lunedì 17 settembre 2018

Singapore 2018 - Gara

Siete emozionati, febbricitanti, elettrizzati da questo gran premio di Singapore? No? Appunto.
Visto che delle folli nottate di Singapore non è che ci sia molto da dire, vediamo di prenderla alla larga. 
Non possiamo mica chiuder tutto in quattro righe.
Gran premio del Belgio: Vettel vince senza rivali e perde la testa. Completamente. Magari si sente troppo sicuro di sè, magari confida che tutte le migliorie estive siano andato a buon fine solo in Ferrari e non in Mercedes... e le cose che sono successe in quella gara lo hanno lasciato credere veramente. Insomma, magari gli è solo caduto un pensile in salotto e la moglie lo sta mettendo a perdere perchè non è mai casa per sistemare la cosa, ma qualcosa è sicuramente successa! Pochi giorni dopo era a Milano, nel bel mezzo di quella che sarebbe dovuta essere una onorabilissima festa della Formula 1... che si è trasformata ben presto in un trash evento a tema Ferrari. Là dove Vettel, mentre faceva la marionetta, per amor di tifosi, portando la macchina a zonzo per una pista simulata con i sacchetti si sabbia ha sfracellato la vettura contro una barriera. Poco male: colpa data al volante di Raikkonen e musetto cambiato in men che non si dica per tornare in pista al venerdì! Venerdì... qualche ottima giornata per sfracellare nuovamente la vettura durante le prove libere. 
Prove... nel senso di prove generali di sfracellamento vettura della domenica pomeriggio. Ma la storia a questo punto la conosciamo benissimo, compresa la nuova colpa attribuita a Raikkonen. 
Arriviamo quindi a Singapore, con un po' di fantasmi del nostro passato che fanno capolino alle nostre spalle. Non so se sia stata tutta colpa di Verstappen anche questa volta, o se per sbaglio il volante di Raikkonen gli fosse rimasto attaccato alle mani, ma le prove libere sarebbero potute iniziare un po' meglio se Vettel non avesse debuttato in pista andando a baciare pareti. Nell'aria risuonava acuta e pungente, come la sirena di un antifurto, la dichiarazione TOP del week-end, del mese, probabilmente della stagione, pronunciata da SebVettel: il mio principale nemico non è Hamilton, sono io. Non so chi sia il suo PR manager ma vedo della poesia laggiù in fondo. Quindi: vettura raschiata dal guard rail con la spatola e fine anticipata della prima sessione di prove libere. In ogni caso, dicheno che, al netto delle prestazioni dei piloti, per la gara il circuito sia  favorevole alle Ferrari e noi, per un po', ci crediamo anche. Non che l'anno scorso ci sia stato modo per dimostrarlo però i tempi delle prove libere parlavano abbastanza chiaro.
Dico abbastanza perchè io non credo affatto a questa faccenda della prove libere.
Mi spiego meglio: c'è gente che passa ore, per non dire giornate ad analizzare quello che si vede o non si vede durante le prove libere, osserva i tempi e monta castelli inauditi davanti allo scenario messo in piedi. Ma le prove libere non servono a mostrare la propria forza. Non serve ad andare veloce, non serve per controllare chi ce l'ha più lungo (il passo gara). Possono avere un milione di funzioni differenti, ma non è saggio trarre conclusioni troppo affrettate da queste. 
Tra l'altro, non ha senso quando un altro team pare averci preso gusto a volerti trarre in inganno. Vedi simulazioni di pit stop e amenità di questo genere. Ho capito che c'era qualcosa che in Mercedes si stava tentando di tener nascosto quando, nella prima fase di qualifiche, i tempi di Hamilton hanno fatto piangere i polli. Erano disastrosi ma sfacciatamente disastrosi, soprattutto per uno come lui che in Q1 è solito mettere in scena quel teatrino sbruffone di fare il primo giro per poi scendere dalla vettura e andare a farsi quattro passi un po' più in là. La verità non ha tardato più di tanto ad emergere: in Q3 ha portato a termine il giro della vita lasciando tutti gli altri a guardare e, in questo caso, qualcuno deve aver guardato un po'  troppo nella sua direzione perchè, alla fine della fiera, si son fatti fregare la prima fila persino da Verstappen. Vettel terzo, Raikkonen quinto. Non una buona premessa per la gara più insulsa e noisa della stagione.
E non provate a menzionare Monaco che, per quanto insulsa e noiosa, almeno finisce in fretta. 
La presenza di Verstappen in prima fila poteva essere presagio di sventura ma il bimbo, con tutta l'allegra famigliola al box, ci ha tenuto a mostrare al mondo di essere ormai diventato un bimbo grande. Ci vorranno ancora molti anni prima che inizi a crescergli la barba, ma forse questo è un buon punto di partenza. 
Allo spegnimento dei semafori non succede nulla. Almeno non succede nulla nelle prime file... un po' più in là i Force India's Guyz si prendono a sberle: Ocon torna a casa con le pive nel sacco, Perez sa di essere proprietario della baracca e non rischiare nulla. 
Trenta giri dopo siamo ancora nella stessa identica situazione: le prime sei piazze sono immodificate, in settima c'è Alonso a fare la sua porca figura risalito dall'oltretomba. E senza neanche un Piquet a sacrificarsi per la causa a sua insaputa. 
Trenta giri dopo finalmente i fuochi d'artificio scoccano in cielo, Hamilton porta a casa un altra vittoria ad un decennio di vantaggio su Verstappen che, nel frattempo, ha tre decenni di vantaggio su Vettel, vittima di una strategia gomme ferrari iniziata male il sabato in Q2 e finita peggio in gara. Insomma: in chiave mondiale una debacle assoluta. 
Ora però una cosa la devo dire, apriamo una parentesi. Mi par di capire, guardando qua e là per l'etere, che un filo di delusion inizi ad insinuarsi nelle teneri menti dei tifosi ferrari. Qualcosa del tipo: anche quest'anno il mondiale lo vinciamo l'anno prossimo. Insomma, io sono la prima a castigarvi nelle occasioni in cui usate issarvi ad idoli indiscussi, migliori di questo e di quel mondo e della distrazione di Vettel giunto a questo punto del mondiale ne ho appena riempito quattro cartelle, però, ragazzi miei, dovreste avere un po' più di fiducia nel vostro pilota. Non può essere che nella possibilità di Vettel di portarsi ancora a casa questo mondiale ci creda più io di voi. Certo, a questo punto della gara, per poter ancora sperare di farcela probabilmente sarebbe meglio avere almeno un'altra gara senza punti per Hamilton, ma siamo a 2\3 del percorso! Ancora sei gare alla fine della stagione. Potenzialmente può ancora accadere di tutto e di questo Vettel ne è capace. Nonostante i 40 punti di vantaggio di Hamilton. 
Ah! Che ridere. Quanto vorrei guardare in faccia Arrivabene mentre scandico "q-u-a-r-a-n-t-a p-u-n-t-i d-i v-a-n-t-a-g-g-i-o". 
Ma torniamo a noi.
Ma torniamo all'esito della gara: Bottas quarto a pochi centesimi di vantaggio da Raikkonen che, per amor di cronaca, non era affatto sul punto di sorpassarlo dato che quei distacchi tiravano avanti da almeno 10 giri. Miglior tempo in pista per Magnussen dall'alto della sua 18° posizione.

sabato 15 settembre 2018

#RandomFacts prima del giro di ricognizione

Siete pronti, carichi ed elettrizzati per questo Gran premio di Singapore?
Se la risposta è sì: beh, siete degli illusi! I gran premi di Singapore si sono sempre contraddistinti per la loro lunghezza e noiosità. Mancanza di azione ed enormi lacune in fatto di sorpassi. Non che non sia mai successo niente, c'è chi - un anno fa - ci ha lasciato il mondiale, c'è chi - qualche anno in più fa - ci ha lasciato il musetto, contro il guard rail all'insaputa di quell'altro. Insomma, potrebbe anche avere del potenziale ma ogni anno ce lo perdiamo per strada più o meno all'altezza dell'illuminazione a giorno del circuito. 
Insomma, già che non c'è da attendere con ansia quel paio d'ore di sonno profondissimo sul divano, parliami di tutto quello che ha affollato le nostre timeline in queste ultime settimane.
Prima di tutto lo scazzo-fantasma tra Vettel e Raikkonen. Dico fantasma perchè è una cosa di cui si è parlato moltissimo nella stampa italiana di queste ultime due settimane ma di cui pare non esserci traccia altrove. Qualcuno accusa una mal traduzione dal tedesco, qualcun altro cerca semplicemente il torbido dove questo effettivamente non c'è. 
Tutto parte da Monza. Non che ve lo devo ricordare io cos'è successo in partenza: Raikkonen scappa via, Vettel tenta di sorpassarlo, Hamilton nel frattempo arriva da dietro e, per cercare di fare lo splendido, finisce per inciampare sulle sue stesse stringhe. Arretra ma risale fino alla quinta piazza... mentre Hamilton prende le distanze in ottica mondiale con 30 punti di vantaggio. 
Che poi, detto tra di noi, non diamo Vettel per vinto per "soli" 30 punti a questo punto della stagione! Se non ha perso definitivamente la testa per strada, Vettel è uno in grado di compiere questa e mille altre prodezze, ci sono ancora abbastanza gare davanti a noi perchè le sorti del campionato si ribaltino altre volte.
Tornando a noi. Qualcuno vorrebbe che il primo ad essere accusato da SebVettel dopo il gran premio di Monza sia stato proprio Raikkonen che, se non avesse resistito al sorpasso, lo avrebbe protetto da qualunque scontro con Hamilton. Le affermazioni potrebbero essere lette con due diversi toni: poteva essere semplicemente una constratazione o una polemica. Ovviamente noi preferiamo pensare che fosse proprio stato detto con tono polemico, faccenda che si innesta benissimo nel momento di incertezza per la seconda guida Ferrari. 
Ebbene sì, perchè qua stiamo parlando proprio di una seconda guida, quella che il prossimo anno dovrà sedersi accanto a Vettel e aiutare il tam a fare un po' meno schifo di quest'anno... anche se Arrivabene ci tiene bene a precisare che loro assumono piloti, mica maggiordomi. 
Loro. 
Ah. 
Inutile dire che il web questa non gliela ha perdonata. Perchè il tifoso ferrari è in grado di perdonare qualunque cialtronata questi mettano in piedi, ne saranno comunque molto orgogliosi, ma almeno non dicano cazzate. Una constatazione dei fatti è facile da compiere, senza neanche troppo sfrozo. Mentre dì là, in Mercedes, Hamilon e Rosberg hanno trascorso tre anni a prendersi per i capelli, con alterne fortune, dì qua la strategia è sempre stata un filo più netta. E per netta intendiamo che c'è sempre stata una prima guida ed una seconda espressamente diretta ad aiutare la prima a combinar qualcosa di buono. Può essere desolante, può non piacere o può essere considerata una mossa intelligente a capitalizzare i risultati e portare a casa la pagnotta a fine stagione: consideriamola un po' come vogliamo, al netto nell'etica, dal momento in cui la cosa è lecita perchè se ne vergognano? 
Perchè poi è un attimo che ti rimbalzano in faccia tutti i Destroy his race as much as we can. Come on, boy! o i "Fernando is faster than you".
Venne quindi il giorno della grande rivelazione e così, in un posticcio mercoledì mattina come molti altri, ad un certo punto, venne fuori l'ufficializzazione ufficiale che Leclerc il prossimo anno correrà in Ferrari. Cinque minuti di applausi per lui, complimenti da tutti gli ex piloti ferrari... ed un minuto di silenzio per capire davanti a cosa ci stiamo per trovare. 
Nel momento del passaggio in Ferrari di Raikkonen, il secondo intendo, ho portato a casa ben due post al riguardo (- I'm Shocked! - Shocked p.II -). Il concetto alla base del tutto è che ero rimasta senza parole, fatto insolito, soprattutto per me. Fatto che a quanto pare è molto più frequente del previsto quando si ha a che fare con Raikkonen. 
Da un lato c'è l'avveramento di tutto quello che ho auspicato per anni: che la Ferrari liberasse Kimi dalle catene, che si potesse puntare gli occhi su un giovane invece che andare al recupero delle solite vecchie glorie, che in panorama fin troppo statico ogni tanto cambiasse qualcosa. Ed ora finalmente è successo, al di là di ogni mia aspettativa. 
Su Leclerc non è che abbia ancora un pensiero a riguardo: è ancora troppo giovane ed ancora troppe cose devono cambiare nei prossimi 3-4-5 anni perchè si possa prevedere che cosa accadrà. 
Su Raikkonen penso di essere messa un po' meglio: so di non volerlo più vedere asservito allo strapotere del più forte, so di aver combattuto all'urlo di #FreeKimi, so che ha 39 anni... ma so anche che se se ne fosse andato non sarebbe più rimasto in pista alcun pilota della mia infanzia. Senza di lui nella qualità di "storici" ci sarebbero rimasti Vettel ed Hamilton? Ma che davvero? Non sono ancora pronta per considerare Vettel come uno della vecchia guardia. Non sono ancora così vecchia da voler considerare Vettel come uno della vecchia guardia. 
A questo proposito qualcosa è successo: è successo che dal nulla il profilo instagram di Raikkonen si è illuminato all'urlo di "guarda chi è tornato?". Cielo mio marito!
Questo non me lo aspettavo: Raikkonen si è barrichellizzato definitivamente e, pur di non appendere il cappello al chiodo, ha firmato per i prossimi due anni in Sauber! Boom
Boom anche perchè, a questo punto, è saltato anche il castello virtuale che prevedeva il subentro di Giovinazzi in Sauber al posto di Leclerc. E ora che ce ne facciamo di Giovinazzi? Dove ce lo mettiamo?

lunedì 10 settembre 2018

Cervello nel frigo

Se c’è una cosa che quest’anno non riesce a darmi pace all’interno della mia povera testolina è il tentativo irrisolto di dare un senso al pensiero del Ferrarista medio. Io giuro che certe volte non lo capisco proprio.
Siamo partiti ad inizio anno sotto una pioggia di Raikkonen è un bollito - il termine per sostituirlo era ieri. Appena ha incominciato a circolare il nome di Leclerc sono tutti impazziti come fosse il nuovo messia, come se fino a questo momento non avessimo aspettato altro dalla vita, anche se il poveretto stava a solo una manciata di gare in Formula 1 sul proprio CV e qualche cazzatiella in pista la commette più che volentieri.
Eppure da quel momento non si sono letti altro che fortissimi elogi a lui, alle sue doti, alla sua mamma e a tutto il latte che ha bevuto per diventare grande e grosso.
Scusatemi, ma io a quel punto ero già disorientata.
Sono piuttosto certa che il tifoso medio che guarda la gara il TV la domenica non segua anche le serie minori. Mica per altro, ma è uno sbattone assurdo se proprio non si è più che appassionati. E’ un lavoro… ed il tifoso medio di domenica non lavora! Segue la gara alla TV, segue la telecronaca in italiano ferraricentrica e se ne sta di quello che gli dicono. Quindi dico io: che ne sapete di Leclerc? Siete convinti che sia dotato di uno straordinario talento perchè vi hanno detto che è così? Ma che davvero?
E soprattutto: ma voi non eravate quelli tutti belli convinti che il futuro della Formula 1 fosse rappresentato dall’italianissimo Giovinazzi?
A quel punto della storia mi sarei aspettata una sollevazione popolare in favor di Giovinazzi. Un moto spontaneo proveniente dall’internet diretto a far notare che se c’è lui in panchina perchè andare a recuperare qualcuno da altro team? Gara dopo gara, tra l’altro, sono saltati all’onore delle cronache i gran risultati ottenuti proprio grazie alla sua presenza al simulatore ma niente di tutto quello che mi sarei aspettata è successo. Anzi, dal basso si è mosso solo un labile venticello moderatamente euforico per la chance di Giovinazzi di prendere il posto di Leclerc se questo veramente compie il grande salto.
Poi però il colpo di scena. Raikkonen non è più un bollito! Raikkonen è l’unico pilota per cui valga la pena di vivere, di tifar ferrari e far pulsare all’interno del proprio corpo un cuore rosso ferrari.
Dio quanto sono poetica quando faccio così.
Quindi viene la vera ragione di questo mio pensiero sparso: perchè io a tutti gli eventi degli ultimi giorni non ci sto più dietro.
Stando a quanto si mormora in rete il contratto di Leclerc sarebbe già stato bello che firmato dalla buonanima di Marchionne prima che ci lasciasse per un mondo migliore. Stando ai soliti disinformati, ora che Marchionne non c’è più, i nuovi piani alti si sarebbero presi tempo per capire se effettivamente andare avanti con il progetto iniziato o cambiare rotta. Il discorso, inevitabilmente, non c’è bisogno che ve lo dica io, non sta né in cielo né in terra. Un contratto è un contratto: a meno che Marchionne non l’abbia firmato dopo essere passato al creatore, sarebbe e resterebbe valido e vincolante.
A zonzo per il dark web della formula 1 si dice anche che l’annuncio per la nuova guida Ferrari era già pronto per Monza ma i piani sarebbero saltati dopo aver visto Raikkonen abbattere il muro del suono nel tempio della velocità decidendo che quello non era esattamente il momento buono per ufficializzare il pensionamento del bollito che pare non esser più bollito. Detto tra di noi? Suona di cazzata anche questa. Se annuncio deve essere, di certo non te lo piazzano lì tra qualifica e gara come se niente fosse. Ne avremmo già avuto sentore tra giovedì e venerdì, quando in pista nessuno ha più un accidente da fare e si perde un sacco di tempo a costruire castelli per aria con la stampa. 
Siamo quindi giunti allo scenario attuale. Da un lato una petizione su change.org che vede aumentare il numero delle sottoscrizioni di secondo in secondo sperando di sensibilizzare il team a rinnovare il contratto a Kimi per un altro anno. Dall'altro lato un annuncio che si dice imminente da ormai un numero di giorni tale da far ritenere che di imminente non ci sia più un accidente. Gente paralizzata davanti ai propri PC, incanta sul tasto F5, che arriva snervata a sera insoddisfatta dalla mancata comunicazione. C'è chi insegue le riunioni del CDA Ferrari, chi cerca di leggere le foglie del tè. 
Oddio che tensione!
Per fortuna che c'è Lapo a smorzare la situazione, mandando in pappa definitivamente anche le meningi più resistenti dando il benvenuto a Leclerc in squadra tramite facebook... per poi cancellare tutto e far finta di niente. 
E Leclerc che fa? Tace cadendo nei più sospetti dei silenzi stampa. 
E Kimi che fa? Se ne sbatte! Nella foto l'esatta dimostrazione di cosa se fanno a casa Raikkonen dei pieno simbolo di questa rivoluzione dal basso. Il sudatissimo trofeo pirelli guadagnato in occasione della pole italiana.

domenica 2 settembre 2018

Italia 2018 - Gara

Ho talmente tante di quelle cose da dire che mi sta per esplodere il cervello. Credo incomincerò dall'inizio per vedere di riuscire a tirare fuori tutto senza fare confusione. 
Partiamo dalle qualifiche del sabato, là dove sembra minacciare pioggia, ma non piove. Là dove il record assoluto del mondo, dell'universo e tutto quanto risaliva a quanto pare ai fausti di Montoya e che, tra una curva della Roggia e una parabolica per circa 5 secondi è appartenuto ad Hamilton. Fatto che chiaramente nessuno si aspettava perchè le Ferrari avevano dimostrato di avere quella che si suol definire "una marcia in più" per tutto il week end. Cinque secondi dopo il miglio tempo in pista è passato a Raikkonen, poleman e eroe di giornata... con quel filo di disappunto sulle facce del muretto Ferrari che, probabilmente, avrebbero preferito vedere incoronato ad eroe nazionale quello, tra i due, che non stanno pensionando. Vettel, leggermente turbato, si è comunque fermato in seconda piazza, davanti ad Hamilton. Prima fila tutta Ferrari, evento che a Monza non capitava dal 33 a.C.. Anno più anno meno. 
La domenica, alla vigilia della gara, i fatti certi erano due: davanti a due Ferrari di questo livello, le Mercedes avrebbero dovuto limitare il danno e Raikkonen sarebbe stato sicuramente sacrificato per la causa. Credo girassero anche scommesse su per quanto tempo gli sarebbe stato concesso di tenere la prima piazza. Gli spalti erano rosso sangue, i cavallini rampavano sulle gradinate, tutto era pronto per iniziare. Tra l'altro c'era anche Nico Rosberg a zonzo per il paddock e Lewis si è sciolto le treccine. 
Allo spegnersi dei semafori il finimondo è apparso davanti ai nostri occhi. Raikkonen è partito più che bene, SebVettel ha tentato di attaccarlo fin da subito ma non gli è stata lasciata strada libera. Hamilton non ha dato modo ai due di staccarlo e alla terza curva già era in lotta per la seconda piazza con Vettel. Uno tenta il sorpasso di qua, l'altro tenta di non farsi passare di là ed è un attimo che SebVettel si ritrova a piroettare in pista con l'alettone piegato mentre il resto delle vetture gli scorrono al fianco. Mentre lui rientra zoppicante ai box tra i boati degli spettatori, Raikkonen e Hamilton danno spettacolo in pista con tutta una serie di sorpassi e controsorpassi al cardiopalma dai quali, guarda caso, nessuno è uscito ferito. Possiamo dare per conclamato che Seb si toglie dai piedi lo spettacolo è assicurato? 
Don't worry amici miei: SebVettel ha vinto un mondiale ripartendo, proprio all'ultima gara, dall'ultima posizione e risalendo la china un sorpasso dopo l'altro. Il mondiale non è chiuso qua. E' altrettando vero che all'epoca non gli prudevano le mani ad ogni duello, ma con questo credo faremo i conti a novembre. 
La gara è quindi andata avanti adrenalitica e frenetica come non mai ma, lasciatemelo dire, se fossi un tifoso Ferrari, oggi è una di quelle giornate in cui sarei arrabbiata e delusa come non mai. 
Il momento più alto della gara è decisamente arrivato nel momento in cui dal box Mercedes inizia ad uscire confusione. Confusione pacchi, confusione su pallet. Devo ancora capire se in tutto questo c'è del genio o della follia. Il confine probabilmente è molto più sottile di quanto ci si possa immaginare.
Siamo circa al 20esimo giro, Vettel recuperava un sorpasso alla volta ma si trovava ancora in alto mare, Raikkonen dominava incontrastato la gara, Hamilton seguiva ma aveva smesso da un pezzo di tentar sorpassi. Dietro il vuoto: Verstappen, terzo, era staccato di 15 secondi e litigava con Bottas. Una cifra buona ma non perchè chiunque si fosse fermato per primo là davanti sarebbe sicuramente finito dietro di loro a perder tempo. In Mercedes sembrano iniziare a preparar tutto per cambiare gomme ad Hamilton ma, sul più bello cambiano idea e tornano tutti dentro. Faccenda davvero interessante, perchè nel frattempo, dal box Ferrari, per reagire alla chiamata di Hamilton, avevano già chiamato dentro Raikkonen. Raikkonen che è, inevitabilmente finito dietro Verstappen e Bottas a perder tempo. 
In realtà i giri veloci che Hamilton ha portato a casa sfruttando la pista libera non hanno portato al risultato sperato complice il DNF di Ricciardo, costretto ad abbandonare la vettura a bordo pista. Bandiere gialle in zona e nessuna altra interferenza dolorosa ma, nel momento in cui Hamilton rientra, quasi 10 giri dopo, l'undercut è un lontano miraggio. 
Spunta quindi la strategia numero 2: ritardare l'ingresso di Bottas abbastanza da fare da tappo e permettere ad Hamilton di avvicinarsi nuovamente. Tutto alla luce del sole: la richiesta in cuffia e l'intento palesato e riuscito. Io avrei seriamente scommesso sul fatto che Raikkonen, una volta raggiunto il connazionale se lo sarebbe pappato in un sol boccone ma a quanto pare non è stato così facile. Missione compiuta, Bottas è stato richiamato ai box, cambio gomme e ritornato in pista al "suo" posto, a lottar con Verstappen come  e più di prima. Nel frattempo Vettel era quinto, se può servire. 
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Parentesi Ricciardo. Poi la gente si domanda come sia possibile che Ricciardo se ne voglia andare dalla RedBull. Guardando il video "formaggio o villaggio" registrato con Verstappen giuro di essermelo domandato anch'io. Come poter rinunciare a una cosa come questa? Per esempio vivendo ancora una volta quella simpatica sensazione di ritrovarsi sotto alle chiappe una vettura che, di punto in bianco, svampa e ti lascia a piedi in giro per la pista. In gara, in qualifica e anche durante le prove libere del venerdì. Per esempio constatando che queste cose, da quando ha dato il proprio addio al team, stanno iniziando a succedere molto più frequentemente mentre, magia magia, non succede più su quella del compagno di squadra che, pur ammettendo che ci sta mettendo del suo a non andare a sbattere contro ogni ostacolo fermo o in movimento che trovi sul suo percorso, anche questa volta ha sfiorato il podio.
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Torniamo quindi al motivo per cui bisognerebbe essere delusi ed arrabbiati neri con la Ferrari
Partiamo dallo scenario: la Ferrari copia la strategia box del principale competitor, copia male ed improvvisando, la scelta gli rema contro e l'altro vince la gara. Visto così potrebbe sembrare Abu Dhabi 2010, là dove Alonso (quindi la Ferrari) buttarono alle ortiche un mondiale per seguire a ruota la strategia gomme di Webber e, per non essersi semplicemente fatti i fatti propri e non aver pensato con la propria testa, permisero a Vettel di portarsi a casa il suo primo mondiale. Così. Senza capire da che parte è passato. Forse qualcuno non impara mai dai propri errori ma, anche questa volta, per inseguire le farfalle che volano libere e felici per il parco di Monza, che dev'essere un bel posto non lo metto in dubbio, si sono ritrovati con un Raikkonen che, a 15 giri dalla fine, aveva già le gomme usurate dalla vita a lottare contro un Hamilton che, quantomeno, aveva gomme con 10 giri in meno. 
Scegliendo una via molto più rischiosa e discutibile, in ogni caso, non lo hanno fatto rientrare ai box per un secondo cambio dell'ultimo minuto ma è giunto al traguardo praticamente sui cerchioni. 
Una volta che Hamilton è riuscito ad avvicinarsi abbastanza a Raikkonen le sorti della gara, a 10 giri dalla conclusioni, sono mutate un'altra volta. Hamilton si rimette all'inseguimento e, dopo qualche tentativo, porta anche a casa il sorpasso della giornata. Altro sorpasso perfettamente gestito da entrambi i protagonisti, se posso permettermi di sottolinearlo un'altra volta. 
Mentre il mondo, a quel punto, inveisce contro Bottas e contro la Mercedes per il Team Order del diavolo, la verità è davanti agli occhi di tutti: non fosse stato Raikkonen quella macchina non sarebbe mai arrivata a vedere la bandiera a scacchi. Il concetto di blistering era già superato da un pezzo, le gomme sembravano una fetta di gruviera per il livello di deterioramento a cui erano arrivate, tanto da permettere persino Sirotkin di riuscire a sdoppiarsi. L'unica fortuna è stata che Verstappen, a bordo della sua RedBull, ancora una volta non è riuscito neanche ad avvicinarsi ai tempi dei top team, si trovava ancora a 15 secondi di distanza e era comunque intento a litigare con Bottas e sbatterlo fuori pista, e questo gli ha permesso di non scivolare oltre la seconda piazza. 
In quello stato, in ogni caso, non avrebbe mai potuto portare a casa la prima piazza. Punto. 
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Parentesi team order. La storia non la si scrive né con i se, né con i ma. Per questo motivo io non butterò in mezzo il fatto che, prima dell'inizio della gara, ci saremmo tutti scommessi la madre sul fatto che la pole di Raikkonen sarebbe stata molto facilmente sacrificata per una vittoria di Vettel. Io mi limito a richiamare tutte le volte in cui Raikkonen è stato fatto prostituire in favor di prima guida. Così come in passato sono sempre state fatte prostituire le altre seconde guide. E' una strategia di squadra, una scelta conclamata e portata avanti come un segno di riconoscimento dal team di Maranello. Non si sono mai neanche sforzati più di tanto di nasconderlo, diamolo per pacifico. Quindi, oggi, davanti ad una scelta compiuta in tal senso dalla Mercedes, scelta che, tra l'altro, non è andata a le in alcun modo la gara di Bottas, alla fine salito anche lui sul podio, esattamente con quale faccia un tifoso medio ferrarista condanna questa scelta?

sabato 1 settembre 2018

Belgio 2018 - Gara

Non è che ci sia un granchè da dire sul gran premio del Belgio. Una delusione mostruosa sotto molteplici punti di vista, fatta ovviamente eccezione per la bolgia di inizio gara. Quella è chiaramente un apostro nero tra le parole "noia mortale".
Hulkenberg ma mancato (pare) e neanche di poco una frenata che lo proiettato direttamente nel posteriore di Alonso che è decollato e atterrato sul cranio di Leclerc. Tutto bene quel che finisce bene. Fortunatamente ne sono usciti tutti illesi e con le loro gambe... e la cosa divertente è che da questo momento sono ufficialmente morte tutte le discussioni in ambito Halo. Neanche di quello si riesce più a parlare. 
Coinvolti di striscio nella vicenda anche Ricciardo e Raikkonen, il primo viene colpito da qualcuno durante il grande parapiglia e finisce sul secondo. Tutti e due rientrano ai box, il primo per cambiare il musetto e aggiustare mezza macchina in tempi record, il secondo per sostituire la gomma forata e darsi una incipriata al naso. 
Grazie alla safety car in pista Ricciardo riesce a rientrare ultimo ma con "solo" un giro di ritardo su tutti gli altri, a Raikkonen non si capisce bene che cosa siano riusciti a sbagliare ma la vettura diventa inguidabile. In ogni caso il destino per entrambi è segnato e sono costretti al ritiro anzitempo.
Se vogliamo parlare di delusione: 
1) Hamilton ha tenuto la propria prima posizione per circa tre secondi, poi Vettel l'ha superato come se neanche fosse lì davanti a lui e questo l'ha confessato lo stesso Hamilton, quindi abbasso le polemiche. 
2) Vettel si è piazzato in prima posizione al giro uno e si è fermato con la bandiera a scacchi. Hamilton a quel punto era a 10 secondi di distanza, una cosa imbarazzante. Sono certa che da qualche parte esista qualcuno a cui interessa solo che Vettel abbia vinto ma, a parte questi, credo che nessuno si sia potuto godere una vittoria di questo genere. 
3) Le Force India, riemerse dalle tenebre al momento giusto, qualificate 3° e 4° in grigria, hanno retto in quelle posizioni quanto un gatto in tangenziale. Però è stato bello crederci. In realtà la loro è solo una mezza delusione perchè alla fin fine non sono andati molto lontani da lì. In classifica costruttori (dopo quella che  formalmente è la loro prima gara) sono già ad un soffio dalla Sauber e, in ogni caso, messi molto meglio della Williams. 
4) Verstappen, terzo ma a 30 secondi di distanza da Hamilton. Questa Red Bull ha lasciato molto a desiderare.
- The end -

domenica 26 agosto 2018

I dieci fatti buffi... che non ci saremmo mai aspettati

Continua con feroce insistenza la mia predilezione per le stagioni cadenti in anni pari. Ma questo è un approfondimento a cui vorrei deicare un po' più tempo. 
Prendiamo come certezza il fatto che siamo nel 2018 e, dal mio punto di vista, la stagione sta rispettando allegramente le aspettative. 
Io fare giunto un punto della situazione per chiarire come tutti quelli che continuano a ripetere che la Formula 1 è morta, che la Formula 1 è noisa, non si sarebbero mai potuti aspettare da questa stagione. 

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Anche Bottas ha un'anima

Siamo talmente abituati agli iceman finlandesi che ogni tanto ci dimentichiamo che anche Bottas, in fondo in fondo, pur davanti a quella corazza impenetrabile, ha un'anima. Un'anima che ne deve esser uscita parecchio lesa da questo inizio di stagione costellato di colpi di sfortuna e chiare remate contro da parte del team. Più passa il tempo più tendono a tornarmi alla mente gli infausti inizi di Raikkonen in McLaren, là dove, un colpo di sfiga alla volta, riuscì a mandare in pappa un titolo mondiale... o forse due. Uno dei momenti più commeventi lo abbiamo visto a Baku, là dove stava dominando la gara in prima posizione finchè, ad una manciata di giri dalla conclusione, non gli è esplosa agevolando la vittoria del suo compagno di squadra che - tra l'altro - fino a quel momento era ancora a bocca asciutta di vittorie. Sarebbe potuto essere un momento cruciale per la stagione, Bottas avrebbe superato tutti in classifica iridata e avrebbe, in ogni caso, superato Hamilton all'interno del team. Eppure il destino è stato fatale... ed è così che lo abbiamo visto acasciarsi al suolo appena abandonata la vettura a bordo pista.

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La maledizione della prima luna

Maledizioni e amuleti. Questi gli ingredienti chiave del complicatissimo rapporto infracondominiale tra Hamilton e Rosberg
Le prime avvisaglie di questa precarietà emotiva nei sentimenti tra i due forse si erano già visti a Monaco nel 2017: Nico Rosberg a piè di podio pronto a fare le interviste, Lewis perso nelle retorvie di una gara disgustosa. In ogni caso: era tutta una scusa per non capitargli tra le grinfie. Eravamo tutti maledettamente distratti in quel momento e non ce ne siamo resi conto! 
Quest'anno è tutto è decisamente più evidente. Nessuno può far finta che non sia così. E' chiaro: ogni volta che Nico passa in area Mercedes a Lewis deve succedere qualcosa! Obbligatorio! A meno che non si corra ai rimedi in qualche modo e quel modo si chiama "treccine". Strette, lunghe, larghe, con extension o senza extension purchè siano tutte belle presenti sulla testa di Hamilton e facciano bella mostra della loro essenza nel momento in cui il casco viene sfilato. 
I rapporti, almeno apparentemente, non sembrano andar peggio del solito. Forse c'è uno che non fa bene attenzione a chiudere il portone quando esce o l'altro non parcheggia l'automobile precisamente entro le linee tracciate. Nico, ormai prsmo dalla propria carriera di commentatore a casaccio di tutto quello che gli capita davanti, è lanciatissimo nella propria carriera da youtuber e non risparmia mai, neanche quando potrebbe alcun richiamo all'amichetto, soprattutto adesso che ha imparato l'efficacia di un buon titolo clickbait. Lewis, dal canto suo, fa tutto quello che è in suo potere per stargli alla larga il più possibile. 
Dicheno i soliti ben informati, che proprio in Germania, terra natale del biondissimo campione del mondo, Lewis avrebbe, con la sola imposizione delle mani, scampato l'intervista facendo le giuste pressioni sui piani alti del circus. Ammesso e non concesso che tutto ciò sia avvenuto per davvero... ma ha fatto bene! Visti gli esiti avrei chiesto anch'io un ordine restrittivo!
In ogni caso stiamo calmi e fermate le scommesse, Nico si è già espresso sull'esito della stagione: Lewis always comes back, and when he comes back he comes back so damn strong that he’s almost unbeatable
In fondo Seb mi sta simpatico, facciamogli vincere 'sto titoletto senza rimpianti.

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A family man 

Chi se lo sarebbe mai aspettato che, di punto in bianco, l'essere umano più schivo sulla faccia della terra iniziasse a spiattellare anima e corpo di tutto quello che gli passa per la testa sui social network. 
Da un lato è vero che ha scelto instagram, dove con una foto e senza dire una parola ti risolvi metà del problema. Dall'altro lo avrei visto bene per twitter vista la sua propensione naturale per chiudere ogni discorso con molto meno di 140 caratteri. 
Complimenti al social media manager. 
No, così. Per dire. 
Dopo lo sgacio della bomba "scandalo sessuale" sfiorato all'epoca del GP canadese, da quel fronte non si è praticamente più saputo nulla. E negli stessi istanti in cui da quel lato non si sa più nulla, dall'altro stiamo costruendo una magnifica ed invidiabile facciata da maritino modello e padre dell'anno, con tanto di figlioletti a spasso per il paddock Felipinho style
Non voglio dire che le due cose siano collegate ma il tempismo dell'operazione è commovente. Soprattutto con riferimento ad uno che non ha mai risposto ad una domanda personale con qualcosa di più elonquente di Bwoah! ed il cui passatempo preferito era il giro delle osterie.
Ma sia chiaro che io già adoro il piccolo Kimi. 
Ed adoro anche che Kimi prepari la pizza meglio di me. O meglio: quel bordo cancerogeno magari lo scarterei e se anch'io avessi un forno a legna professionale in giardino magari riuscirei a combinare qualcosa di meglio... però la scelta degli ingredienti non è da sottovalutare. Perchè all'estero è un attimo che ti distrai e ti ritrovi una fetta di ananas sulla pizza.

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Statisticoni a casaccio

a) lo Zio Mickey è l'unico pilota ad aver mai disputato un gran premio contro un altro pilota che non era ancora nato al suo esordio;
b) Hamilton è l'unico pilota ad aver disputato 100 gran premi in due diversi team;
c) Hamilton è il pilota con il maggior numero di vittorie dalla pole;
d) Hamilton è il pilota ad aver vinto sul maggior numero di circuiti. Oggi a quota 26. Lo Zio Mickey fermo a quota 23, dietro di loro SebVettel a 21.
e) lo zio Mickey detiene in questo momento anche record per il maggior numero di gare concluse a punti (221). Il fatto interessante è che almeno 4 piloti dietro di lui sono ancora in attività... ed ancora più interessante il fatto è che, almeno per il momento, in seconda piazza c'è Alonso fermo però a 201. Terza piazza per Raikkonen (197). Decisamente più "scarsi" (forse solo più giovani?) Vettel ed Hamilton. 

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Le notti brave di Hamilton e Magnussen

Tra tutte le coppie che mai ti aspetteresti di veder uscire insieme per locali credo che quella di Hamilton e Magnussen stia ad uno dei primi posti.
Eppure abbiamo la foto compromettente. Tutti belli in posa, malvestiti e con slang giovanili indecrifrabili ad incoronare la serata.
Dedicherei solo un minuto di silenzio alla bionda platino accanto a Kevin che,onostante tutto quel che ha speso per ossigernarsi i capelli, è stata tagliata malamente dallo scatto.

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The zen mode di Hamilton dopo ritiro in austria. 

Inizio di stagione non particolarmente fortunata per Lewis Hamilton che tra discussioni con la sorte e quelle con la vettura ha passato in posizioni deludenti tutto l'inizio dell'anno. Culmine delle sfighe vissute fino a questo momento sicuramente si è avuto in Austria dove l'intera casa madre ha probabilmente ritenuto fosse buona cosa abbassare la serracinesca e andarsi a fare una dormita prima di combinare altri disastri. Prima scelte strategiche discutibili che gli mandano il sangue al cervello, almeno fino al mea culpa di piazza del caro James al muretto, poi la vettura muore di stenti. Nlla stessa gara è morta anche quella di Bottas, giusto per fare l'en plein.
Se per un cambio gomme in ritardo aveva polemizzato un quarto d'ora, nessuno avrebbe mai osato immaginarsi cosa sarebbe successo davanti ad una gara non portata a termine... ed invece ci ha delusi tutti amaramente. Doveva ancora scendere dall'auto e neanche un'imprecazione è uscita dalla sua bocca. Solo un messaggio diretto "a tutti quelli che da Brixworth e Brackley riescono a sentirmi",  messaggio d'amore di speranza e incoraggiamento per il futuro, tipo il Papa all'angelus della domenica, però team radio. Tutto questo non è umano, sono molto preoccupata.

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L' amore trionfa in casa RedBull

Dopo vari screzi e scaramucce, quest'anno i due RedBull Boyz sono arrivati ai ferri corti. O almeno così sarebbe potuto sembrare dopo l'autoeliminazione di coppia a Baku. In realtà io non so bene cosa diano da bere da quelle parti o quanto pesantemente Chris Horner meni le mani. Sta di fatto che, dopo neanche un minuto di battibecco indiretto via team radio ed un rientro ai box separato e a testa bassa, i due hanno totalmente cambiato tono. Nelle prime interviste post incidente sono praticamente andati ad assumersi tutte le proprie responsabilità per il disastro realizzato in pista ma, soprattutto, dal week end successivo sono tornati d'amore e d'accordo come non mai. Altro che faide infracondominiali, berrettini lanciati ed interviste rinnegate ad anni di distanza.
Tutto questo mi rimette un po' in pace con l'anima ... ma delude molto dal punto di vista dello spettacolo. Ma come, tutto qua? Con i Force India fuori dai giochi ed neo-Mercedez boyz in piena fase anime gemelle chi altro, se non loro, dovrebbero portare avanti la sanissima tradizione delle guerre civili?

- 8- 

La svolta cinofila di VBottas

A suo tempo lo aveva capito anche Rosberg. Mica per niente prima adottò Bailey poi vinse il titolo mondiale. Anche Bottas è quindi riuscito ad individuare ciò che lo distingue maggiormente da Hamilton. Insomma: se tutti e due guidano una macchina cosa ha lui più di me che vince sempre? Il cane! Anche se, effettivamente, è da un po' di tempo che Roscoe non passa da queste parti a trovarci, proprio lui è stato l'elemento caratterizzante, il fedele amico sempre al suo fianco. 
Ecco quindi che anche Bottas ha iniziato a puntare un po' di più sulle cose davvero importanti della vita. A questo punto ogni occasione è diventata buona per piazzare qua e là il cuccioletto. Una foto in giardino, una al mare, una in montagna, una al fiume. Ditemi solo che si chiama Pongo ed ogni mio desiderio di bambina è ufficialmente realizzato.

- 9 - 

JB miglior intervistatore ever!

Dovremmo ammettere che, ormai orfani del trio lescano in cabina di commento, stiamo sentendo un grande vuoto dentro di noi.
Sì, certo, qualcuno ha tentato di riciclarsi altrove, qualcun'altro deve pure esserci stato costretto ai fini previdenziali, ma il fatto è che, in men che non si dica ce ne siamo fatti tutti una santissima ragione.
Io sto perdendo la testa dietro alla ricerca dei canali, degli orari e dei modi per riuscire a guardare una gara. Sono certa che la maggior parte di quelli che seguivano la Formula 1, ma giusto perchè era una certezza della domenica pomeriggio, abbia già abbandonato la barca da un pezzo. Io per ora resito ma sento profondissima dentro di me la tentazione di convertirmi al tennis da tavolo.
A non avermi ancora fatto perdere del tutto la brocca è stata la ricerca delle alternative interessanti, tutte ovviamente affrontate prendendo degli aerei e collegandomi con la locale televisione pubblica.
Dopo anni passati dietro ad Ivan Capelli (&C), capite che aver beccato, in occasione del GP di Silverstone, tutto il gruzzoletto di interviste di Jenson Button la differenza si è fatta sentire.
La differenza si è fatta - purtroppo - sentire anche con riferimento ad altri titolati colleghi che si alternano periodicamente a quel microfono. Adoro Coulthard in quel ruolo, non mi dispiace Webber. Per Rosberg, sinceramente, è sempre tutto troppo "emozionante", "elettrizzante", "stupefacente" per essere vero. Non ho capito se il suo problema sia che, di fatto, fino all'anno scorso non aveva mai visto in vita sua un gran premio dall'altro lato dell'abitacolo... ma ormai ci si sarebbe dovuto aiutare. Button ha portato tutto ad un altro livello rendendo l'intera chiacchierata con i piloti durante la parata pre-gran premio qualcosa che valesse la pena essere seguita, non solo introducendo siparietti un filo più interessanti del solito con quelli con cui aveva un po' più di confidenza ma evitando anche le solite domande retoriche con gli altri. Piacevole ed interessante anche l'intera "chiacchierata" in auto con Hamilton. Pare l'intera intervista abbia la durata di 40 minuti, io credo di averne trovato un estratto di 20 che in ogni caso si lascia guardare con molto piacere. E io, nonostante quel che si possa credere, non sono una grande appassionata della Formula 1 parlata.
La cosa divertente? A lui, di passare da quel lato del microfono non interessa assolutamente. Per questo ha ricevuto anche molti complimenti da tutti i classici esperti che hanno applaudito la sua ferma intenzione di non continuare a ruotare intorno alla Formula 1 senza meta.

venerdì 24 agosto 2018

La lunga estate caldissima

Non che non ce lo saremmo potuti aspettare, ma questa pazza pazza estate è stata ben carica di colpi di scena. Per alcuni di questi mi sarei sinceramente aspettata che si rispettasse la pausa estiva con tutti gli appuntamenti rimandati a settembre. Invece no. Facciamo il punto della situazione. 

- 1 -

Ricciado dice addio a RedBull per Renault. 

Potrei essere felicemente sorpresa ma sono rimasta un pochino interdetta dalla scelta. Più che altro sono interdetta dal fatto che nessun altro team abbia fatto carte false pur di avere Ricciardo in squadra. Ora la sparo grossa: perché rinnovare Bottas (per un solo misero anno, circostanza che lascia presagire che non credano particolarmente nel progetto) e non spendere tutti i soldi in loro possesso per portarselo a casa? 
Intendiamoci sono felice per lui che la Ferrari non gli abbia messo gli occhi addosso, ma perchè rinnovare per la tremilionesima volta Raikkonen piuttosto che guardare nella sua direzione? Vettel non vuole? Molto bene: occasione persa per la Mercedes di soffiarglielo da sotto al naso mentre quelli giocano al piccolo divo. 
Detto questo io ero e resto assolutamente favorevole ad un suo cambio di team, pare evidente che in RedBull non fossero più totalmente concentrati su di lui da un pezzo e questa dinamica con Verstappen stava diventando letale. Inoltre: RedBull what happened to you? C'è qualcosa che chiaramente non torna all'interno di quel team: quattro anni di vittorie schiaccianti da ogni punto di vista, non è stato solo merito dei piloti (del pilota!) la precisione millimetrica nelle strategie e nell'organizzazione del team l'abbiamo vista tutti... poi all'improvviso tutto svanito? Vogliamo dare tutte le colpe alla power unit Renault
Ero favorevole persino quando Hamilton ha mollato la McLaren, figuriamoci se non lo sono in quest'occasione. Però ho paura che qualcuno dall'alto stia confabulando per bruciargli la carriera. 
Congetture a parte, il prossimo anno la Renault, con Ricciardo e Hulkenberg ai rispettivi volanti, potrebbe diventare seriamente il mio team preferito. 

- 2 - 

Force India allo sbando

Sono già certa di aver già menzionato da qualche parte, quell'angusto momento della mia vita in cui ho pensato di studiare ingegneria per aspirare a lavorare in Formula 1. Alla fine, comunque, sono rinsavita (?!!?) ed il mio percorso di studi ha puntato diretto alla Giurisprudenza. Per favore risparmiatevi i commenti. 
Ad anni di distanza da quella scelta divento quotidianamente più consapevole che, se solo volessi, questa strada potrebbe essere davvero più redditizia nell'ambito: tra un contratto rescisso e una società in amministrazione controllata avrei davvero pane per i miei denti.
Eccoci di fronte ala questione legale del giorno: il disastro Force India. Ci eravamo fermati proprio un secondo prima della pausa estiva analizzato la marcia in Tribunale di Perez che, oltre ad essere pilota del team, attraverso società di sua proprietà, è anche uno degli investitori principali e che, in un momento di difficoltà economica, ha ricoperto anche la qualità di creditore. In virtù di questa posizione qualificata ha potuto azionare la procedura di Amministrazione Controllata per il team che, in questo modo, è stata, almeno temporaneamente, salvato dal fallimento. 
Il vero problema è che, per i non addetti ai lavori, chi ha messo in pericolo la società rischiando di mandare a casa tutti i dipendenti è stato proprio lui per la mera avidità di riscuotere il proprio credito. Come se dietro alla facciata della società in bonis si nascondessero solo campi fioriti e farfalline svolazzanti. La verità è, di fatto, molto più complessa e di certo non intendo io star qua a raccontarverla... per la semplice ragione che non posso conoscerla! Eppure nulla ha impedito a mezzo mondo di accogliere Perez in Ungheria con il ditino puntato. 
Pare evidente che se i puffi c'erano i puffi sarebbero rimasti anche senza alcuna presa di posizione da parte dei creditori che, tuttavia, dando luogo ad una procedura concorsuale hanno quantomeno tentato di ritardare gli effetti più disastrosi. 
La missione pare aver dato in qualche modo i suoi frutti grazie ai pesanti investimenti nel team da parte di una cd cordata capitanata da Lawrence Stroll che, in questo modo, avrebbe assicurato un posto a sedere al figlioletto per il prossimo avvenire. Cosa non si farebbe per i propri figli. 
Con Perez socio titolare della baracca, quello a cui tremano maggiormente le gambe in questo momento è proprio Ocon. Tra i soliti ben informati c'è addirittura chi parla di una sostituzione già dal prossimo GP di Monza

- 3 - 

Summer Hit

Stando ai soliti ben informati, l'addio di Ricciardo dal team sarebbe arrivato con un filo d'anticipo sulle intese, circostanza che avrebbe lasciato la RedBull a bocca aperta e, soprattutto, con una decisione ancora da prendere per riempire il seggiolino abbandonato. I media hanno passato in rassegna praticamente tutti i nomi del tabellone, dai quasi appiedati Force India al vecchio classico Alonso
Per ribadire quel vecchio motto per cui "tutti lo vogliono ma nessuno se lo prende" ha preso la parola Chris Horner ad assicurare che nessuno stava puntando gli occhi sulla vecchia gloria perchè "He tends to cause a bit of chaos". L'ha toccata piano. 
Alonso, che notoriamente sono anni che sta cercando un modo per scappare dalla McLaren, per smentire a pieno quello che in giro si dice lui... ha causato un po' di caos rispondendo stizzito alle dichiarazioni con una sequenza di 18 emoticon sorridenti ed un laconico "summer hit". 
Dalla scorsa settimana no grazie.

- 4 - 

Addio alle armi

Effettivamente quest'anno non era ancora partito alcun tormentone intorno al futuro motoristico di Fernando Alonso. Tutti gli anni è sempre la stessa storia, altro che summer hit. Tutti lo ignorano, lui se la prende, inizia con dichiarazioni a casaccio del tipo "ve lo dico a settembre", "ve lo dico  a Natale", "apro la busta A, la B o la C?". Momenti di altissima tensione che nessuno richiede e per i quali nessuno rimane mai davvero in tensione e, visto che quest'anno più che mai, tutti gli occhi erano puntati altrove, ha dovuto mettere in moto un piccolo giochino simpatico sui suoi social network con improbabili conti alla rovescia ed escalation di ansia che sinceramente non ho provato. 
Siamo giunti quindi al grande giorno della rivelazione e indovinate un po'? Alla tenenera età di 250 anni, tutti maturati dopo la nascita di cristo, giacchè è proprio lui cristo sceso in terra, Fernando ha dichiarato di ritirarsi dal magico mondo della Formula 1. 
Un minuto di silenzio. 
Credo di essere la principale hater di Fernando da quando il termine hater non esisteva neanche. Almeno nei termini in cui lo intendiamo oggi. Ho sperato, pregato e poi pianto di gioia davanti ad ogni sua sconfitta. L'ho maledetto quando si è portato a casa il titolo mondiale che sarebbe dovuto essere il canto del cigno del caro vecchio Zio Mickey. Sono saltata sul divano persino quando nel 2007 Raikkonen si è inaspettatatamente portato a casa il titolo mondiale. Ho puntato lungamente il mio ditino accusatorio davanti allo scandalo McLaren 2007, allo scandalo Piquet 2008 ed anche davanti ai suoi conti in Svizzera. Ho aspettato questo momento da quando girava en pendant con Trulli con il codino da barboncino sopra la testa... e una volta arrivato non ho saputo esattamente come reagire. Da un certo punto di vista: poca sorpresa, per come stavano andando le cose negli ultimi anni non è che si ci potesse aspettare molto di diverso. Vero è che per le sommine che annualmente si portava a casa io mi sarei accontentata di stare in ultima fila a mugugnare in team radio, ma io sono genovese e forse lui ne ha già accumulati talmente tanti da non sapere più che farsene. Da un altro punto di vista terrei scaramanticamente il silenzio ancora per un po' avendo paura di un gran ritorno di fiamma Felipe's style. Da un quarto punto di vista: io tifo contro Alonso da quando seguo la Formula 1. Io tifo contro Alonso più di quanto abbia mai tifato a favore di qualcuno. Esattamente cosa farò il prossimo anno? Forse chiudo tutto e apro un blog sui tornei di bocce.
Scherzi a parte: io lo so che gli mancherò.
Qualcuno ha pure reclamato la ricerca di un nuovo cattivo in pista, ma questo pare chiaro che lo abbiamo già trovato. E' Kid Verstappen!

- 5 -

- Gasly vittima sacrificale - 

Dura la vita della prossima seconda guida Red Bull. Prima di tutto perchè ciò che deve essere rimpiazzato è un Ricciardo, non uno qualunque. Seconda nota: comunque vada Verstappen avrà la meglio su di lui. 
Onore al merito alla Red Bull: questi non hanno mai giocato pesantemente con gli ordini di squadra. Già Vettel e Webber furono lasciati a lottare liberamente fra di loro e, se così non fosse stato, probabilmente Vettel non avrebbe mai portato a casa il proprio primo titolo mondiale e oggi racconteremmo una storia differente. Si sono sempe presi a gomitate tra di loro così come Vettel - quattro volte titolo mondiale - non fu mai fatto prevalere a Ricciardo appena arrivato in squadra. Nello stesso modo abbiamo visto Ricciardo e Verstappen darsele di santa ragione... non per questo ritengo che Gasly avrà vita facile. Tutte le attenzioni saranno ancora riposte sul bimbo ribelle col rischio serissimo di finire sfruttato e maltrattato come un Kvyat qualunque. Promosso in prima squadra prima che i tempi fossero maturi, ingoiato e digerito dal sistema non appena non c'è stato più bisogno di lui.

- 6 - 

Alo's out - Sainz's in

Per un Alonso che esce c'è un Sainz che rientra. 
Ricordo un intervista di un trilione di anni fa, più o meno periodo Zio Mickey in Mercedes, in cui questo ha dichiarato al mondo di essersi - a suo tempo - ritirato dalla Formula 1 per salvare il posto a Felipe Baby dopo che il cavallino aveva puntato gli occhi su Kimi Raikkonen
Io Alonso lo vedo un po' così: uno che fra un paio d'anni, anni in cui non si sarà tolto dai piedi neanche per sbaglio, se ne uscirà fuori dicendo di aver salvato le chiappe all'amico Carlos
Già, perchè per quanto Sainz oggi finga di essere orgoglioso del proprio ingresso in McLaren avendo così coronato il sogno di quando era piccolo, in realtà è andato ad un solo micro passo dall'essere appiedato. Riassunto delle puntate precedenti. 
CS era pilota storico della Toro Rosso, grandissimo figlio di papà, che per anni ha puntato i piedi e pianto come un dannato davanti alla mancata intenzione del team di promuoverlo in RedBull. Per dimostrargli quanto teneressero davvero a lui e alle sue doti innate, per questo 2018 è stato "impresato" alla Renault... e confidavano talmente tanto nelle sue doti che, addirittura, è stato cacciato via con qualche gara di anticipo già sul finire del 2017. 
Scaduto il prestito avrebbe potuto tornare alla casa madre. In Red Bull c'era già un posticino libero e coccoloso ad accoglierlo, grazie alla partenza di Ricciardo, ma questi hanno fatto finta di niente e, piuttosto, lo hanno lasciato vuoto per settimane per poi darlo  a Gasly. Sarebbe potuto, eventualmente, tornare proprio in Toro Rosso, riprendendo il suo posto nel frattempo lasciato vuoto da Gasly ma, anche qua, hanno spento tutte le luci e non risposto alle telefonate, facendo finta che in casa non ci fosse nessuno. 
L'unico che, nonostante il padre pagante alle spalle non è riuscito a trovare una seggiola dove far sprofondare le proprie chiappe. E pensare che gli avevo anche predetto una mezza promozione in Ferrari... ma dove avevo la testa?!

martedì 31 luglio 2018

Gran Premio di Ungheria - Gara

Resoconto sintetico delle vicende dello scorso week end. Al sabato Hamilton ha preso la pole position sotto la pioggia, poi Robin Raikkonen ha mangiato un gelato ed il mondo ha avuto occhi solo per lui.
Alla domenica Hamilton è tornato a vincere ma, una volta scesi tutti dalle loro vetture, Robin Raikkonen ha allungato le sue braccine verso il padre ed il mondo ha avuto occhi solo per lui. Quindi è salito sul podio con una bottiglia d’acqua ed ha mostrato al mondo di non aver affatto preso dal padre. Prima di tutto, perchè quella bottiglia il padre se la sarebbe bevuta, in secondo luogo perchè il padre non ci sarebbe andato con dell’acqua ma, al massimo, con della Vodka. In ogni caso il mondo ha avuto definitivamente occhi solo per lui e di quello che combinano Hamilton, Vettel, Bottas e tutto il cucuzzaro ha smesso di fregargliene una volta per tutte.
Spiace dirlo ma Robin Raikkonen is the new Felipinho Massa.
Resoconto del week end per chi ha qualche minuto in più da spenderci dietro. Prima di tutto Hamilton si è preso la pole al sabato sotto la pioggia, cosa che non è da tutti, soprattutto perchè le condizioni della pista mutavano di secondo in secondo. Diciamo che c’è voluta una buona combinazione tra culo, tempismo e capacità di non scivolare sotto la pioggia. Capacità di non scivolare che, in effetti, hanno avuto anche le due Ferrari forse prese dal panico di replicare i fattacci tedeschi. In questo modo Raikkonen terzo, Vettel quarto.
Per la domenica la previsione meteo era del tutto differente e differenti sarebbero dovute essere le prestazioni in pista, là dove le Ferrari minacciavano di far faville sull’asciutto.
Parliamoci chiaro: la gara è iniziata e un’infinità dopo è calata la bandiera a scacchi e, finalmente, si è conclusa. Qua nessuno ha fatto faville e, se non fosse stato per Ricciardo, non avremmo avuto assolutamente niente a cui puntare lo sguardo.
In RedBull tanto per cambiare marca male in fatto di affidabilità: Danny dovuto partire in millesima posizione, ha recuperato tutto, un sorpasso dopo l’altro fino alla quinta piazza, kid Max non ha visto il decimo giro in pista dopo un clamoroso no power urlato a pieni polmoni. E’ un peccato, proprio ora che ha imparato a partire senza schiantarsi a destra e a manca.
Là davanti, buona la gara di Hamilton che “semplicemente” è partito e ha tirato dritto fino alla fine, buona anche quella delle due Ferrari, dove a questo giro nessuno è stato mobbizzato. Più o meno. Perchè quel oops! Ci siamo dimenticati di collegarti la cannuccia al bicchiere in team radio a Raikkonen in pochi l’hanno tollerato.
In ogni modo, assetato e disidratato, ma alla fine c’è arrivato. L’ha terza piazza l’ha persa praticamente al via in favore di Vettel. Non perderla sarebbe stato del tutto inutile visto che l’avrebbero obbligato a cedere il passo prima della fine della gara. Se poi non avesse anche un bel divieto di sorpasso sul compagno sarebbe anche riuscito a riprendersela prima della fine essendo chiaramente faster than him.
Se la gara si fosse conclusa a cinque giri dalla fine credo he sarei qui, come tutti, ad insultare in lungo e in largo la prestazione di Bottas, secondo ma a 17 secondi di ditacco da Hamilton. Una roba imbarazzante andata avanti dall’inizio della gara. In quegli ultimi cinque giri, però, ne sono successe un po’ di tutti i colori. Vettel, dopo circa 95 giri di tampinamento, è riuscito ad avvicinarsi abbastanza per tentare un sorpasso. Sorpasso, tentato e riuscito anche se, in uscita dalla manovra, i due si sono toccati il che ovviamente incrimina il povero Bottas per lesa maestà o qualcosa di questo genere.
Le cose, tra l’altro, proprio a lui non sono andate molto bene. Un ala frantumata, due posizioni perse in un sol boccone, una terza piazza persa dopo l’avvicinamento di Ricciardo. Le cose sono andate più o meno così: Ricciardo si avvicina, tenta il sorpasso, Bottas gli entra nella fiancata, Ricciardo con buco nella pancia continua la sua corsa, dal muretto invitano Bottas a restituire la posizione per scongiurare altre azioni, quindi Bottas quinto e le Ferrari sul podio. Poi sul podio arriva anche Robin ma sono cose che abbiamo già allegramente detto sopra.
Da questi pochi attimi concitati di gara sono scaturite nei confronti di Bottas le peggio polemiche che essere umano non può neanche immaginare. Dal kamikaze in poi è parso tutto lecito, all’esito di una gara che, al netto di tutte le mie critiche, oggettivamente non è andata tanto male. Aggiungo che, prima di questi benedetti cinque giri dalla conclusione, io sono piuttosto certa di aver letto in giro dei commenti assolutamente favorevoli a nominarlo driver of the day. Fino a cinque giri dalla fine eravamo tutti dietro a considerare come stesse tenendo testa a due ferrari indiavolate, come stesse reagendo dignitosamente al doppio cambio di strategia in corso di gara, ed attendendo in fibrillazione la doppietta Mercedes. Perchè non dovremmo neanche dimenticarci che, dopo un primo pit stop anticipato per reagire d’istinto al pit super anticipato di Raikkonen, gli è stato di fatto annullato il secondo cambio per evitare di perdere posizioni. Al momento del fattaccio con Vettel, a cinque giri dalla conclusione, possiamo dire con assoluta certezza che le sue gomme fossero alla frutta, a differenza di quelle di Vettel, vecchie ma non vecchissime, essendo andato sulla sola sosta avanzata, e a differenza di Raikkonen che si è portato a casa con successo il secondo cambio.
Al momento del fattaccio con Ricciardo, a cinque giri meno un pezzo dalla conclusione, possiamo dire con certezza che le sue gomme fossero alla frutta e che la sua ala fosse in frantumi, a differenza di quella di chiunque altro nei dintorni e che, in quelle condizioni, non riuscire a tenere la macchina in pista è più che normale. Oltre al necessario scazzo per l’aver visto l’ennesima gara della stagione andare in pappa a pochi giri dal traguardo.
Mica per niente i commissari hanno investigato sul contatto con Ricciardo, mica quello con Vettel. Giusto per mettere gli animi a tacere gli hanno persino piazzato lì una punizioncina, dieci secondi di penalità nell’ordine di arrivo che, a conti fatti, non gli fa perdere neanche mezzo punto avendo l’eternità di vantaggio dal sesto qualificato.
The end.
Anzi no, perchè è a questo punto che ha avuto inizio il Robin Raikkonen show.

martedì 24 luglio 2018

Gran Premio di Germania 2018 - Post Scriptum

Non credevo di dover essere proprio io, in questo momento, a dover dire una cosa di questo genere. Ma a quanto pare. Rimangiatevi immediatamente ognuna delle critiche che state lanciando nei confronti di SebVettel, di Kimi Raikkonen e di tutto il cucuzzaro di rosso vestito.
L’incidente di SebVettel, lo schianto contro il muro, le imprecazioni in sei lingue differenti post botto e tutto quel lancio di ghiaia e sassi non sono altro che buona parte del motivo per cui questo mondiale 2018 ci sta entusiasmando tanto. Non so voi, ma lo stato delle mie unghie è al minimo storico. Se la tensione è palpabile per noi, chi può ben dire cosa sta accadendo a bordo pista?
Scivolone sotto la pioggia a parte, SebVettel resta uno dei più grandi piloti dei nostri giorni, quattro volte campione del mondo e tutto il resto. Ho sempre tifato per lui, prima che passasse al lato oscuro, ma non è che cambio opinione nei suoi confronti per questo motivo. Quest’anno non siamo ancora arrivati né al giro di boa, né alla pausa estiva e le sorti del mondiale, come abbiamo ormai già ben visto, possono ancora tranquillamente mutare da un secondo all’altro. Gara dopo gara, pole position dopo pole position. Severi ed ingiuste le critiche nei suoi confronti, così come severe ed ingiuste sono quelle piovute addosso a Raikkonen, reo di non essere stato al posto giusto nel momento giusto.
Cari miei, ma cosa volete da lui? Al momento giusto nel posto giusto c’era finchè non gli è stato intimato di togliersi dalle palle perchè quello dietro di lui scalciava neanche avesse il pepe sotto al sedere. Non è che prima gli si può dire di sparire e un secondo dopo, cambiare idea, ripensarci, pretendere da lui quello che stava offrendo un secondo prima.
E’ proprio a questo punto che quella benedetta seconda posizione nella classifica costruttori è del tutto meritata!
Una parentesi a parte deve essere dedicata a quelli che, all’esito della gara, se la prendono pure un po’ con Bottas, quasi a voler giustificare così quello che è successo in Ferrari. Beh, non è che sia proprio la stessa cosa. Prima di tutto perchè se vi mettete a paragonare un Bottas con un Raikkonen non avete capito niente della Formula 1 degli ultimi 15 anni. Mica per altro ma 15 anni fa Bottas non c’era. In secondo luogo perchè è ancora piuttosto rilevante distinguere un “togliti di mezzo” da un “manteniamo le posizioni”.
Nel primo caso eravamo a metà gara, con il futuro aperto davanti a noi, con un Vettel privo del giusto controllo della vettura, che già aveva spiattellato tutte le vecchie gomme, che non appena ha montato le nuove, invece di maturare giri veloci su giri veloci, come tutti gli altri che stavano montando gomme nuove proprio in quegli istanti, è tornato a spiattellarle a destra e a manca sbuffando in team radio perchè nessuno faceva niente per spianargli la strada verso la vittoria. Ci avesse provato mezza volta a fare un sorpasso.
Nel secondo caso eravamo in mezzo al caos più totale: Vettel, con le gomme spiattellate di cui sopra, era appena finito a muro dopo le prime quattro gocce di pioggia e stava ancora lanciando ghiaietta a bordo pista. Nella foga del cambio gomme improvvisato dall’ingresso della SC, in box Mercedes stava riuscendo nella epica impresa di autosabotarsi entrambe le vetture, il pit di Bottas è durato un’eternità, quello di Hamilton è saltato e, all’esito di tutta questa macabra vicenda, sono finiti in testa alla gara. Aveva davvero senso lasciare entrambi i propri piloti, di cui uno con gomma vecchia, su pista bagnata a lottare tra di loro quando stando buoni e fermi hanno portato a casa la testa delle classifiche? Si può veramente biasimare quel “smettetela immediatamente o vi straccio i contratti” mentre il fantasma di Nico Rosberg stava ancora girando indisturbato per il box?

lunedì 23 luglio 2018

Gran Premio di Germania 2018 - Gara

Probabilmente tutto ha avuto inizio a Silverstone, proprio nel momento in cui si sono spenti i semafori, Raikkonen si è schiantato su Hamilton ... ma di tutto questo abbiamo già parlato. Quello che in realtà abbiamo un po' tralasciato è che, alla fine della gara, con Hamilton sul podio, terza piazza dietro i Ferrari boyz, che, prima ha parcheggiato la macchina e se ne è andato, ignorando di brutto le interviste di rito, poi ha ignorato Raikkonen andato a stingergli. Il bello della scena, in ogni caso, lo abbiamo avuto post-gara, durante la conferenza stampa, quando Hamilton, pacatamente ma ai microfoni di mezzo mondo si è domandato quale sia la strategia Ferrari se gara dopo gara l'obiettivo sembra essere sempre quello di far fuori un Mercedez. Impeccabili le espressioni in volto dei Ferrari boyz al suo fianco che non hanno mosso neanche un sopracciglio e, nel caso di Raikkonen, questa non è neanche una metafora.
Se loro non hanno osato replicare, implacabile è stata la reazione del web che, per la cronaca, non ha trovato niente di meglio con cui rispondere che non fosse il MEME dello schianto in pit lane di Canada 2008. Momento epico, se posso dirlo, ma che poco ha a che fare con quanto stiamo vivendo ora, non fosse altro perchè sono trascorsi 10 anni da quel momento. Grazie all'inestimabile lavoro del PR manager di Lewis, che sono certa non venga pagato abbastanza per quello che fa, questo ha tentato di mettere una toppa ai propri casini, ha confessato di aver capito di aver detto una cazzata in conferenza, ha accettato le scuse di Raikkonen riconoscendo che quanto successo in pista è stato solo un incidente e si è scusato per esser scappato via prima dell'intervista essendo, purtroppo, esausto dopo una gara a quell'intensità. 
Possiamo crederci, possiamo non farlo, in ogni caso il mondo è arrivato incazzato come iena nei suoi confronti perchè Kimi è istituzione e non si tocca. Punto. Ed abbiamo riso a pieni polmoni nel momento in cui le sue qualifiche sono andate in vacca e lo abbiamo visto prima scendere dalla vettura indiavolato per spingerla fino ai box, per poi arrendersi ed accasciarsi accanto a questa rimasto quasi senza speranza per il campionato. 
Se devo essere sincera, ancora non ho capito perchè quando protagonista di una vicenda simile è stato Alonso, tra l'altro già a bordo di una McLaren farlocca, quello era il simbolo della tenacia di un grande campione, in questo caso era solo una "scenetta" messa in piedi per impietosire. C'è stato pure chi è andato a richiamare la volta in cui Hakkinen si è messo a piangere a bordo pista e quello che si può dire in questo caso è che, almeno Lewis ha tenuto il casco in testa. In ogni caso, qualunque cosa abbiate da dire, sappiate che non vi biasimo affatto: posso seriamente capire che se qualcuno ti sta sulle palle ogni suo gesto vada, di conseguenza, in quella direzione. Un filo di coerenza non guasterebbe, ma vi capisco.
Ritornando al discorso per cui Kimi è un istituzione e non si tocca, all'esito della gara odierna, ancora e più che mai, torna a sventolare alta la bandiera del #FreeKimi, usato e maltrattato con quel tocco di sfiga in dotazione per cui quello che lo riguarda non è neanche l'evento centrale della giornata. 
La gara inizia con Hamilton nelle retrovie, in quattordicesima piazza, a non troppa distanza da quell'altra vittie società che si chiama Ricciardo.  Uno che non meriterebbe mai nella vita di essere in coda alle due Williams, soprattutto se consideriamo che Verstappen bazzica nelle prime posizioni. 
In pole position il caro Vettel che primo era e primo rimane essendo chiaramente privo di competitor in queste fasi iniziali. Dalle retrovie una dopo l'altra Hamilton sembra recuperare tutto il ritardo accumulato, risalendo la montagna fino alla quinta piazza. Mentre tutti cambiavano le gomme, stoicamente lui rimaneva in pista, resistendo contro tutto e contro tutti, anche quelli che andavano avanti a controllare lo stato delle posteriori con la lente d'ingrandimento. L'evento più atteso della giornata era l'arrivo magico della pioggia, che avrebbe potuto risollevare i destini del mondo... e noi poveri stolti credavamo veramente che dal box Mercedes non aspettassero altro che la pioggia arrivasse per davvero prima di far rientrare Lewis e montargli una volta per tutte le gomme da pioggia. Invece no. Perchè questo è stato richiamato proprio cinque minuti prima dell'evento tanto atteso e, con James al comando e Nico alle spalle di Toto Wolff nelle fasi iniziali del GP, questo passo sarebbe potuto essere molto più azzardato del previsto. Ma prima dedichiamoci ad altre faccende e, nello specifico, prima ci dobbiamo dedicare a double trouble in rosso.
La strategia del cambio gomme è stata probabilmente un po' troppo lasciata al caso, forse, addirittura, con la consapevolezza che, con Vettel in prima piazza, nulla sarebbe stato irrimediabile. L'obiettivo era quello di contrastare la risalita di Hamilton anticipando in buona misura la sosta di Raikkonen. Conseguenza imprevista il fatto che, dopo il rientro di Vettel, è andato a buon fine l'unico undercut della storia. Che poi, voglio dire, queste cose non riescono mai neanche quando uno lo vorrebbe e guarda te se devono riuscire così a casaccio. Quanto tempo è trascorso prima che quello dietro iniziasse a sbuffare e lamentarsi con il Grande Fratello perchè qualcuno facesse qualcosa? Troppo poco perchè questo non sia diventato indecoroso per tutti: per Raikkonen, per il team al muretto che ha assecondato il suo volere e per lui stesso che sono certa sia meglio di un Alonso qualunque, allora perchè comportarsi come tale? La scena portata avanti dal muretto semplicemente indegna: se è chiaro, come è chiaro, che Kimi deve essere asservito al volere del jolly rampante, allora che abbiano il coraggio di dire "togliti dai piedi e lascialo passare". Oggi abbiamo assistito a qualcosa che è forse peggio di qualunque "Fernando is faster than you" della storia, un tergiversare senza senso che ha portato Raikkonen allo sbotto definitivo, modello fidanzata psicopatica: "If you want me to let him go, just tell me..."! E tutto questo guidando dalla prima piazza a 300 Km/h. Idolo delle masse incontrastato! Qualcosa che sono certa non si meriti assolutamente che, tra l'altro, stava per essere ripagato con la stessa moneta con cui sono fatti i contratti. Se solo non fosse iniziato a piovere...
... si perchè, a quel punto, è pure arrivata l'aspettata pioggia. Raikkonen era in una di quelle fasi indiavolate del tipo "tu rovini la gara a me e io la rovino a te", un paio di fuoripista repentini, una piazza persa su Bottas, poi il fattaccio: Vettel finisce drammaticamente a muro.
Per quanto sia stata aspettata la pioggia, tutti i team al momento giusto sono parsi impreparati. Come se si domandassero che cosa stavano facendo lì in quel momento. Il che ha dell'incredibile se ci si pensa per benino. Probabilmente perchè quando la pioggia ha deciso di scendere non l'ha fatto come dio comanda ma a chiazze. Un po' qua ed un po' la a casaccio, senza soluzione di continuità. In ogni caso hanno tutti deciso di rimanere con le loro belle gommine da asciutto, senza neanche pensare per un momento alle intermedie... con conseguenze inevitabili. 
Ciò che non ci saremmo aspettati di vedere, in ogni caso, è che a perdere il controllo della propria vettura fosse proprio un Vettel, non l'ultimo dei teen paganti. La svista è stata fatale, l'impatto contro il muro inevitabile, la distruzione della vettura irreparabile. Per lui gara interrotta sul più bello e... safety car in pista. E' tutta una questione di karma.
Safety car che, quest'anno, in area Mercedes sta creando dei momenti di panico. Anche questa volta non sembrano saper bene come reagire. Prima chiamano tutti e due, poi Bottas ha dei problemi, intimano ad Hamilton di restare fuori e, proprio in zona cesarini lui riesce a tornare in pista ed evitare la corsia. Tra l'altro passando sopra l'erba bagnata che, in un momento tanto delicato della gara, non è stata proprio la scelta più occulata. Fato vuole, in ogni caso, che le sue gommine fossero abbastanza nuove e, pur saltando l'ingresso ai box, non creassero particolari problemi, ringraziando anche il fatto che, nel frattempo, la pioggia era andata a scemare e le condizioni della pista non sono drammaticamente peggiorate. 
Con l'ingresso di tutti gli altri in pista la conseguenza è stata inevitabile: Lewis era in prima piazza, alla faccia di quelli che gongolavano guardandolo spingere la vettura in pista, tra l'altro. 
All'ingresso della Safety i giri rimasti alla bandiera a scacchi erano solo 10, avremmo pensato di veder ormai la gara chiusa così in bellezza, con Bottas in seconda piazza proteggere la testa della vittoria dalle Ferrari ma, forse, giusto per un attimo, si deve esser dimenticato di quelle clausoline scritte in piccolo in fondo alla pagina. Qualcosa che reciti una solfa del tipo: smettila di fare casino!
 No, perchè il piccolo Bottas ha pure pensato di voler dar battaglia al proprio compagno di squadra e lottare per la vittoria a sua volta. Ingenuo. Dall'alto è giunta implacabile la vocina di chi lo ha esortato a mantenere le posizioni e non rischiare di mandare in pappa il miracolo che si era appena materializzato davanti ai loro occhi ed è sembrato anche accettarlo di buon cuore. Anche perchè diversamente gli stracciavano il contratto, quindi voglio vedere io se non accettava. 
Nota a margine: se sciaguratamente non avesse accettato e fossero finiti al contatto, a vincere questa maledetta gara ci sarebbe arrivato Raikkonen. Faccenda già di per sè piuttosto epica, visti i precedenti. Circostanza ancora più epica il fatto che sul podio sarebbe arrivato persino Hulkenberg: l'uomo dalla statistica maledetta. 
Giunti a questo punto della nostra storia, io però voglio rivelarvi un piccolo segreto. Un segreto che chiarisce il motivo di tutto quello a cui abbiamo assistito oggi. E giuro che non c'entrano niente le crisi mistiche del caro Lewis, che fino a 24 ore fa citava Nelson Mandela per mettere a tacere le malelingue che gongolavano delle sue sciagure e oggi ringrazia dio, che tanto ha pregato prima della gara. Anche perchè credo che in entrambi i casi i due soggetti siano stati tirati in ballo un po' invano. Mi sono interrogata a lungo su come sia possibile che questo sia successo, nonostante le evidente macumbe esercitate da Nico Rosberg fin dal giorno precedente. Qual è la tesserina mancante al mio puzzle? Cosa c'è che non va nel quadro che ho appena dipinto?
Ci vuole una forza uguale e contraria. Anzi, una forza contraria ma molto più potente per contrastare la prima maledizione e ribaltare le sorti della partita. Altrimenti il risultato sarebbe pari a zero. Qual è unica forza in grado di generare così tanta morte e distruzione? La presenza del padre ai box. Padre che, per l'occasione specifica, è quello di Vettel. Cambiano i padri non cambiano gli effetti.
Tra l'altro oggi mancava anche il caro Jos e Kid Verstappen è arrivato quarto.