sarebbero dovute andare meglio. 
Le tracce lasciate dai suoi predecessori parlavano chiaro. Barrichello, giunto a quota 300 a Spa nel 2010. Guidava una Williams di discutibile prestanza ma quel che è certo è che, proprio in quell'occasione, la sua avventura si è conclusa ancor prima di chiudere il primo giro: un tuffo dentro la fiancata di Alonso che fu epocale.
Stesso circuito, due anni più tardi. Siamo al 300esimo GP di Schumacher ed anche lì le cose non vanno come sarebbero dovute andare. Neanche per lui la possibilità di vedere la bandiera a scacchi sventolare davanti al naso ma, quantomeno, è riuscito ad arrivare prima degli altri al buffet.
A far la differenza è dovuto arrivare, nel 2016, Jeson Button, uno che, nel 2016, al GP di Malesia è arrivato nono ed ha pure avuto l'ardire di festeggiare alla grande. Quello fu esattamente lo stesso gran premio della Malesia in cui l'auto di Hamilton ha iniziato a fare fumo semplificando notevolmente la corsa verso il mondiale di Nico Rosberg. Una gara che, in qualche modo, è stata maledetta dagli eventi... soprattutto per le due McLaren che praticamente nella prima volta nella stagione, sono riuscite ad arrivare entrambe nella zona punti. 
Canada 2018, è giunto il momento di Fernando Alonso, la cui vettura ad un certo punto si è semplicemente dichiarata stufa di tutto ciò a cui stava assistendo. 
Ed eccoci quindi al motivo per cui sono qua a parlare di fuffa invece che parlare della gara in sè. Forse perchè non c'è stata una gara in sè. Neanche fossimo a Monaco.
Non c'è stato un Verstappen pronto a fare scintille in partenza, nonostante la vicinanza alla Ferrari, non c'è stato un Grosjean impulsivo. C'è stato un Hartley che ha fatto un bel capitombolo, ha preso in pieno Stroll e sono tornati ai box per direttissima. Nel caso di Hartley è una specie di miracolo della Formula 1 moderna, ma non è questo il momento per discuterne.
Le loro carcasse vengono rimosse, tutte le altre auto possono tornare a girare. Ed è esattamente così che andarà a finire la gara. Un'eternità di giri dopo. Ha vinto Vettel ma l'unico che se ne è accorto è stato lui perchè tutti gli altri dormivano alla grande. Pure Hamilton, dalla quinta posizione, un sonnellino se lo deve esser fatto. All'inizio problemi di potenza non c'era modo di attaccare quelli davanti perde una posizione su Ricciardo ma, pur ritrovando la forma smagliante a metà gara, non c'è più stato verso che potesse pure far concretamente qualcosa per superarlo. Giusto in modo da perdere tutto il vantaggio accumulato fino ad oggi in classifica iridata e far ripartire alla grande la corsa per il mondiale.

Una gara talmente piatta ed insulsa che persino Rosgerg ad una certa si è messo a cazzeggiare su twitter. Ed ammettiamolo: il caro Nico da quanto sta dalla parte opposta della barricata viene spesso colpito dal morbo di Mazzoni qualificando per epiche o emozionanti gare in cui, per la verità, non è che ci sia da essere tanto allegri.
Il vero problema del cazzeggio è che, dopo un po', se non fai bene attenzione, rischi di farti prendere un po' troppo la mano e perdere la misura di quello che stai dicendo. Prendi per esempio la domanda:secondo te chi è il pilota più promettente? E il più divertente da guardare?  In preda al delirio generale ti può anche capitare di sparare a casaccio il nome di Verstappen. Per poi essere riempito di insulti e replicare alla stessa domanda precisando che Leclerc è il più promettente. Quindi Verstappen è il più divertente da guardare? Doppia gaffe carpiata servita su un piatto di cristallo solo per voi, mio adorato pubblico.

lunedì 4 giugno 2018

#RandomFacts prima del giro di ricognizione

Li ho lasciati sfogarsi per almeno una settimana ma credo sia arrivato il momento di analizzare, senza falsi perbenismi e riponendo il dito accusatorio, che tende a svolazzare un po' troppo facilmente in queste occasioni, tutto quello che non va assolutamente bene nel modo in cui è stato trattato dai media di mezzo mondo il primo "scandalo sessuale" della Formula 1 moderna. 
Partiamo dal presupposto che, sinceramente, il fatto che siamo qui a parlare di uno scandalo di questo genere non mi stupisce affatto. Sinceramente sono molto più stupita dal fatto che non sia mai successo e avrei persino pensato che avrebbero potuto essere coinvolti ben altri nomi... ma non è questo il punto. E' una questione di statistiche, di percentuali, di probabilità se vogliamo chiamarla così. Tutta questa faccenda che sono sempre apparsi in griglia 20-22-24 maschi, bianchi, etero, per dirla alla John Niven, è una costruzione utopica che non sta né in cielo né in terra. Tutti padri di famiglia, tutti mariti modello o eternamente fidanzati con la ragazza del liceo... è un qualcosa che statisticamente non ha ragion d'essere. Poi ti spunta un Hamilton che va a ballare al Carnevale di Rio con Rihanna ed appare come il più debosciato della compagnia. 
Provocatoriamente qualche giorno fa ho sostenuto che in questa faccenda stessero sbagliando tutti. Era una provocazione, certo, ma partiva da una semplice reazione a tutto quello davanti al quale mi sono più o meno volontariamente trovata ad assistere.
In questa faccenda sta sbagliando chi lo difende. Sta sbagliando chi lo accusa. Sta sbagliando pure chi intende ignorare la questione perchè bisogna distinguere l'uomo dal pilota. Forse, un'unica cosa giusta l'ha fatta proprio Raikkonen.
Per capire il perchè bisogna fare un passo indietro ed individuare quali sono i fatti certi della vicenda. Per capire quali sono i fatti certi della vicenda bisogna prendere tutta la stampa nostrana e buttarla nel secchio dell'immondizia. Poi prendere la stampa estera, farsi un'idea più o meno vaga di quello che stanno dicendo e buttare nel secchio dell'immondizia pure quella. 
Se c'è una cosa che ho capito sin dal primo momento in cui ho iniziato a cercare di approfondire la vicenda è che, a spasso per i media in lingua italiana, quei pochi che stanno trattando la notizia in realtà stanno malamente traducendo quel che si dice all'estero. Sul malamente devo ancora capire se per ignoranza o malafede, in ogni caso non ci siamo per niente. Non ci siamo per niente se per fare quello che fanno (male) si pappano pure i contributi statali. 
Dicevamo: Canada 2016, Raikkonen è in un locale, entra con i suoi piedi, quando esce una ragazza lo accusa di molestie. Anno 2018, lei lo denuncia per molestie, lui la denuncia per estorsione. Punto. Basta. Non sappiamo altro. 
Quindi sbaglia chi accusa Raikkonen: nessuno può sapere quel che è successo in quel locale quel giorno. Non tutti i maschi, bianchi, etero passano le proprie giornate a palpare il culo alle ragazze in discoteca. 
Ma sbaglia anche chi difende Raikkonen. Siamo nel 2018, vediamo di accettare e prendere per buono, anche se non vi piace, che palpare il culo alle ragazze in discoteca sia una cosa normale. Non è normale, eticamente è una merda, legalmente è reato. Punto. Anche se in discoteca non ci si va per discutere della profondità del pensiero epicureo. Anche se lei indossava una gonna, tanto se lui è ricco è potente, quanto se lui è un disgraziato qualsiasi uscito a bere una cosa con gli amici. Ogni accenno di discorso orientato nella direzione del ma lei se la è cercata è sessista, maschilista e retrogrado, per non dire profondamente disturbante... ma su questo punto ne è piena la letteratura, non mi ci metto io di principio a riassumervi i fondamentali dei diritti civili. 
Sbaglia chi difende Raikkonen sulla sola base delle notizie che circolano in rete. Ho letto articoli che sentenziavano cose del tipo: "una giovane ragazza che accuserebbe Raikkonen di averle toccato il seno durante il weekend del gran premio del Canada del 2016, cosa che non è mai avvenuta". Quindi: Lei accuserebbe, condizionale, la cosa non è mai avvenuta, indicativo. E sulla base di cosa nascerebbero tutte queste certezze? Su quel sentito dire, sulle notizie che continuano, senza un' apparente fonte, a rimbalzare da un angolo all'altro della rete, della carta stampata. Tutti continuano a scrivere e riscrivere le stesse cose rielaborando quanto letto altrove senza che siano state rese delle vere e proprie dichiarazioni e senza che siano emersi fatti certi in materia. 
Ma facciamo attenzione: la mancanza di fonte qua è solo apparente. Da un lato c'è una ragazza, anonima, la sua identità parrebbe infatti non essere ancora stata svelata, pur non avendo esitato un attimo a nominare il locale per il quale lavorava al momento del fattaccio, ma che di fatto non ha volto, non ha voce in capitolo, si parla di un blog che probabilmente non legge neanche sua madre. Dall'altro lato c'è personaggio di fama mondiale, conosciuto e riconoscibile in almeno il 75% delle terre emerse, pieno di soldi e di mezzi, con almeno due team (quello personale e quello della Ferrari) a curarne le pubbliche relazioni e un'impatto mediatico neanche minimamente paragonabile. Per farla semplice: ogni ok che può postare su instagram dal buio della sua cameretta riesce ad arrivare, nel momento in cui scrivo, senza bisogno di alcun intermediario, a 736k followers. 736k che è solo la base dalla quale ogni ok inizia a rimbalzare e si moltiplica tendenzialmente all'infinito. Quello che credete di sapere, in realtà, non lo sapete...è che qualcuno ve lo ha fatto credere. 
Sbagliano, tra gli altri, pure i sostenitori incalliti della non validità della denuncia in ritardo. E' arrivata due anni dopo la denuncia di lei, così come è arrivata due anni dopo quella di lui. In questa storia, comunque vorrà andare, c'è qualcosa che non va. E comunque sbagliano ancor più gli utenti, i commentatori, i nickname simpaticoni e i vari napalm51 dalla verità in tasca, che confidano sul fatto che sia tutta una moda quella di denunciare, ricattare, puntare sulla molestia vera, falsa o presunta per fare un po' di soldi, perchè oggi le molestie vanno di moda e se le subisci è solo una tua responsabilità. Come se esser molestati fosse divertente, come se una violenza fosse una passeggiata... ma soprattutto come se di "violenza" si potessero avere due significati diversi. Qualcuno confonde violenza con stupro, lì spesso siamo tutti d'accordo che sia reato. Qualche volta se la è andata a cercare oppure in fondo le è piaciuto ma diciamo che, in questi casi, in buona percentuale si riconosce il reato. 
Tra l'altro, se proprio vogliamo entrare nel merito della vicenda, la ragazza in quel locale non c'era andata per diversirsi, ballare, rimorchiare, mettetela come volete: stava lavorando. Donna che lavora - emancipazione - se la è andata a cercare: fermate immediatamente questo ragionamento, fatelo per voi stessi, per la vostra intelligenza, per la vostra autostima. Non può esistere al mondo che se ad una donna viene toccato il culo la colpa sia di lei che glielo ha messo in mano. 
Sbaglia, infine, chi pretende di ignorare tutto e andare avanti. Come se stessimo parlando di un furto di noccioline dal frigo bar. Come se essere accusati di molestie fosse solo un inconveniente che ti può capitare nella vita, poi però compili il CID e ci pensa l'assicurazione a far tutto. Pur tenendo sempre chiaro e stampato davanti a noi il principio per cui tutti sono innocenti fino a prova contraria e che le condanne le devono emettere i tribunali non i giornali, secondo quale principio davanti ad una donna che parla di molestie, nel dubbio, si da maggior e credibilità all'accusato che nega? Il peso delle dichiarazioni delle due parti hanno necessariamente un diverso peso specifico, perchè davanti all'opinione pubblica i due pesi automaticamente vanno ad invertirsi? Io posso capire un nel dubbio, aspetto di vedere come va a finire, non un nel dubbio, lei è una poco di buono approfittatrice, perchè lui è ricco, famoso, padre di famiglia, marito modello e, soprattutto, è il mio idoloh vestito di rosso.
Forse, e dico forse, l'unica cosa giusta della situazione l'ha fatta lui, non dicendo neanche una parola pubblicamente su tutto questo e andando a denunciare a sua volta la ragazza. Se di estorsione si tratta, quantomeno siamo sulla strada giusta. Non affollare l'etere di dichiarazioni che non stanno in piedi ma rimettere tutto nelle mani delle autorità competenti. Ovviamente quel forse sta lì solo per potermi rimangiare tutto nel momento dovesse uscir fuori che le molestie ci son state per davvero.

domenica 27 maggio 2018

Gran Premio Monaco 2018 - Gara

Sono donna e sono bionda, spero vorrete così tollerare questa mia propensione per il ricordo dei soli dettagli inutili di tutto ciò che guardo. Ciò a cui sto pensando in questo momento, infatti, è un podio di una Gran Premio di Monaco di qualche anno fa. Giusto per rendersi conto di quanti anni fa stiamo parlando, in quell'occasione ebbero modo di salire sugli ambiti gradini Vettel, vestito di blu, Alonso, vestito di rosso e Jenson Button. Non mi ricordo esattamente in quale ordine, ma i tre protagonisti erano loro e poco importa, ai miei scopi, quale fosse effettivamente il risultato della gara. Mentre gli inni riecheggiano nell'aere, SebVettel ha l'idea geniale: fare la doccia alla famiglia reale alle loro spalle. Jenson sarebbe della partita, Alonso blocca i loro istinti criminali. La morale della favola, più o meno, è la seguente: Vettel alla nobiltà avrebbe anche tirato un brutto scherzo perchè, da buon repubblicano, non ha la più pallida idea di come debba essere rispettato un sovrano: a questo proposito ci vuole l'ala moralizzatrice di Alonso, nato all'ombra della corona spagnola, abituato a porre la giusta distanza tra noi e loro.  Button, dal canto suo, potrebbe avere mezza coscienza critica in più rispetto a Vettel sul rispetto della monarchia ma, per quanto suddito, è pur sempre nato inglese, la figura di Principe che più gli è congeniale è quella di Charles che, detto tra di noi, non è che incuta particolare rispetto. 
Dopo una serie di gomitate, risatine e mezze frasi boffonchiate sotto ai baffi, una volta finiti gli inni i tre depongono ogni spirito bellicoso, si spruzzano lo champagne tra di loro, un po' sui rispettivi team, se la sbevazzano alla grande e chiudono così la partita. Con mia grandissima delusione. 
Da quel momento ne è passata di acqua sotto ai ponti, abbiamo visto almeno tre vittorie di Rosberg, Justin Bieber alla consegna dei trofei, Rosberg scendere dal podio e passare alle interviste, la maledizione della seconda piazza nascere, crescere e correre, ma a me questa faccenda dell'annaffiatura mancata della famiglia reale mi è rimasta un po' sul groppone. 
E' rimasta sul groppone fino ad oggi, finchè non ho visto Ricciardo vincere e qualcuno in team radio dirgli tutto quello il pubblico già stava pregustando ed auspicava fortemente: Prince Albert shoey
In quel momento non ho più capito niente, ho sperato, ho implorato, ho guardato persino le sconclusionate interviste di Coulthard (date un premio a quell'uomo!!) che anche questa volta ha dovuto sudarsi tutte e sette le camicie a sua disposizione per chiamare a sé i piloti, fargli dire le solite due frasi fatte e concedergli di salire sul podio. Podio più sconclusionato della storia, tra l'altro. Neanche avessero molto altro a cui pensare durante l'anno, sono riusciti a mancare tutti i tempi. Da che mondo è mondo sul podio salgono, uno alla volta, annunciati dallo speaker, terzo, secondo e primo classificato... qua sono stati lanciati un po' così a casaccio, nessuno li aspettava, tranne i monarchi reali, dritti come dei fusti già ai posti di combattimento, che da etichetta apparentemente non hanno potuto muovere neanche un baffo di saluto. Reali che si muovono a casaccio per consegnare ancor più a casaccio premi, inni che partono quando uno meno se lo aspetta, Hamilton confusissimo, senza le sue treccine, che non riesce a capire quando mettere e togliere il berrettino ed alla fine ne mette due... quindi champagne. Ma senza shoey reale. Sarà che anch'io sono una repubblicana priva del minimo senso del rispetto per la figura monarchica, ma secondo il principio per cui quel che non ti ammazza ingrassa, visto così, Alberto di Monaco non sarebbe affatto andato in sbattimento.
Sono triste e affranta. Mi sento defraudata di una piccola gioia che attendeva da un pezzo di essere soddisfatta. 
Per il resto, sulla gara, non è che ci sia molto altro da dire. Sono partiti e 78 giri dopo si sono fermati. Punto. 
Miglior e peggior team in pista chiaramente la RedBull, un team che questo week end avrebbe potuto avere tutte le carte in tavola per vincere e trionfare, un team che avrebbe potuto dare seriamente del filo da torcere ai cosiddetti top team se non avessero avuto in tasca tutte le carte giuste tranne una: il pilota. 
Con un Ricciardo che è partito egregiamente dalla pole position, conquistata senza dare agli altri la seria possibilità di fare meglio, con un Ricciardo che ha retto la testa della gara dall'inizio alla fine pur avendo la vettura depotenziata, con un Ricciardo che si è già portato a casa la seconda vittoria della stagione, c'è un Verstappen che è partito ultimo dopo l'ennesima cialtronata in carriera, questa volta in fase di prove libere. E me la vengano pure a raccontare quelli che sostengono ancora tenacemente che Verstappen è puro talento, il giovane spericolato, la testa calda, quando quella di oggi sarebbe potuta essere facilmente una doppietta ma, dopo averne mandato fuori pista un paio, a malapena è rientrato in zona punti. 

#RandomFacts prima del giro di ricognizione

Per chi come me è cresciuta guardando gare alla televisione, il Gran Premio di Monaco è chiaramente la gara in cui Rosberg ripercorreva la strada per andare a prendere il latte. Non mi ricordo esattamente quale dei grandi saccenti dell'ambiente abbia mai pronunciato questa massima di saggezza, ma non fatico molto ad immaginarlo. 
La simpatica metafora alludeva, sottilmente, al fatto che Rosberg sia praticamente cresciuto nel Principato e avesse una certa familiarità con le stradine locali... ovviamente tutto questo ragionamento, non ve lo devo dire io, non sta in piedi neanche per sbaglio. Prima di tutto, perchè Rosberg è tedesco, familiarità con le strade del Principato ne ha tanta quanta l'altro 50% dei piloti in griglia che lì hanno residenza e, soprattutto, la viabilità ordinaria non assomiglia neanche per sbaglio a quella che può avere il disegno del circuito. Fortunatamente, vorrei aggiungere. Tra l'altro quest'anno in pista ci ritroviamo una delle tre persone al mondo che la cittadinanza del Principato la ha per davvero, come la mettiamo?
Ma siamo qua anche quest'anno, al via del gran premio più improbabile della stagione, rinnovato di anno in anno neanche fosse patrimonio dell'UNESCO. 
Credo che ogni discussione, più o meno sensata, in materia di halo dovrebbe sempre concludersi con un sonoro: eh, ma Montecarlo? Un po' tipo eh, ma i Marò? Oppure eh, ma le foibe? La pista con il più alto tasso di tombini volanti, paratie saltate in aria, ingressi della safety car a casaccio... ma stiamo ancora fingendo che sia l'appuntamento più emozionante della stagione. Ma per chi, esattamente? L'unica gara in cui a farla da padrone non sono neanche le regole del pongo regolamento FIA, ma quel simpatico involtino cinese del sovrano locale. Che poi sarebbe Principe Alberto, uno che, pur essendo la carica più alta del paese, non riesce ad andare oltre al titolo di Principe e che probabilmente sente la necessità di compensare il fatto che, in giro per il mondo, la sua parola riesca ad avere ancora meno rilevanza di qualunque cosa detta o fatta dal wannabe-principe Emanuele Filiberto di Savoia, dettando legge in fatto di grid girls.
Perchè ogni capo di Stato deve pur lasciare un segno nella storia e lui, che probabilmente con la politica estera non ha mai avuto a che fare, in una cosa ha deciso di specializzarsi. Quella. E qualcuno ancora si domanda com'è che sua moglie all'altare piangesse disperata invece che dire lo voglio.
Un giorno di questi magari vi racconto anche quella di Montecarlo quale (brutta) imitazione di Genova. Perchè Genova è la superba, mica la simpatica. 
Riassunto di quanto è stato detto fino a questo momento: Rosberg è il vero Principe di Monaco... ma come riusciremo ad adattarci all'idea di non averlo in pista? Avendolo in pista, fuori pista, dentro pista, cementato in qualche pilastrino e su ogni social network del pianeta. Rosberg non è mai andato vie e, mai come questo week end, è ovunque. Lo abbiamo visto girare insieme a suo padre incensando la propria magnificenza, lo abbiamo visto ai microfoni di Sky, lo abbiamo visto girare per il paddock mano nella mano con la moglie (forse ha paura che scappi), lo abbiamo visto guardare brutto Leclerc domandandosi ma adesso questo da dove esce? Ma questa, tra l'altro, è solo l'ultima serie di una mirabolante trottola di super eventi ai quali ha preso parte in questi ultimi giorni. Vedi la partecipazione in area FormulaE ... ma vedi anche quell'enorme Ferrero Rocher che si è portato a casa per non smettere mai di gloriarsi della propria magnificenza. Viste le premesse mi pare chiaro che per Hamilton questo week end non ci sia speranza.

mercoledì 16 maggio 2018

#RandomFacts prima del giro di ricognizione

Un anno fa mi sono categoriacamente rifiutata di voler parlare di bimbo-Thomas, il frignone di Montmelò perchè mi era sembrato, e sinceramente mi sembra ancora, che di tutta quella storia se ne fosse voluto creare un evento molto più imponente di quanto non meritasse. 
E poi un bimbo che frigna non è tenero. Spesso è rumoroso, qualche volta insopportabile la maggior parte delle volte immotivato. Tutto ma non tenero. Non è tenera neanche la parte del team di buon cuore che ha voluto giocare mamma Ferrari, invitando il bimbo frignone nel paddock (a costo zero) e regalandogli ben 2 minuti della vita di Iceman, immortalato da tutti gli smartphone del circondario che volta le spalle e se ne va ben quattro secondi dopo lo scatto della foto che è passata alla storia. 
Ovviamente parlo solo per inviTia, perchè bimbo frignone sarei potuta essere io. Sarei voluta essere io. Ed invece ho continuato a piangere lacrime amare sui torti subiti da Kimi nel buio della mia cameretta. 
Eppure, ora che è approdato ai social ne sono certa che prima o poi noterà l'hashtag che ho creato solo per lui. 
L'anno scorso mi sono categoricamente rifiutata di parlare del bimbo-frignone ma quest'anno sembra esser diventato un affare di stato! Non posso tralasciare ancora. 
Tutto ha inizio, per la precisione, con l'accorato invito di FarMando Alonso di portare nel paddock uno dei giovani pulzelli che la telecamera ha inquadrato durante le qualifiche. Probabilmente l'età avanza, il senso di paternità ha iniziato a maturare o forse, molto più semplicemente, si crede Gesù Cristo e lascia che tutti i bimbi vengano a sè. Tra l'altro, tra le varie ipotesi non è neanche la più incredibile.
Tra l'altro occorre osservare quel po' di smarrimento generale davanti alla notizia. A me, sinceramente, l'hanno dovuto far notare, ma anche Fernando deve essersi confuso un po' vedendo il bimbo marchiato Honda e credendo che stesse tifando per lui... quando quest'anno la McLaren sarebbe motorizzata Renault.
Ma non importa... ormai il danno è fatto! Il bimbo viene individuato e portato di peso ad incontrare uno che, l'ultima volta che ha vinto qualcosa, non era ancora nato. Ma cerchiamo di soprassedere anche su questo.
Kimi di certo non è rimasto a guardare. Rivendicando così il suo ruolo all'inteno di tutta questa viceda, non solo è andato a recuperare il bimbo frignone dello scorso anno (perchè non è che morto un bimbo frignone ne fai un altro) per nuovo giro nel paddock e nuovo set di fotografie ma ha fatto anche in modo di farlo piangere un'altra volta non arrivando al traguardo.
Sono soddisfazioni.
Dulcis in fundo, il colpo da maestro che non ti aspetti. Quel calcio di rigore in zona cesarini che segna il punto della vittoria. E sia chiaro che non ho la più pallida idea se la frase precedente abbia veramente un senso. Perchè "limitarsi" a fare coma Alonso, che copia qua e là idee altrui?
Ha voluto il Suo sedile McLaren, ha voluto il Suo sedile Ferrari. E gli è sempre andata male. Ora ha voluto un proprio bimbo frignone da vantare alle cene con gli amici. Perchè farlo? Perchè farlo quando dietro le quinte ti spunta subdolamente un Pippo Massa a caso che non si limita certo a racattare bambini a caso in giro per gli spalti. Lui. Proprio Lui che è da una vita che gira con il figlio in grembo, per fare il colpaccio deve puntare in alto... e andare direttamente alla fonte: rapendo lo stesso bimbo-frignone di Raikkonen. Il bimbo-frignone originale. Mica una brutta copia.

lunedì 14 maggio 2018

Spagna 2018 - Gara

Ed è così che, anche quest'anno, con l'arrivo in Spagna le cose iniziano a farsi serie. Il gioco entra nel vivo e la si può smettere tranquillamente con le follie varie di inizio stagione. Là dove per follie varie intendo Verstappen suidici, safety cars a manetta, Ferrari che azzeccano strategie e cose di questo genere. Soprattutto l'ultima di queste: eventi che hanno del mitologico. 
Finalmente siamo arrivati in Spagna. 
Non che Verstappen non ci abbia offerto spettacoli suicidi: solo che non sono andati in porto e, alla fine, abbiamo anche dovuto sopportare la sua spocchiosa presenza sul podio. Uno che ha mandato alle ortiche, praticamente, 4 gare su 4 dall'inizio della stagione, ha avuto pure l'artire di salire sul podio in trionfo. Una terza piazza ma pur sempre un podio. E' giunto al traguardo con mezzo alettone (l'altro credo che sia entrato direttamente nelle tasche di Sirotkin) ma è pur sempre giunto al traguardo. Tutto molto bene. 
Archiviata la pratica Kid Verstappen, che non si impegna mai per darmi torto, andiamo a chi ha vinto la gara. O meglio: qui ci sarebbe da parlare di chi, questa gara, l'ha persa.
Ovvero Vettel, ovvero la Ferrari. Non menziono neanche Raikkonen che è stato costretto al ritiro molto prima della fine della gara, con buona pace del bimbo-frignone, il caro Thomas, anche quest'anno sugli spalti, che dal prossimo anno verrà pagato caramente perchè se ne resti a casa. 
Partiamo tranquillamente dall'idea boriosa del week end, quella di andare "soltanto" a spostare lo specchietto sull'halo creando un'impalcatura tale che il ponte sullo stretto, a confronto, è un progetto meno sofisticato. Per questa immensa bravata, di cui non immagino neanche i benefici, pare che gli uomini in rosso siano già stati mandati dal Preside, prendendoli per l'orecchio e trascinandoli lungo tutto il corridoio. Là dove per corridoio metaforico si deve intendere il podio della GP 3, durante la cui celebrazione, dalle riprese dall'alto, è stata immortalata una vettura ferrari che veniva presa e trascinata via dalla FIA per gli opportuni accertamenti. Esito del trascinamento credo che non sia noto a nessuno ma, alla fine, chi se ne importa.
Alla fine chi se ne importa perchè qualunque dovessere essere il beneficio dato dall'impalcatura, chiaramente non ha dato i suoi frutti. Non li ha dati in qualifica, sul giro secco, dove le Mercedes hanno fatto il tempaccio, e non li ha dati in gara, dove Vettel è parso un po' sofferente nel tentativo di reggere il passo. 
Buono lo spunto alla partenza, quando beffa Bottas e gli spiega com'è che funziona quel meccanismo per cui 15 giorni fa stava per vincere una gara ed invece no. Probabilmente buono anche lo spunto del rientro anticipato, tanto che Bottas ha ritenuto di doverlo imitare ad un solo giro di distanza non giovando da questo alcun giovamento. Undercut non riuscito e seconda posizione mantenuta per gli uomini in rosso che... ad un certo punto, non esattamente paghi del risultato, hanno ripreso Vettel e lo hanno sbattuto ai box, secondo cambio gomme, scivolamento in quarta piazza, nessun demonio che passasse di lì che potesse modificare la situazione. 
Mentre accadeva tutto questo, là davanti c'era Hamilton che vinceva e portava a casa il risultato senza alcun rimorso. 20 secondi di vantaggio persino sul suo compagno di squadra, un Max Verstappen a tenere a debita distanza la prima ferrari superstite e 17 punti di vantaggio su SebVettel in ottica iridata. Tutto questo mentre Rosberg guardava comodamente la gara dal divano di casa sua... oppure no, perchè non ci ha degnato neanche di un commentino sparso durante il week end. In ogni caso Rosberg era altrove, per la seconda gara di seguito, mentre Hamilton vinceva per la seconda volta di seguito. Coincidenze? Io non credo proprio.
Epic Moment of the day per il caro Gorsjean che, anche questa volta, riesce a fare il colpaccio. In tutti i sensi. Sembra di essere tornati ai bei tempi in cui, per poco, non decapitava Alonso perchè, anche a questo giro, è riuscito completamente in autonomia a finire in testacoda, sbattere a destra e manca con la vettura e, all'esito della vicenda, portarsi a casa almeno un altro paio di colleghi. Giusto per non essere da soli durante il giro di interviste nelle retrovie. Non che sia chiaro che cosa si possa avere da dire dopo 5 metri di gara, ma al giorno d'oggi a nessuno deve essere tolto il diritto a prendere la parola e dire la sua.

lunedì 30 aprile 2018

Azerbaigian 2018 - Gara


Sportivamente non si può dir altro che bravi! Bravi tutti! Tutti hanno vinto un po', nessuno ha perso per davvero, o forse a vincere è stato il fato, l'imprevedibilità, il destino o il karma, chi può dirlo?
Quello che non-sportivamente è uscito dalla mia bocca, magari, per un po' vedo di risparmiarvelo. 
Una gara folle che non si era affatto preannunciata come tale, una gara piena di colpi di scena e di quei momenti epici di cui si continuerà tranquillamente a parlare per i prossimi anni. Un po' come la gommata di Vettel dell'anno scorso. Una gara che, a posteriori, ho adorato. Durante la gara stessa i sentimenti, per la verità, sono stati piuttosto altalenanti. 
Per esempio alla partenza, uno dei momenti epici in assoluto, là dove Mr. Fucsia Vanzini, pur di smarchettare i pacchetti di Sky, esordisce con una brillantissima citazione di Top Gun, come in un film, aspettando quel finale che in Formula 1 si chiama bandiera a scacchi.
Ma parlavamo della partenza là dove, al lolo segnale, ovvero allo spegnimento dei semafori, si è scatenato l'inferno. Raikkonen ha sbattuto a muro Ocon, molti non la vedranno così ma, sinceramente, me ne infischio. Nessuno dice niente al ferrarista che, in ogni caso, è costretto a rientrare al box, cambiare muso e tornare in millesima posizione. Ocon è schiacciato al muro, safety car in pista, Alonso che rantola su due sole gomme ma riuscirà tranquillamente a tornare ai box, baciando tutte le pareti sul suo percorso, a rientrare in pista. Una manciata di altri contusi e feriti e... magia! Verstappen non è stato minimamente coinvolto in tutto questo. Ne è uscito pulito e contento, così come i primi tre dello schieramento che, semplicemente si sono accodati e hanno continuato ad andare così. Diciamo che i due Mercedes si potevano pure impegnare un po' per una partenza decente. 
I Mercedes, tra l'altro, avrebbero anche potuto impegnarsi un po' di più a dare un senso a questa gara al rientro della SC, là dove invece non hanno fatto altro che fuggire, insieme a Vettel in testa, con clamorosi distacchi su tutti quelli che seguivano. Hamilton, in maniera imbarazzante, ha perso tre secondi al primo giro dopo il rientro della SC, per poi iniziare con una serie di giri veloci... mandati in pappa non appena riesce ad andare a spiattellare le gomme "buone" (quelle rosse). Decideranno quindi di farlo rientrare con un po' di anticipo sugli altri ma, vista così, l'anticipazione in gara del set di gomme "non buone" (gialle) non mi pare la migliore delle scelte strategiche, ma chi sono io per giudicare? 
Vettel aspetta ancora un po' prima di rientrare, poi probabilmente crede anche lui a quella cialtronata che ci vuole solo qualche giro in più  ed anche le gialle entrano in funzione, forse se la coniglia un po', crede veramente che Hamilton possa incominciare a recuperare qualcosa, e cambia gomme anche lui. Ma a lui, in fondo, non cambia molto: primo era e primo, più o meno rientra in pista. 
Più o meno. Più o meno perchè nessuno in questa storia tiene in conto Bottas che, se fosse un vero secondo pilota, sarebbe stato fatto rientrare a cambiar gomme senza alcun indugio viste le due Red Bull aggressive in arrivo da nord. Invece no: Bottas viene fatto restare in pista a macinare giri veloci su giri veloci, ritarda il cambio gomme, lasciando in questo modo "scoperto" Hamilton dall'attacco del nemico.
Gara interessante quella delle due Red Bull, non partite esattamente in ottima forma, tutti e due lamentavano fantomatici problemi alle batterie ma, nello stesso momento, si stavano dando da fare in pista in maniera davvero convulsa. Da veri protagonisti della scena, con Verstappen che ci ha intrattenuto per benino con un gioco di sorpassi e controsorpassi con Sainz, davvero avvincenti e convincenti, aiutati per un po' anche da Hulkenberg che, prima gioca con loro dimostrando una certa superiorità del team Renault sul Red Bull, poi si autoelimina dimostrando al mondo che se dopo tutti questi anni ancora nessun top team l'ha puntato una ragione ci deve pur essere. 
Ricciardo non vuole essere da meno, si fa coinvolgere nei giochi e, una volta superati i problemi tecnici, i due Tori riescono a giocare pure tra di loro. Divertenti ed emozionanti le fasi iniziali... un po' meno l'epic fail che li porta drammaticamente fuori gara tutti e due, in un turbinio di carbonio, parolacce, fulmini e saette. Safety Car in pista ed inizio del delirio parte 2. 
Sì, perchè Bottas era ancora in prima posizione: forse anche in Mercedes erano troppo interessati alla gara delle RedBull per ricordarsi di richiamarlo ai box... ma mai nessuna distrazione è riuscita ad essere tanto opportuna. 
Safety Car in pista, tutti dentro a cambiar gomme. Ma tutti, tutti, tutti: non solo Bottas che entra ed esce senza che nessuno se ne renda conto, ma anche Vettel, a quel punto drammaticamente secondo, Hamilton e Raikkonen che, approfittando della scia di morte e distruzione davanti a sè, è riuscito persino a raggiungere la quarta piazza. Tutti in pista con gomma fucsia, solo per far piacere a Vanzini e, a questo punto della storia, io sto iniziando seriamente a domandarmi che fine abbia fatto Mazzoni.
Piccolo eroe della giornata: Gorsjean che riesce a combinare un'altra delle sue scempiaggini, andarea  finire a muro durante il regime di SC, e dare la colpa ad Ericsson. Ericsson uno che, se non fosse stato menzionato in quel momento da Grosjean, neanche ci saremmo resi conto che era in gara. Morale della favola: SC ancora in pista, gara ormai agli sgoccioli, Bottas ancora in testa, un camion che gira indisturbato per la pista alla faccia delle menate sulla sicurezza e in beffa all'halo che ci tocca sopportare, e Vettel con un diavolo per capello là dietro. 
La SC ha modo di tornarsene a casa a tre giri dalla fine: Bottas tiene bottas agli attacchi di Vettel che, a sua volta, non riesce a tenere testa ad Hamilton, arrivato pure lui all'attacco, in men che non si dica non solo le due Mercedes sono in testa, ma Vettel finisce pure dietro a Raikkonen. E dietro a Perez. La cosa si fa imbarazzante... ma a stravolgere gli equilibri della gara, ancora una volta, a due giri dalla conclusione, una foratura alla gomma di Bottas che lo costringe al ritiro e alle lacrime amare.
Hamilton si trova quindi in testa e vince la gara con apprezzabile sobrietà nei festeggiamenti. Raikkonen, che era partito in mezzo alla mischia e finito nelle retrovie per cambiar musetto, è clamorosamente secondo... ed è impossibile dal muretto ordinare uno swich dell'ultimo secondo grazie a Perez, terzo a bordo della magnifica Force India, in grado di percorrere quelli che sono stati definiti, da Lui stesso, i due giri migliori della sua carriera. 
Semplicemente wow!

domenica 29 aprile 2018

#RandomFacts prima del giro di ricognizione

Gasly si impegna moltissimo per darmi torto.

Anche il caro Gasly si è chiaramente unito alla schiera di quelli che chiaramente leggono tutto quello che scrivo, forse se lo fanno tradurre da un interprete pagato appositamente perchè possa decifrare in ogni momento ogni mia corbelleria, ed ha deciso di impegnarsi molto di più a darmi torto. Se quindici giorni fa facevo notare come, stranamente, Gasly, dopo il quarto posto (ciao Sainz!!) ottenuto in Bahrain aveva curiosamente pubblicato, sul social network più amato da grandi e piccini, un post appositamente dedicato all’evento allegando una fotografia che lo riprendeva stringere la mano a Lewis, oggi ne pubblica una, senza diversa ragione apparente, dove stringe la mano a Vettel.
Nel primo caso la curiosità dello scatto scelto era forte per davvero: avrebbe potuto festeggiare un risultato del team allegando una foto fatta con il team, una foto dei festeggiamenti, una foto di se stesso alla guida.. Ma una foto con Lewis? Non che ci sia sotto qualcosa di drammatico, comunque è un pluricampione del mondo ai cui risultati molti emergenti ambirebbero. Ma forse ambirebbero anche raggiungerne solo la metà. A me lo scatto, per la cronaca, è pure piaciuto, è un bel gesto, una cosa tenera.
Quali forze oscure si devono essere scomodate perchè a 15 giorni di distanza con tanto di hashtag #idole?

Raikkonen ha messo tutta la sua esperienza a servizio del pubblico.

 A sua espertissima opinione, quest’anno, l’ordine di arrivo potrebbe cambiare ad ogni gara… e lui pare apprezzare molto questa imprevedibilità del destino. Io, che per tradizione, sono sempre stata devotissima alla parola di San Kimi, soprattutto per la sua ermeticità nei ragionamenti, non posso che affidarmi alla sua previsione ma pretendere, a questo punto della stagione, che prima della fine dell’anno anche Alonso si porti a casa una vittoria. Così, giusto per tornare a farmi scoppiare il fegato dalla rabbia sotto al podio.

Rosberg ha messo tutta la sua esperienza al servizio del pubblico. 

A sua espertissima opinione, Hamilton, alla fine, si rialza sempre e diventa tanto forte da essere imbattibile. Questa la chiave di lettura di questo inizio stagione per Nico Rosberg. Uno che da quanto ha deciso di ritirarsi dalle scene non sa più dove sbattere la testa. Ma soprattutto è Vivian che, da quando si è ritirato dalle scene, non sa più come farlo uscire di casa. Ultimamente, azzarderei, che lo vedo pure un po’ imbolsito e, se possibile, un po’ invecchiato in volto. O forse è solo la leccata di capelli che lo fa un po’ Leo di Caprio nel Grande Gatsby. E non è un complimento. Tra tutto quello che si è inventato da quanto le giornate sono diventate troppo lunghe per essere vere, c’è il commentare la vita. Degli altri possibilmente.
Se due mesi fa la menava al mondo sul fatto che Hamilton, dopo un traguardo, sembra sempre perdere un po’ la concentrazione, oggi pare aver cambiato idea. Non siamo più del parere che, dopo il quarto titolo, avrà buttato il cervello in un baule in soffitta, ma volgiamo a qualcosa più tenedente al ‘tanto ti ripiglio! E ti ripiglio ti ripiglio”. Ma da quando si è autonominato massimo esperto in hamiltonologia? Esiste come materia universitaria? Oppure è categoria del rischiatutto?

sabato 28 aprile 2018

#RandomFacts prima del giro di ricognizione

Grande rispetto per i Tori

Dopo l’ultimo gran premio sul profilo twitter della Mercedes si leggeva: grande rispetto per i Tori! Azzeccata la strategia di rientro ai box e Ricciardo ha meritato il trofeo di Shanghai.
Ottimo: forse in Mercedes si stanno rendendo conto che quest’anno hanno dimenticato tutti il cervello in ferie. O quantomeno è l’impressione che danno… perchè qua pare di andare di male in peggio.
Si è partiti in Australia con una effettiva scelta strategica, dettata sì anche dalla fortuna, ma comunque una scelta strategica migliore della Ferrari e si è arrivati ad uno scempio senza più nè capo nè coda, con un Hamilton che non ci ha neanche provato e un Bottas, quest’anno vinco tutto io, che prova anche a fare la faccia delusa quando sul podio deve accontentarsi del secondo posto. 

Versbatten è partito alla grande anche questo week end

Se c’è uno che quest’anno mi sta dando grandissima soddisfazione è Verstappen. Kid Verstappen. O Versbatten, chiamatelo un po’ come volete. Io adoro dire “te lo avevo detto”. Proprio è più forte di me. Anzi, odio quelli che si impuntano sostenendo ferocemente di non essere persone da ‘te lo avevo detto’. Ma se lo avevi detto…. Vantatene! Perchè negarlo? Tanto più se alla fine dei giochi avevi anche ragione. I casi sono due: o sei uno ceh le spara grosse e, per quante ne spari c’è sempre una buona possibilità che qualcuna vada a segno, allora lo capirei, meglio non farsi troppa pubblicità prima che qualcuno noti la scia di cadaveri di quelle che hanno mancato l’obiettivo. Ma, d’altro canto, se si parla con cognizione di causa e si dice solo quello che si pensa… allora sì: allora il te lo avevo detto ci sta alla grandissima. E io non ho mai taciuto quello che ne penso di Kid Verstappen, compreso il fatto che dopo un po’ la cosa inizia ad essere grave.
Nuovo week end, nuova partenza con il botto per Versbatten, finito allegramente a muro già dalle prove libere.

SebVettel e la levetta misteriosa sul volante

Immagini piccanti sono trapelate dai box Ferrari: la comparazione dei volanti di Vettel e Raikkonen, roba solo per gli addetti ai lavori… e per tutti quelli che non hanno niente da fare e adorano star qua a ricamare l’aria fritta. Il paragone pare impietoso: il volante di Vettel ha, pensate un po’, ben una levetta in più, che potrebbe essere tranquillamente un pezzo di plastica aggiunto con l’attack per vedere se qualcuno si fosse reso conto delle differenze… eppure il mondo si interroga. Perchè lui sì e l’altro no? Perchè il volante di Vettel ha più funzionalità? Perchè gli sono concessi più settaggi? Perchè la gente parla senza sapere di cosa parla?
Sarà forse quella la famosissima leva che aziona il party mode?
Ma davvero nessuno ricorda Oriano Ferrari, capomeccanico del team di Maranello, quando, ai tempi d’oro, ci illustrava le differenze tra le attrezzature di Schumacher e quelle di Barrichello?
Molto più sciallo, in questa agitazione popolare, il caro Kimi Raikkonen che, serafico, sulla levetta ha affermato: se l’avessi voluta la avrei anch’io.

sabato 21 aprile 2018

Chinese keywords

Shoey

Sesta vittoria in carriera per l’italo-australiano più amato d’Italia.. Che oggi tutti vorrebbero vedere in Ferrari.
Oh poverino, perchè gli volete bruciare così la carriera?
Oggi più italo-australiano che mai. Dopo le gare bigie è più australo-italiano che altro. Ieri in RedBull stava benissimo a scornarsi con Verstappen e fare da contorno all’allegro teatrino portato avanti dai protagonisti, oggi più protagonista che mai della scena internazionale.
Io adoro l’opinione pubblica, si è capito?
Il complimento più divertente devo proprio averlo letto qualche giorno fa e recitava più o meno così: "ragazzo serio, sempre allegro e che ha una faccia pulita”.
Anche se divertente, in effetti, è una parola un po’ grossa. Diciamo che da tutto questo ne sono uscita un po’ perplessa. Perchè all’inizio mi ha colto di sorpresa, era un complimento a Ricciardo e io, sinceramente, sono d’accordo a fare i complimenti a Ricciardo. Lo giro. Mi sta talmente simpatico che se lo incontrassi in giro gli offrirei un caffè… solo che lui ordinerebbe al bar mezzo litro di brodo al gusto di sciacquatura dei piatti e io avrei l’istinto omicida di togliergli quell’“italo” dal titolo, lasciandolo privo di sensi, solo ed abbandonato in un mondo certo di doverlo chiamare RiccHiardo. Quindi credo che convenga a tutti che questo caffè non glielo offra mai.
Il vero problema è che questo “faccino pulito” è una specie di piaga che distruggerà l’umanità. Ogni fanciulla perbene di ogni tempo ne ha avuto la prova tangibile sulla propria pelle. Anche oggi che, apparentemente, dovremmo essere usciti da certi rigorosi standard spesso, crescendo, ci sentiamo dire che “una ragazza” questo o quello non lo deve fare, ad “una ragazza” un certo comportamento non si addice, non sta bene che “una ragazza” dica questo o quello. Perchè “una ragazza”, per essere veramente tale, deve rispettare determinate regole e soddisfare le altrui aspettative… ma le altre? Cosa c’è dalla parte opposta della barricata? Le altre non meritano niente?
A spanne, per gli uomini non è che si vada molto lontano in fatto di pregiudizi e qua siamo davanti alla lampante dimostrazione. Siamo davanti ad un ragazzo serio.
E la serietà esattamente da cosa sarebbe dimostrata? Beve responsabilmente, si ferma agli STOP e saluta sempre quando esce di casa? O è legato alla sfera sentimentale/affettiva? Perchè a dirla tutta la stampa inglese lo classifica come uno degli scapoli più ambiti d’Australia. Dopo la rottura con la fidanzatina storica, apparentemente, è ancora single o, quantomeno, non è ancora stato beccato in giro in buona compagnia. E questo è indice di serietà. Altrimenti non sei una persona seria.
Siamo davanti ad un ragazzo sempre allegro. Questa non la commenterei neanche. Perchè o se stupido o non puoi essere davvero sempre allegro. Ed apparentemente Ricciardo non è uno stupido. Ed in ogni caso non mi sembrava così allegro nel momento was that who I think it was? Durante lo scorso gran premio d’ungheria.
Siamo davanti ad un ragazzo che ha una faccia pulita. Questa è la mia preferita. Perchè se la sua è una faccia pulita, l’opposto quale sarebbe? La faccia “sporcata” da? Orecchini? Tatuaggi? Chi vi ricorda tutto questo? Esatto! Come se fosse l’aspetto esteriore a determinare cosa cosa e come una persona possa essere o possa diventare. Cosa meriti a cosa possa ambire e cosa è giusto che sia. Ma secondo questa classificazione dei buoni e cattivi ladri, assassini e stupratori dove li facciamo rientrare?

Thanks!

Niente di più e niente di meno di quello che ha avuto da dire Hamilton all’esito della gara. Grazie a Kid Verstappen per essere riuscito, non solo, a non far aumentare il distacco di Vettel, primo in pianta stabile in classifica iridata, ma addirittura permettendogli di recuperare un po’ di terreno.
Grazie, anche perchè, se Hamilton avesse deciso di contare solo sulle sue forze non avrebbe fatto molta strada.
A questo punto della storia io mi domando e pretendo una risposta: si sta prendendo un anno sabbatico? Preferisce andare a rotazione, non spremere eccessivamente le proprie energie vitali, recuperare per riprovarci il prossimo anno? Perchè se è così pretendo di saperlo subito, la cosa non mi rovinerebbe la digestione e vivrei questa stagione con un po’ più di serenità. Se deve vincere SebVettel mi va bene, se deve vincere Ricciardo mi va bene, se vincerà ancora una volta Hamilton mi andrà bene, ma che qualcuno se la combatta questa stagione, vedergli portare a termine delle gare come in Cina è una sofferenza per lo spirito e per l’anima. E non è una questione di potenziale della vettura, lì sembrava proprio aver gettato la spugna. Già dal sabato, miglior tempo in Q2, quarta piazza in Q3, dopo aver abortito il tentativo finale. Ma santo cielo: finiscilo sto giro! Nello stesso modo quei primi seicento giri dietro a Raikkonen a guardare il paesaggio.

Nothing

Ovvero, quello che ha avuto da dire SebVettel dopo esser sceso dalla vettura, aver realizzato di essere comunque primo in classifica iridata ma con un vantaggio praticamente ridotto all’osso ed un podio quasi sicuro mandato in vacca da kid Verstappen. Niente è quello che c’è da dire dopo quello che è successo perchè i fatti parlano già da soli, perchè ogni gara e/o ogni azione di Kid Verstappen parlano da sole. E mi danno tutte ragione. Ci danno tutte ragione.
Il problema è che, adesso, il vero Ferrarista non capisce più niente. E’ stato infilato in un turbinio di emozioni tale da circondarlo e disorientarlo. Non sa cosa deve pensare, non sa come deve dire. Sette giorni fa eravamo tutti (?) convinti che Vettel avesse ragione: le reazioni umane sono incontrollabili, durante una gara spesso si dicono e si pensano cose che senza adrenalina in circolo, probabilmente, verrebbero ridimensionate. Il vero problema, già all’epoca, era che nel dire queste cose SebVettel stava difendendo hamilton e quindi cosa fare? Essere d’accordo con Hamilton perchè ce lo ha detto Vettel o essere comunque contro Hamilton dando però torto anche a vettel? Roba da far venire dei mal di testa da capogiro.
In qualche modo legittimati ad insultare Verstappen per aver ballato il valzer in pista con Vettel, dopo lo scontro in rete si sono dette le peggio cose contro il bimbo ribelle. Io sulle notizie ci sono arrivata con un ritardo di 13 ore, penso di essermi persa la parte più succosa. Ed è qui che sorge il vero problema, perchè sceso dalla vettura Vettel è semplicemente andato a parlare con Verstappen e, da lontano, qualche fotografo malizioso, ha persino colto un sorriso sul volto di Vettel durante l’amabile chiacchierata. Come reagire a tutto questo?
Qualcuno si è sperticato con 90 minuti di applausi alla sportività di Vettel, di gran lunga superiore a quella di Hamilton che la settimana scorsa…
Qualcuno ha lodato la sua positività, anche se con quel che gli entra in tasca al 27 del mese anch’io sarei positiva.

Mistake

“Unfortunately I made a mistake and hit Seb”. Una piccola parola per l’uomo, una grande parola per Kid Verstappen che, probabilmente per la prima volta in vita sua, ha ammesso di aver fatto un errore. Lo ha detto, l’ha ammesso, l’ho immortalato.

Nothing.

Come quello che andrebbe cambiato nel Suo stile di guida stando alle dichiarazioni precedenti di un solo paio di giorni rispetto alla nuova carrellata di disastri in pista. Dieci secondi di penalità e passa la paura.

Statisticoni

Ne abbiamo tre per l’occorrenza:
1. Il primo riguarda Nico Hulkenberg, a quanto pare qualificatosi settimo in griglia nelle ultime sei gare. Settimolo! Anche se… ottavo nano un corno! Visto che è alto 1,84 m. Tra l’altro, per essere sicura di quello che stavo dicendo mi sono imbattuta sulla sua biografia… ora scusatemi ma vado ad accucciarmi in un angolo a piangere.
For many in the Formula 1 paddock, Nico Hulkenberg remains a world champion in waiting. A winner in every category he ever competed in before Formula One racing - and a champion in three of them - he appeared from an early age to be destined for greatness.
2. Lewis Hamilton ha raggiunto quota 28 gare consecutivamente a punti, superando così il record di 27 ottenuto da Raikkonen.
3. Sebastian Vettel è stato il primo pilota non Mercedes ad ottenere la Pole in China dal 2011… quando lui stesso ha ottenuto la pole con RedBull.

lunedì 16 aprile 2018

Cina 2018 - Gara

Unghie mangiate all'esito della gara odierna: 3. Per chi se lo stesse domandando, questo è un complimento. Bravi tutti! Anche se non senza rimproveri per qualcuno. 
Prima di tutto fatemi urlare a gran voce #FreeKimi: l'hashtag definitivo, nato proprio per occasioni d'emergenza, come quella odierna, dove il povero Kimi è stato usato come uno straccio della polvere e sbattuto in un angolo a marcire. Tutto questo grazie alla brillante strategia di lasciarlo in pista un'eternità dopo il pit stop di tutti gli altri al solo scopo di rallentare Bottas e permettere a Vettel di raggiungerlo... ed alla fine è stato lui ad uscirne danneggiato! Neanche a dirlo in pista ha perso tanto di quel tempo che neanche si sarebbe potuto immaginare ed al rientro si è ritrovato in zona quintolo o forse ancor peggio. Per fortuna esiste un karma regolatore che interviene là dove la mano umana è un po' carente. 
Ma andiamo per ordine.
La partenza non ha lasciato nulla di buono da presagire: il mega curvone piazzato un secondo dopo la griglia di partenza era presagio di sventura, eppure tutto è andato meglio di quanto si potesse prevedere. Anzi, fin troppo bene: nessun contatto, nessuno scontro, tutti rimasti in pista, i numeri dispari davanti e i numeri pari accollati dietro. Ed è così che Verstappen si è pappato due posizioni in un sol boccone, con Raikkonen ed Hamilton finiti a mangiar la polvere.
Dopo i primi 10 giri ho creduto seriamente che la gara fosse finita così, non è successo niente, i tempi non allungavano e non accorciavano, tutto uguali dalla terza curva ad allora. Se c'è una cosa che è mancata alla Mercedes a questa gara è stata la strategia (ancora!!): una volta finiti nel pantano non sono stati in grado di recuperare in alcun modo, di inventarsi qualcosa, un'eterna attesa di qualcosa che potesse accadere e che... guarda un po'? Non è accaduta. Non che la Ferrari abbia brillato particolarmente in questo senso, ma diciamo che dalla pole position, mantenuta tranquillamente in partenza, se lo poteva permettere! 
Poi finalmente qualcuno ha iniziato ad agitare un po' le acque: per prime le RedBull (dettaglio da non sottovalutare, ma anche su questo tornerò tra un po') poi tutti gli altri sono rientrati a cambiar gomme. Tutti tranne uno: Kimi Raikkonen. Hanno forse provato ad anticipare un po' la sosta le due Mercedes, prima Hamilton impantanato nella quinta piazza, poi Bottas. Non capendo più cosa gli stesse accadendo intorno anche Vettel ha deciso di rientrare ma, quel giro di ritardo su Bottas, evidentemente gli è stato fatale perchè questo gli passasse davanti di prepotenza all'uscita della pit lane.
In tutto questo Kimi era ancora in pista, con qualcosa come 10 secondi di vantaggio di Bottas, non si vede come potesse fare da tappo ma in Ferrari erano fiduciosi. Vettel non ha raggiunto Bottas, Bottas decenni dopo ha raggiunto Raikkonen ma l'ha passato senza colpo ferire. 
Non solo: una volta che Bottas l'ha superato, si è fatto da parte ed ha lasciato passare Vettel. Spudoratamente. Quindi è rientrato ai box, quindi è finito in pollesima posizione, quindi #freekimi, quindi stiamo ancora aspettando l'operato del karma.
Double trouble of the day: Toro Rosso, Gasly e Hartley hanno giocato un po' troppo al team vincente e si sono ritrovati l'uno nella fiancata dell'altro, con una pioggia di detriti sparpagliati per tutta la pista che ha portato all'ingresso della safety car. 
Gli unici due piloti a rientrare per il cambio gomme a questo punto della gara sono le RedBull e torna il dettaglio irrilevante di cui sopra: le RedBull hanno fatto sì un pit anticipato rispetto a tutti gli altri... ma a ragion veduta. Una strategia a due soste che gli altri non hanno avuto, pur avendo imitato il primo cambio gomme. Secondo dettaglio irrilevante: Raikkonen è stato lasciato in pista a fingere di essere una Safety Car, ridendo e scherzando ha risparmiato almeno 10 giri di gomme.
Al rientro della safety la situazione in pista era: BOT-VET-HAM. Quindici giri dopo, a conclusione di gara: RIC, BOT, RAI. Non completamente per merito loro comunque.
Neanche a dirlo, l'unico meritevole è stato Ricciardo, sorpasso dopo sorpasso in una manciata di giri è giunto alla vetta e, così, al traguardo. Raikkonen sarebbe dovuto andare all'attacco di Kid Verstappen ma si è fatto sorpassare a sua volta da Ricciardo non concludendo un accidente... per fortuna (sua) il karma agisce in modi strani ed inaspettati, a volte anche attraverso le mani di Kid Verstappen.
Diciamo che se Verstappen non fosse Verstappen chissà cosa ne sarebbe stato di Bottas e Raikkonen.
Nano impertinente of the day: Kid Verstappen, non fosse altro per quel sorpasso d'arroganza in pit lane ai danni di Gasly. A questo hanno seguito, prima di tutto, un sorpasso tentato ai danni di Hamilton (dejavù) grazie al quale è finito fuori pista, nel solito tentativo di mandare fuori pista gli altri, ed uno ai danni di Vettel, grazie al quale è finito fuori pista, nel solito tentativo - riuscito a questo giro, di mandare fuori pista gli altri. 
Fossi tifosa di Vettel oggi sarei incarognita come non mai, poi mi ricordo di non esserlo e torno a sorridere per i modi misteriosi del karma di intervenire sulle ingiustizie. Ma, intanto, Vettel ha chiuso la gara in ottava piazza e Kid Verstappen, pur davanti all'ennesimo disastro della stessa indole, si è preso 10 secondi di penalità sull'ordine di arrivo.
Driver of the day: Bottas, non fosse altro per l'uscita dal box cazzuta con il quale ha messo a tacere lo strapotere Ferrari e quel sorpasso, ai danni di Kimi Raikkonen, con il quale ha dimostrato di non essere disposto a sottostare a simili giochetti.
Perla conclusiva: ma non trovate fantastico che l'unico sorpasso riuscito ad Alonso negli ultimi 15 anni di carriera sia stato compiuto proprio a danno di una Ferrari? Karma they said.

domenica 15 aprile 2018

#RandomFacts prima del giro di ricognizione

- Bottas wanna be -

Ricciardo sugli ultimi giri del gran premio del Bahrain: fossi stato in Bottas sari riuscito in quel sorpasso. Il problema è che quello non era Ricciardo, il problema è che quel sorpasso non è stato neanche tentato. Il problema è che per solo un istante, quando in Mercedes hanno comunicato il plan B a Bottas ho sperato che significasse prendere in pieno la vettura di Vettel per far vincere Hamilton. Sarebbe stato divertentissimo, ma forse c'è qualcosa di sbagliato in me.
Il vero problema è che Bottas crede di poter essere un Rosberg ma sta prendendo la strada giusta per essere un Massa. La teoria è quella di cui abbiamo sentito più volte: una seconda guida non deve essere scarsa, deve riuscire a stare un passo indietro alla prima guida ed aiutarlo nel momento del bisogno. Una seconda guida deve avere del potenziale, solo che ad un certo punto qualcuno gli ha tagliato le gambe per metterlo al servizio di un bene superiore. Tipo un bonsai. Mica è nato per essere piccolo, qualcuno gli ha tagliato le radici perchè sia esteticamente grazioso e poterlo usare come elemento d'arredo. Rosberg è stata un'eccezione, una piacevole eccezione, ma non possono stare fisiologicamente al mondo due prime guide nello stesso team, il rischio è quello di impegnarsi talmente tanto a combattere tra di loro da sottovalutare il terzo e nessun team con un briciolo di buon senso lo permetterebbe. Poi c'è la McLaren che saluta ancora a grandi mani il mondiale fatto vincere a Raikkonen. 
Massa in questo ha fatto egregiamente il suo lavoro: ha seguito pedissequamente la sua prima guida ma non ne ha capito il ruolo fino in fondo. Mica per niente ha perso tutti i capelli anzitempo a forza di star dietro ad urlare al mondo di essere anche lui in grado di lasciare un segno nella storia. Soprattutto all'epoca della giubba rossa, non c'è stata stagione che non ha esordito sostenendo che quello potesse essere il suo anno... circostanza che puntualmente è stata smentita ed ogni sua affermazione di gloria è finita per essere accolta come un simpatico al lupo al lupo! Nessuno ci credeva più veramente ed è questa la fine che rischia di fare Bottas se non gli viene suggerito subito di abbassare la cresta, smetterla di glorificarsi e lavorare per poter essere un giorno la prima guida che il mondo starà cercando.
Qualcuno potrà obiettare che, in fondo, che Massa qualcosa lo ha vinto, ha quasi portato a casa anche un mondiale... e la parola d'ordine in questo caso è quasi. Perchè alla fine chi se lo è portato a casa il mondiale quell'anno? Lewis! Lo stesso Lewis... e vedi che tutto torna?

-:-

- Gli incidenti capitano -

Anche Kid Verstappen si sta impegnando moltissimo a non darmi ragione e lo apprezzo, altrmenti non sarebbe il Kid Verstappen contro il quale amo moltissimo andare. 
Ed anche in questo caso ha detto cose sciocche. 
L'esito della scorsa gara è nota a tutti: parta male dopo incidente il qualifica, deraglia peggio dopo lo spegnimento dei semafori. Tenta sorpassi in punti estremi, cerca di sbattere fuori pista Hamilton, lo colpisce nel modo sbagliato ed all'improvviso eccolo là: con una gomma squarciata e raccogliere violette a bordo pista. Forse la Red Bull ci stava nascondendo qualcosa che ancora non sappiamo, forse lo stava nascondendo a tutto il mondo perchè, inspiegabilmente, proprio in quei giri si stava compiendo anche l'autodistruzione di Ricciardo e prima ancora di arrivare al quinto giro entrambi i piloti erano già rincasati. Fossi stato chiunque altro in pista un paio di domande me le sarei fatte...
... ma qua il problema è un altro. Il problema è che siamo al 3milionesimo disastro di Verstappen in partenza, non abbiamo neanche più dita delle mani per contarli tutti, e lui ancora insiste con il fatto che questa sua strategia di gara non abbia nulla che debba essere cambiato. Forse ha delle quote azionare dell'officina che crea le parti di ricambio, o non me lo spiego.

- Stranezze -

Lewis Hamilton incomincia finalmente a porsi i giusti quesiti, che mi stavo ponendo anch'io, che ci stavamo ponendo tutti probabilmente, anche se non lo ammetteremmo mai ed anche se a noi nessuno ci ascolta. Questa Ferrari ha qualcosa che non va... cosa c'è di strano?
Sicuramente ci dev'essere qualche anomalia: la metti al caldo del Bahrain e funziona, la piazzi in Cina e funziona, la metti tra i canguri australiani... e funziona ancora! No, vabbè... pazzesco!

sabato 14 aprile 2018

Bahrain's keywords

Ouch

Ovvero le ultime e faditiche parole dopo lo scontro made in Haas. Perchè Haas is the new Force India. Io capisco che effettivamente, nelle prime dieci posizioni i posti siano limitati, non possono essere umentati a piacimento e non è possibile farci stare tutti quelli che vorremmo vedere lì, però quest'anno pare di assistere ad un'effettiva inversione dei ruoli tra i due team. Con una Force India che non ammalia più per i suoi effetti speciali, Ocon e Perez che nelle prime due gare stanno un po' passando in sordina, ed una Haas che riesce sempre a farsi notare nel mucchio. Poi magari va tutto in malora come in Australia, però per i primi dieci giri ci avevano davvero fatto strabuzzare gli occhi, increduli davanti a quello a cui stavamo osservando. E poi nuovamente in Bahrain, dove Magnussen e Gorsjean hanno dimostrato di essere i nuovi Perez e Ocon, in ogni senso, anche e soprattutto nelle guerre fredde interne alla squadra.

 -:-

Dickhead

Il vero discrimine delle gare odierne non è tanto la posizione in griglia. Certo, partire primi è meglio che partire ultimi, in alcune gare ha più valore che in altre (ciao Monaco, sto pensando a te), ma il vero nodo cruciale al giorno d'oggi è la propria posizione i partenza parametrata a quella di Verstappen. Son cose per cui ci si giocano i mondiali, son cose per cui si son combattute guerre  eper le quali i nostri antenati sono morti sui campi di battaglia. Poi però, alcune volte, il karma ruota in senso positivo, magari si è reso conto che si è già accanito abbastanza e non c'è bisogno di andare oltre. Questo è il caso di Lewis Hamilton che già è partito dalla nona piazza per quella serie di sfortunati eventi ormai caratteristici dell'inizio di ogni suo mondiale, che si è visto precipitare addosso un Verstappen più indiavolato che mai, alla ricerca del sorpasso estremo, che ha tentato di sbatterlo fuori pista... ma che fuori dai giochi c'è finito personalmente. Commento tecnico da parte del quattrovolte campione del mondo dopo aver rivisto la scena da un altro punto di vista?
La parola del gatto di cui in oggetto, per la quale sarebbe anche riuscito a farsi (già) mettere in croce dalla stampa pochi minuti dopo se non fosse per il difensore dell'ultimo minuto che nessuno si sarebbe mai immaginato, incisivo e determinato come poche volte nella vita. Se non fosse che parlando di tale eloquente oratore stiamo facendo il nome di SebVettel credo che molti sarebbero quelli rimasti con un qualcosa ancora da aggiungere sulla vicenda. 
Chi se lo sarebbe mai aspettato? SebVettel con l'arriga già pronta in tasca, recettivo come poche altre volte nella sua vita, prendere la parola dopo una domanda formulata a Lewis Hamilton, pronto a fare lo shampoo a tutti quelli che solo hanno pensato a fare la stessa domanda. L'opinione pubblica non capisce più niente, d'istinto darebbe torto ad Hamilton ma, per dare contro ad Hamilton dovresti dare torto anche a Vettel, allora siamo tutti d'accordo che d'istinto bisognerebbe dare ragione a Vettel ma, per dare ragione a Vettel bisognerebbe darla anche ad Hamilton, creando un corto circuito senza più fine dove, fino a questo momento, si è capito soltanto che l'unico a non aver diritto a prendere la parola è Verstappen, piccolo combinaguai. 
Per uscire dal corto circuito l'unica soluzione sarebbe quella di iniziare ad avere delle opinioni proprie senza andarle, di volta in volta, a mutuare da questo o da quel pilota, da questo o da quel politico, da questo o da quel giornalista, ma qua lo so che sto chiedendo troppo.

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BBQ

Cosa abbiamo infilato nella propria power unit in casa Ferrari è ancora un mistero, dopo ogni fumata bianca conseguenza dell'accensione del motore io però due domande me le faccio. Fingono tensione per la gara ma hanno già messo la carne sulla brace per l'after party? E' cattivo presagio o è proprio un effetto voluto? Andremo avanti con questa pantomima fino alla fine della stagione affumicando gionalisti a destra e a manca?

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#DriverOfTheDay

che è solo una parola perchè Hashtag. Gasly, l'uomo del giorno stando al grande sondaggio popolare, perchè in fondo di cosa è successo là davanti tra Mercedes e Ferrari, forse, non è interessato molto agli spettatori. Potrebbe essere un'inversione di tendenza se il grande pubblico inizia a guardare oltre le apparenze, sotto la superficie, a scoprire cosa ci può essere andando un po' più a fondo della questione. Poi, sul fatto che sotto al pelo dell'acqua ci debba essere Gasly magari ne parliamo e approfondiamo fra qualche gara, per ora accettiamolo così com'è. In tutta la sua ingenuità e spensieratezza... e per quel piacere recondito nel aver celebrato il titolo condividendo la stretta di mano rivoltagli da Hamilton prima dell'inizio della gara. 

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2021

Ovvero l'anno nel quale Raikkonen dubita che sarà ancora da queste parti. E sinceramente lo dubitiamo anche noi... che gli vogliamo bene ma ad un certo punto anche Matusalemme si è ritirato dalla partita.
Da che lato è spuntata fuori cotanta dichiarazione? Nel momento in cui gli hanno chiesto un'opinione sulle probabili modifiche in programma ad opera di Liberty Media: perchè avere un'opinione quando puoi farne tranquillamente a meno? Questa è la filosofia of the day di Kimi Raikkonen.

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Triple

Come il sorpasso operato da Lewis Hamilton durante le fasi iniziali della gara. Partito in nona piazza, non il migliore degli esordi allo spegnimento dei semafori, ha dimostrato in fretta di che pasta è fatto e come intende affrontare questo mondiale, il che mi pare ammirevole. Uno sprint iniziale che ha reso, a prescindere dallo schieramento di appartenza, la gara un po' più entusiasmante di quanto non ci si sarebbe potuti aspettare immaginando le Ferrari in testa pronte a fare il buono e il cattivo tempo e gli altri dietro in scia. Come prendere la situazione in mano e fare in modo che quelli in testa, compagno di squadra nullafacente compreso, ti lascino indietro? Sorpassando in massa tutti quelli che ti separano dall'obiettivo. E mentre questi sono intenti a combattere le loro piccole battaglie, ecco Hamilton, avvicinarsi ad un gruppetto di tre vetture, prenderle tutte alla sprovvista e abbandonarle al loro destino in una sola mossa.

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Monkey

Mentre Alonso cerca di battere molti al gioco della simpatia, autore di uno dei primi photobomb della stagione a danno del compagno di squadra, Vandoorne lo ripaga con la stessa moneta facendo rimbalzare l'immagine da un lato all'altro della rete con tanto di simpatico appellativo. Tra le tante cose per le quali non vedere l'ora quest'anno, io personalmente conto anche il momento in cui, quel minimo di competitività ritrovata della McLaren, andrà a
d incendiare il sacro fuoco per la guerra civile sotto al sedere di Fernando Alonso. Deve per forza arrivare il momento in cui smetterà di fare l'amicone con il giovane rampollo, arriverà il momento in cui non saranno più accumunati soltanto da una serie di sfortunati eventi ma vorranno combattere e competere per qualcosa in più. Arriverà il momento in cui Fernando potrà tornare a farci vedere di che pasta è fatto.

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50.000

come i dollari (o euro? o quale valuta conviene i più in questo momento?) che la Ferrari è costretta a versare per la simpatica bravata al cambio gomme di Raikkonen. Un meccanico investito, la vettura fatta fermare pochi metri dopo, lo scazzo di Kimi per la gara rovinata, non che si sia domandato su cos'è passato con le gomme, non che si sia fermato a guardare cosa ci facesse quel tizio sdraiato a terra. Se non si fossero già presi 5000 euro di multa per altra bravata in pit lane in Australia la cosa non sarebbe neanche così grave, però, a salvare la situazione, ore ed ore di filmati pronti a certificare che Raikkonen è innocente: il semaforo era verde. E ci manchebbe anche! Perchè state tutti gioendo?
Prima della diffusione virale del video dello scagionamento io, sinceramente, lo davo per scontato che non fosse partito anzitempo, ma sarò ingenua io. A quanto pare qualcuno si deve essere posto uno scrupolo in più, qualcuno si deve essere domandato qualcosa che a me sfuggiva ed è andato alla fonte: solo che in questo modo è stato tirato fuori dal vaso un poblema che è addirittura più grave di quello ipotizzato: la ragione dell'incidente non deve più essere ricercata in un riflesso condizionato, in un istinto che, oggettivamente, sfugge realmente al controllo. Il problema qui è nell'intero sistema di controllo, che non c'è o, se c'è, è parecchio lacunoso. Ok, il semaforo era verde, ma come c'è diventato verde se c'erano ancora due meccanici attaccati ad una gomma? Milioni spesi nella progettazione e nello studio di una tecnologia all'avanguardia buttati nel gabinetto al primo bullone che non si avvita come dovrebbe. Tutto questo non ha senso. Ma di questo non interesserà mai niente a nessuno finchè la "sanzione" sarà prettamente economica. Forse mancheranno un po' di soldi dalle casse questo mese... ma veri stimoli a cambiare le cose?

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Super-blandas 

Il mio amico della telecronaca spagnola si è interrogato per almeno 10 giri come potesse Vettel riuscire a stare in pista con gomma super blandas. Ed era sempre più stupito giro dopo giro. Credo si aspettasse un rientro furtivo a tre giri dalla fine per scongiurare il doppio DNF di gara, ma le strategie Ferrari ormai sono più chiare al mondo di quanto loro non possano immaginare. Super blandas è la parola che ha ripetuto almeno tre volte a giro negli ultimi tre giri, ed è giusto così: metti mai che uno si distragga un attimo e non si ricordi che gomme monta Vettel?
Alla fine hanno parlato i fatti: le cose alla Ferrari di Vettel sono andate sorprendentemente bene, quindi geni assoluti! Potremmo ricordare le volte in cui con strategie analoghe hanno pianto lacrime amare, ma perchè rovinare la festa?
Domandiamoci piuttosto il senso di portare in pista almeno 5 formule di gomme differenti... se tra di loro la differenza non si conta e se, soprattutto, con gomma morbida si può portare avanti mezza gara. Ma allora andiamo avanti monogomma e facciamola finita, anche senza i colori dell'arcobaleno a complicarci la giornata.

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lunedì 9 aprile 2018

Bahrain 2018 - Gara

Seconda vittoria consecutiva per la Ferrari di SebVettel che, stando al mio amico della telecronaca spagnola, è qualcosa che non si verificava dal 2010. Quando il Ferrari c'era Alonso: questo sembra un dettaglio inutile, ma ci tornerò tra un po'.
Una seconda vittoria consecutiva Ferrari che ha accompagnato tutto quello che, in fondo, avremmo voluto vedere, anche un po' di più del necessario, ma anche su questo tornerò tra un po'. 
Abbiamo visto Hamilton, partire dalla nona piazza ed arrivare a podio, giusto per non sentir dire ripetere ancora ed ancora che riesce a far gara solo quando parte davanti, lo abbiamo visto combattere, superare ed conquistare il podio... forse con qualche strategia un po' troppo a casaccio in qualche punto, ma il sorpasso a quattro credo che gli valga l'intera gara. E questo è per non sentir ripetere ancora ed ancora che nella Formula 1 moderna non ci sono più i combattimenti. Per lo stesso principio abbiamo anche visto Bottas battere in partenza Raikkonen e lottare fino all'ultimo giro con Vettel. Poi, state a sentire me, il fatto è che se qualcuno ha davvero sperato che Vettel in quel frangente potesse essere superato doveva mettere, quantomeno, un Hamilton nella vettura dietro... ma questi sono dettagli sui quali al momento è inutile stare a discutere troppo. Quando sul piatto ci sono i giusti ingredienti la ricetta riesce. 
Abbiamo persino assistito all'ennesima debacle di Verstappen, a letto senza cena ormai per abitudine, ecco perchè è tanto magro! Re dei disastri sin dal sabato, quando in qualifica ha distrutto la vettura contro una barriera, per tentare il gran colpaccio in domenica in gara. Nel tentativo di sbattere Hamilton fuori di pista ha distrutto una gomma, vano il tentativo di sostituirla, al giro numero cinque il box RedBull stava tirando giù la serranda. 
Una piccola parentesi la dedicherei anche a quello a cui avrei voluto assistere, ovvero tutta una serie di travasi di bile che stento a starci dietro. Per esempio quella di Alonso, con gara conclusa, miracolosamente, in settima piazza (là dove il miracolo sta proprio nel fatto che sia arrivato al traguardo) che, al netto dello statisticone infranto delle due vittorie consecutive Ferrari, ha pure dovuto guardare (da lontano) la quarta piazza di Gasly, il nuovo acquisto Toro Rosso, motorizzato Honda. Avete presente quello stesso motore Honda che è stato mandato a stendere dopo tre anni di fallimenti continui? Piazzato sotto al sedere di altri piloti magicamente ha ritrovato la fiducia in se stesso perduta a suo tempo. Compagno di gaviscon  è il suo amico-pupillo-erede Carlos Sainz che, dall'alto della sua Renault, per la quale ha lottato in lungo ed in largo, che ha sottratto a molti altri sederi illustri e in prospettiva della quale ha mandato a stendere la vecchia Toro Rosso, non è andato oltre l'undicesima piazza. Fuori dalla zona punti.
Poi c'è tutto quello che non avremmo voluto vedere.
Tipo Ricciardo, che su twitter qualche ora prima ci aveva promesso un sunday funday, morire di stenti al secondo giro. 
O tipo lo scazzo di Raikkonen per la gara rovinata dopo aver messo sotto un meccanico ed averlo visto portar via in barella. Ecco, magari prima di lanciare il volante, bottigliette, caschi e berretti avrebbe potuto voltarsi indietro e domandarsi cosa gli fosse finito tra le ruote.

giovedì 5 aprile 2018

The Vlogman - Marzo 2018

Dopo un Q&A di inizio anno, assolutamente inutile visto che si è rifiutato di rispondere a domande che riguardassero Lewis & dintorni, tornando a ribattere su famiglia, obiettivi futuri, figli, cani, anche se è evidente che la gente volesse solo sapere che si sono detti quella famosa volta del lancio di cappellini, e di certo non si è accontentata di quell’unica confessione stuzzicante sulla natura di “bravo ragazzo” del suo ex compagno di squadra, ex amico… del quale non nega di poter tornare un giorno ad essere amico, la vita da vlogger di Nico Rosberg è ripresa allegramente in Australia, in occasione del primo gran premio della stagione.
Nuovo momento stuzzicante, prima di entrare nel vivo del gran premio 2018 ci ha deliziato con il racconto del suo primo podio, là dove la broship con Lewis era ancora ai massimi livelli.

- Australia here we are -

Come non festeggiare prima di ogni altra cosa la nuova partnership con Rolex, di cui oggi è il nuovo ambasciatore. Parole d’amore e d’affetto per il grande marchio storico di orologi… che non sembrerebbero neanche tanto sospette se non fossero le stesse dette per IWC qualche mese fa.
Commento tecnico sulla botta di Bottas: not good moment. Non un bel momento.

- That's not all folks -

perchè marzo è il mese dei vlog! Come ci si è rimesso sotto Rosberg, così, allo stesso modo, ha iniziato a darci dentro anche Jenson Button, l'uomo dei titoli sensazionalistici per non dire niente alla fine del discorso. Vlog n. 4 è stato quello dedicato all'annuncio speciale... del nulla assoluto. Pare che sul suo canale YouTube vedremo tutte le sue epiche imprese in materia di SuperGT e... fatemi capire: ma non era già questo lo scopo del canale? C'era bisogno di annunciarlo ufficialmente?