lunedì 14 ottobre 2019

Giappone 2019 - Gara

Benvenuto in Giappone, dove tutto è successo assolutamente a casaccio e, alla fine dei giochi, ha vinto l'unico al quale avremmo voluto dire ah, ma ci sei anche te?!
Tutto è inevitabilmente iniziato con le qualifiche che, secondo la migliore sorte alla quale questo GP è stato destinato, si sono svolte di domenica mattina. Domenica mattina che, secondo il nostro fuso orario, in realtà era notte quindi non si sono mai svolte. Ed è così che domenica ci siamo svegliati e le ferrari erano in prima fila e per un attimo abbiamo seriamente pensato di star ancora sognando. Eppure no. Non era neanche un salto nel passato. Vettel in prima posizione, vicino a Leclerc, pronto a dare il meglio di sé in una di quelle poche occasioni della stagione in cui nessuno gli stava dando del bollito. Tutto questo è meraviglioso. In seconda fila le due Mercedes, ma in ordine inverso, ovvero: Bottas terzo, Hamilton virtualmente fuori dal podio, dietro tutti gli altri. In ordine sparso o poco più. 
Quindi le vetture partono e si spengono i semafori. 
E questo non è un lapsus. Normalmente le cose andrebbero nell'ordine inverso ma non è colpa mia se di solito in prima piazza non c'è Vettel che, ancora inebriato da tutta quella faccenda di non essere un bollito, nel dubbio è partito, poi si sono spenti i semafori rossi, poi Bottas dalla terza piazza lo ha beffato come poche altre volte nella vita e si è preso la testa della gara. 
Tutto bene quel che finisce bene: Vettel non verrà sanzionato perchè, apparentemente, è partito prima ma non molto prima, o comunque non ha fatto molta strada, o comunque i sensori non hanno registrato il movimento e anche se milioni di telecamere lo hanno visto va bene così.
Va molto bene anche per Leclerc che finisce a sportellate con Verstappen, il RedBull piroetta, finisce in coda al gruppo poi si rompe le balle di quella monotonia e si ritira. Destino beffardo anche per Leclerc che sfracella la vettura, lancia detriti contro Hamilton dietro di sè, apprezza la strategia dell'inglese che per non essere colpito teneva le distanze e, ammirato dal distacco, decide di non rientrare a farsi mettere un cerotto sul musetto.
Scelta strategica cannata per due differenti ragioni. Da un lato perchè, dopo aver sfracellato la vettura ancora un po', al box c'è dovuto rientrare al giro successivo perdendo ancora più tempo, dall'altro lato perchè ha seriamente rischiato che lo squalificassero per manifesta pericolosità in pista. Terzo lato opzionale, perchè a fine gara per tutto questo è stato sanzionato perdendo una piazza. Tanto per lo scontro, quanto per il non essere rientrato ai box. Non so se sia il caso di congratularsi più con lui che è rimasto in pista o con il muretto che non lo ha richiamato... ma tant'è. 
In estrema sintesi: come prendere una doppietta e buttarla nel gabinetto facendo mola attenzione a tirare lo sciacquone. 
Gara assolutamente a casaccio anche per le Mercedes, uno (Bottas) concentrato su una strategia a due soste, l'altro (Hamilton) che invece puntava alla sola sosta. Tutto questo con un grosso enorme punto interrogativo al box: perchè mai, con due strategie tanto differenti, sono stati richiamati a cambiar gomme a soli tre giri di distanza l'uno dall'altro? Il problema, alla fine di tutti i discorsi, è che al momento decisivo i casi erano solo due: o Bottas non aveva avrebbe affatto avuto bisogno di cambiar gomme ma era obbligato dalla strategia dovendo montare un set differente, o Hamilton non sarebbe mai potuto arrivare in fondo con le sue... mandando al vento tutti i progetti. Ma forse l'interrogativo migliore sarebbe stato: qui chi facciamo vincere?
Perchè far rientrare Bottas per montare l'ultimo set significava allontanarlo dalla prima piazza in favore di Hamilton... e lasciar così vincere Hamilton a beffe dell'amico? Far rientrare Hamilton senza che ne avesse bisogno avrebbe significato prendere una vittoria e mandarla alle ortiche... ma subire per altri 15 giorni il broncio di Bottas-vittima-della-società
Ed è così che Vettel può ringraziare le sconclusionate strategie al muretto Mercedes per quel cambio gomme di cui probabilmente nessuno avrebbe sentito la necessità che ha relegato Hamilton in terza piazza, regalando al ferrarista una seconda piazza che sembrava ormai sfumata e a tutti noi l'unico momento degno di questa gara, ovvero la battaglia finale - nella quale ovviamente nessuno credeva - tra 10 titoli mondiali in due. 
A rallegrare un po' le sorti di un team che, altrimenti, questa sera avrebbe davvero potuto passare momenti infelici, l'incoronazione matematica del sesto consecutivo titolo costruttori per la Mercedes che ha costretto tutti ad indossare la maglietta della festa, intonare (più o meno) we are the champions ... e le due prime guide a condividere, del tutto inaspettatamente, il volo del ritorno verso la madre patria.

domenica 29 settembre 2019

Russia 2019 - Gara

Solo una settimana fa stavamo celebando la gara più politicamente corretta della storia, la gara che aveva fatto tutti felici senza sapere neanche perchè... ed oggi le carte in tavola si sono scombinate un altra volta. Come siamo arrivati a questo punto? Cosa è stato delle nostre domeniche allegre? Cosa ne sarà di noi?
A Singapore tutto sembrava perfetto. Era felice Vettel per prima vittoria ufficiale dell'anno. Era felice la Ferrari per la doppietta che non si vedeva dal 45 a.C. in grado di commuovere anche i più insensibili. Era felice anche Hamilton dalla sua quarta piazza dalla quale ha controllato la situazione senza esporsi troppo: niente giro podio e interviste barbose che fanno perdere tempo prezioso, Vettel e Leclerc, alternandosi sul gradino più alto del podio, non rischiano di mettere in serio pericolo il titolo mondiale e Bottas, l'unico che potrebbe quasi ancora sperarci, debitamente tenuto alle spalle. Non mi stupirebbe neanche se venisse fuori che il signor Liberty Media si è mosso in prima persona per chiedere ai signori Mercedes di alzare un pochino il piede per lasciar giocare anche gli altri e ridare un senso a questa stagione che è parsa chiudersi già alla quarta gara, attirando tutti gli spettatori che in questo contesto stanno un po' perdendo la motivazione.
Mica per niente il mondo è tornato magicamente a parlare di mondiale riaperto come se recuperare a Leclerc quei 100 punti di distacco dalla testa della classifica in 6 gare fosse davvero praticabile, come se fosse un obiettivo a cui puntare senza implicitamente sottintendere che Hamilton debba rompersi un femore ed essere costretto a letto per i prossimi mesi a causa di un frontale con Bottas che assicura, anche a quest'ultimo, la stessa sorte. Ecco, forse, in questo caso, se entrambi i Mercedes si ritirassero dalle competizioni, forse anche Leclerc, confidando nell'affidabilità della vettura, potrebbe seriamente puntare al titolo mondiale. 
Solo una settimana fa eravamo tutti felici... oggi Hamilton è tornato a vincere, ma è solo culo, Bottas ha recuperato tre posizioni arrivando secondo, ma è solo un tappo, Leclerc terzo in realtà il migliore di tutti, il predestinato, la leggenda, ma il mondo ha complottato contro di lui ... e Vettel ha disobbedito ad un ordine del team, TAGLIATEGLI LA TESTA!
Vediamo di ricapitolare. 
LEC - HAM - VET
Anche questo week end le Ferrari avevano dimostrato buone prestazioni in pista fin dalle prove libere del venerdì. Vettel aveva anche dimostrato di essere molto bravo a piroettare per un nonnulla... e lo scenario di è riproposto papale papale anche in qualifica. Vettel piroetta, Leclerc fa buoni tempi, Hamilton sorprende tutti e, senza chiedere il permesso, si piazza tra una Ferrari e l'altra in griglia di partenza distaccando Bottas, fermatosi quinto. Anche se Verstappen, quarto in qualifica, retrocederà per una di quelle sfighe made in Red Bull alle quali più o meno ci siamo abituati. 
La stategia Ferrari ha del portentoso, partire permettendo a Vettel di prendere la scia a Leclerc in modo tale da superare Hamilton e puntare dritti alla doppietta. Il problema arriva quando, grazie a questo gioco di scie, Vettel supera non solo Hamilton ma anche lo stesso Leclerc che, rimasto a bocca aperta, reclama la sua posizione. La situazione si va ulteriormente ad aggravare per colpa della SC entrata in pista dopo lo schianto in partenza tra Grosjean e Ricciardo che ritarda un po' quelle che sarebbero dovute essere le mosse di assestamento in griglia tra i due uomini in rosso. Nel momento in cui la gara riprende Vettel si trova a buona distanza da Leclerc che implora la posizione ma non riesce a stare abbastanza vicino al compagno di squadra per dimostrare di meritarsela. Vettel preferirebbe rimandere questo momento ancora per un pochino, aspettando di aver distanziato un po' le Mercedes alle loro spalle, al muretto non capiscono più niente e io, per scrupolo, avrei messo in comunicazione direttamente i due piloti perchè se la sbroglino tra di loro e tanti saluti. L'alternativa, di grazia, quale sarebbe dovuta essere? Perdere 3 secondi per permettere a Leclerc di superarlo e ritrovarsi tutti e due a tiro di Hamilton? E lo dice una che tifa per la concorrenza...
Sia Vettel che Leclerc avrebbero potuto avere estremamente ragione nella discussione se non fosse che, sul più bello, è iniziato il giro di pit stop, almeno per i ferraristi che sono partiti su gomma più morbida. Prima è il turno di Leclerc, poi quello di Vettel, giunto decisamente in ritardo e per questo finisce per perdere la posizione su Leclerc. Forse era questa la volontà iniziale del team, forse non lo sapremo mai. Quello che è certo è che in men che non si dica Vettel accosta ed è costretto ad abbandonare la gara, tra gesti stizziti e laconiche dichiarazioni. Neanche a dirlo: SC in pista per far fuori la vettura di Vettel e Mercedes ai box. Con il favore della sorte Hamilton cambia gomme e torna in pista senza perdere la prima piazza. In ferrari non capiscono più niente, fermano un altra volta Leclerc per ricambiargli gomme e mettere anche lui su gomma morbida, in questo modo perde la posizione su Bottas ma questa volta indossa le gomme giuste per la battaglia... che non arriverà mai. Leclerc passa più di 20 giri dietro a Bottas, spesso in zona DRS ma neanche ci prova a fare un sorpasso. Qualche volta fa una finta ma l'azione vera e propria si lascia attendere fino alla bandiera a scacchi dove Hamilton arriverà portandosi dietro anche il giro più veloce. 
HAM - BOT - LEC
Il record mondiale del triplo complotto carpiato credo sia stato raggiunto oggi a riguardo del guasto di Vettel. Da un lato tutti quelli che urlano al disastro Vettel, reo di aver accostato e spento la vettura per ripicca alla strategia del team, come se dentro all'abitacolo ci fosse un tasto on/off o fosse possibile semplicemente girare la chiave, tirare il freno a mano e scendere. Dall'altro lato quelli che vedono il team autore del misfatto, un po' punta alla punizione rivolta a Vettel (se non rispetti il team order ti spengo la vettura e ti arrangi), un po' punta al complotto contro Leclerc per aver fatto fermare Vettel il pista auspicando SC e tutto ciò che ne è conseguito. Poi ci sono quelli che, nel dubbio, non sanno di chi sia la colpa ma Hamilton ci deve aver messo lo zampino perchè non è normale abbia sempre tutto questo culo. Come se essere sempre in zona podio fosse solo una questione di culo. Insomma, qui abbiamo toccato vette altissime.
Parentesi simpatica in tema di giro più veloce. A meno di dieci giri dalla fine gli equilbri sembravano belli che assestati. Leclerc si era già lasciato sfuggire l'attimo per sorpassare Bottas, Hamilton aveva preso la fuga e marciava allegro verso il traguardo, Verstappen aveva scongiurato ognuna delle sue sfighe di giornata e si piazzava comodamente quarto mentre il suo compagno di squadra, sentendo il seggiolino tremargli sotto al sedere, si prendeva di prepotenza la quinta piazza dietro di lui dopo una lotta priva di senso di esistere con la McLaren, trovando una propria stabilità a 25 secondi di distanza da quello davanti. Diciamo una distanza di sicurezza. Passano i giri. Hamilton viene messo in allarme dal suo team: quei 25 secondi porteranno sicuramente Verstappen a portarsi a casa il punto. Leclerc a due giri dalla fine, resosi conto che con Bottas non c'è più nulla da fare, avvisa il team: prima un giro lento poi punterà al giro veloce. Anche lui messo in guardia: lascia perdere che ora Verstappen cambia gomme! Leclerc non ci sta, vuole sapere quanto ha fatto Hamilton per migliorarlo, Hamilton nel dubbio migliora il suo... passano altri giri... e Verstappen non rientra a cambia gomme! Fine della storia triste.

domenica 22 settembre 2019

Singapore 2019 - gara

Benvenuti a Singapore, là dove tendenzialmente la noia regna sovrana... e anche quest'anno non è cambiato niente. 
Non mi interessa assolutamente della vittoria di Vettel, la doppietta ferrari, la terza vittoria di seguito delle Ferrari e campanilismi vari: sono state due ore da lette alle ginocchia, con le tre SC finali a darci il colpo di grazia. 
In queste ultime settimane di euforia ferrarista sono molti quelli che si sono interrogati sull'umore di Vettel. Non dev'essere facile essere lui in questo momento in cui è entrato in scena il predestinato e ha pure raccolto un paio di soddisfazioni lungo il suo percorso. 
Molti sono anche quelli che si sono interrogati sul futuro della Formula 1, Verstappen e Leclerc appaiono ormai pacificamente i portabandiera della prossima generazione, pronti a fare faville in pista, e non dev'essere facile essere Max Verstappen in questo momento in cui ha smesso di essere il giovane rampollo della Formula 1 ed è già costretto a cedere un pezzettino del carro dei vincitori all'ultimo arrivato che, peraltro, ha sua stessa età. 
Non dev'essere facile neanche essere Hamilton, così come per Vettel, tanti mondiali alle sue spalle e tutta questa gioventù che avanza a ricordargli amaramente come i migliori anni della carriera siano già belli che andati e come il prossimo paio d'anni si rendano cruciali per portare a casa il più possibile.
Tutti questi momenti di difficoltà interiore non saranno mai drammatici tanto quanto si sta rendendo essere Valterri Bottas. Arrivato troppo tardi per salire sul carro dei vincitori di Vettel / Hamilton e tutto quello che più o meno è passato nel mezzo e troppo presto per essere una delle nuove stelle. Non ha fatto in tempo a smarcarsi dalla vecchia guardia (e di fatto non l'ha ancora fatto) che già c'è la nuova a bussare alla porta. Ciò che gli si palesa davanti agli occhi è la chiara evidenza che da queste parti non c'è spazio per lui. 
LEC HAM VET VER BOT
Ed è così che abbiamo approcciato a questo GP di Singapore, con una Ferrari che ha dimostrato di avere uno sorpresina nel cassetto da mostrare agli avversari, ed un Verstappen timidamente in seconda fila pronto a ricordare alle due ferrari davanti a sè chi eravamo e che potremmo ritornare
La realtà è sempre molto più deludente delle aspettative. In partenza non succede un accidente, così come non succede niente per i primi venti giri di questo gran premio resosi, per motivi misteriosi, eccessivamente lento anche dagli stessi protagonisti. 
Per ragioni non ben spiegate il passo gara iniziale è stato estremamente lento, c'è chi parlava di 7 secondi più lento del giro qualifica, ma visto che lo diceva in altra lingua non sono certa di aver capito bene, bene, bene. Leclerc faceva da tappo e tutti gli altri dietro, come un simpatico trenino ad un secondo l'uno dall'altro almeno fino alla decima piazza...e nessuno che neanche tentava un maledetto sorpasso. 
Nessuno tentava un sorpasso... tranne Ricciardo che, seriamente, ci ha fatto sognare ci ha ridato un po' di fiducia in questa formula 1 moderna. Partito dall'ultima piazza dopo una squalifica dalla qualifica per menate ingegneristiche sulle quali non intendo soffermarmi neanche un secondo, è riuscito a risalire fino alla terza piazza, per mandare in vacca tutta l'impresa un secondo dopo in un maldestro tentativo di sorpasso su Giovinazzi per il quale è tornato a relegarsi nelle posizioni infami dove ha concluso la gara senza che nessuno fosse disposto ad eleggerlo come driver of the day: voi questo Ricciardo non lo meritate!
Intorno al ventesimo giro la Ferrari mette in scena il colpo gobbo del pit stop anticipato di Vettel, fermatosi insieme a Verstappen, due giri dopo si ferma anche Leclerc, costretto ad accodarsi al compagno di squadra, quindi fermano anche Bottas e, con molta calma, dopo aver tentato di ingobbare i gobbatori anche Hamilton, scivolato in quarta piazza e destinato a non uscirne mai più. 
Quaranta giri e tre SC dopo la gara finisce nelle stesse identiche posizioni di testa. 
VET LEC VER HAM BOT
La gara finisce ma non senza una certa polemica da parte di Leclerc che, in uno dei tanti intermezzi dovuti alle varie SC, si è intrattenuto in simpatici team radio con il suo muretto, team radio durante i quali ha preteso che gli fosse data più potenza promettendo di fare il bravo... andati a concludersi con l'invito del muretto a portare a casa la gara e abbassare la cresta. Leclerc è parso non prendere particolarmente a genio questa situazione, sceso dalla vettura a malapena ha salutato Vettel e ha preteso di fare una di quelle belle sceneggiate in cui il pilota si allontana con scazzo lasciando tutti a bocca aperta ma è stato riportato all'ordine in fretta e piazzato davanti ai microfoni di Coulthard sotto al podio. Ora Leclerc minaccia di pretendere spiegazioni, ma sai quante pastasciutte ti devi ancora mangiare prima di poter solo pensare di poter un giorno pretendere spiegazioni? 

domenica 8 settembre 2019

Italia 2019 - Gara

Se c'è una cosa di cui tutti ci ricorderemo di questo gran premio di Monza 2019 è la totale, definitiva, generale, totalitaria, assoluta debacle delle qualifiche del sabato. Tutto questo si è svolto in Q3, la frenesia delle scie è al proprio massimo splendore, nessuno parla d'altro da tre giorni e già nelle precedenti sessioni di qualifiche questo friccicorio si era già fatto sentire, con piloti che lasciano sfilare altri, che accostano a bordo pista per non essere i primi, come se il proprio destino fosse legato a questo successo. A sei minuti dalla fine della terza sessione Raikkonen, che forse ha capito per primo come sarebbe andata a finire questa cialtronata, si è tolto dai piedi. Si è schiantato a muro, lo sono venuti a prendere con la safety car e bandiere rosse in pista. La sessione è stata interrotta per il tempo necessario a far sparire la sua vettura ma, quando sul più bello i semafori sono tornati verdi, nessuno è sceso in pista. La lancetta girava, i minuti trascorrevano, il tempo rimasto si assottigliava sempre più e, alla fine, si sono lanciati tutti contemporaneamente quando mancavano due minuti. Chi era primo, nuovamente, ha preteso di non esserlo, si è accostato, ha preso la via di fuga, ha rallentato, l'effetto tampone è stato immediato e quando si sono resi conto che i secondi per non prendere la bandiera a scacchi erano agli sgoccioli, hanno accelerato e... magia! Tutti (tranne Sainz e Leclerc, che però era già in pole provvisoria divenuta definitiva) hanno preso bandiera a scacchi e si sono giocati l'ultimo tentativo. Alla faccia della scia data, ricevuta, restituita o mancata. Tutti a casa senza neanche averci provato. Leclerc in pole, Hamilton e Bottas subito dietro, e tutti gli altri a casaccio attori di una cialtronata senza eguali... e sui cieli di Monza suona fragoroso un ben più epico Siete dei scemi! Tutti compresi, tranne Raikkonen, ovviamente. 
Il secondo motivo per cui ci ricorderemo di questo gran premio di Monza è la seconda vittoria in carriera di Leclerc. In un giorno di sole milanese, ancora sotto gli effetti della sbornia della settimana precedente, nel week end che ha definitivamente consegnato nelle sue mani il futuro della Ferrari. Mi faccio passare i brividi sulla schiena e torno subito da voi.
LEC HAM BOT 
In partenza Leclerc ha la meglio su Hamilton che, stava anche per farcela ma poi... è finito a ringraziare di non aver perso la posizione anche su Bottas. La situazione scorre liscia e lineare per tutti quanti... fino al colpo di teatro di Vettel. In partenza Vettel ha da prima perso la piazza a favor di Renault ma è riuscito a recuperare in fretta per iniziare ad avvicinarsi minacciosamente alle spalle delle Mercedes, giusto un attimo prima del grande pandemonio. Di punto in bianco, isolato da tutto e da tutti, Vettel si gira in pista, finisce poco fuori, forza un rientro... e prende in pieno Stroll. Stroll che, per la cronaca, tenta fino all'ultimo di scartarlo, non ci riesce, finisce fuori anche lui e forzando il rientro compie la stessa identica cialtronata del grande maestro a danno di chi stava sopraggiungendo in quel momento. 
Seb è quindi costretto a rientrare per sostituire il musetto e, dopo il rientro in pista, arrivano anche i 10 secondi di penalità. Il team lo ferma subito e rientra in pista in ultima posizione, tenendo compagnia a Raikkonen e Verstappne, anche loro oggi costretti all'esilio per strategie fallimentari e scelte strategiche di dubbio gusto. 
Nel frattempo Hamilton ha anticipato il pit. Prima un falso allarme, meccanici fuori, ma nessun pilota in corsia. Due giri dopo rientra per davvero Hamilton montando gomme gialle. Un giro dopo rientra anche Leclerc che monterà gomme bianche (hard) che avrà modo di ringraziare profondamente a fine gara. 
Hamilton per tutto il tempo si è piazzato nella modalità del suo fantomatico Hammer Time: si è piazzato alle calcagna di Leclerc e ci è tranquillamente restato per 40 giri. Quasi 40 giri sotto il secondo, qualche volta arrivando vicino al sorpasso, qualche volta un po' meno. Qualche volta arrivando vicino al contatto, qualche volta un po' meno. 
La strategia Mercedes ha inoltre valutato qualche piccolissima modifica per il povero Bottas che, una volta ogni tanto, è riuscito a giovare degli svarioni al muretto. Stesse gomme ma quasi 10 giri dopo: a 15 giri dalla fine, quando Hamilton pareva aver già chiesto tutto il chiedibile alla sua vettura senza che ce ne potesse essere altro di scorta, lui pareva cavarsela ancora abbastanza bene. Hamilton finge uno svarione ad una via di fuga, il compagno di squadra casualmente gli prende la piazza. In realtà Bottas pippa è e pippa rimane. Riesce ad arrivare vicino, anche molto vicino a Leclerc ma non tenta neanche per sbaglio un sorpasso, tutto questo mentre Vettel viene doppiato con disonore.
Hamilton e Vettel hanno un problema generazionale: le seconde guide si stanno prendendo gioco di loro!!
LEC BOT HAM
La gara finisce quindi così, nella caciara più assoluta del team Ferrari che urla, salta e festeggia come se questa stagione non avesse già fatto schifo abbastanza da voler chiudere il sipario, con gli Elkan al box che danno sfoggio di tutta la loro sobrietà, con i meccanici che sotto al podio violentano l'inno storpiandone le parole, ma con alcune chicche che, se proprio vogliamo, saranno loro ad essere veramente il motivo per cui ci ricorderemo di questo GP:
- Alonso camuffato da meccanico infiltrato nel bel mezzo del pit stop di Sainz cannando il cambio gomme e obbligando il pilota, pochi metri dopo l'uscita dalla pit lane, a parcheggiare a bordo pista: se non ha mai cavato lui un ragno dal buco con questa McLaren non vedo perchè debbano farlo questi sbarbati;
- Ricciardo quarto e Hulk quintolo, alla faccia di chi gli vuol male; 
- Giovinazzi a punti, anche se doppiato; 
- Leclerc ha superato Vettel in classifica iridata; 
- Rosberg si è espresso negativamente su Verstappen dopo la sua partenza col botto in Belgio. Qualcuno è andato da Verstappen per chiedere opinioni a riguardo ottenendo un Rosberg non era rilevante neanche quando guidava. Hamilton ha pubblicamente applaudito alla sparata ottenendo una replica da Rosberg che, giunta a questo punto sinceramente mi ha stancato e ho lasciato perdere. Io me li immagino lasciarsi bucce di banana sotto allo zerbino;
- con i suoi 63 punti di vantaggio su Bottas (e 99 su Verstappen) Hamilton fa ciao con la manina a tutto il vostro entusiasmo sul predestinato.

lunedì 2 settembre 2019

Belgio 2019 - Gara

Benvenuti in Belgio,
- là dove Hamilton per dare almeno una possibilità alla ferrari di portarsi a casa una gara schianta la vettura a muro in FP3 rischiando seriamente di non prendere parte alla qualifiche nel caso in cui i meccanici non fossero riusciti a ricostruirgli la vettura in poche ore... 
... ma mentre tutti i meccanici lottano contro il tempo per terminare i lavori, la vettura di Kubica, Williams motorizzata Mercedes,
casualmente scende in pista e prende fuoco. Bandiera rossa e qualifiche sospese. Urliamo al complotto!; 
- là dove Gasly è stato costretto a subire l'umiliazione della retrocessione in Toro Rosso, con promozione di Albon in prima squadra, alla faccia di Kvyat, del suo recente podio, dell'anzianità di servizio, della neo paternità, etc etc etc; 
- là dove Verstappen celebra il suo secondo o terzo gran premio di casa della stagione. E lo festeggia alla grande: in qualifica il motore fa le bizze, deve tornare ai box e fortunatamente (per chi?) lo riescono a rimandare in pista in tempo per concludere e superare la sessione di qualifiche, mentre in gara... quale gara?
LEC VET HAM BOT VER
Hamilton è partito decisamente meglio di Vettel, lo passa ma alla prima curva la Ferrari si riprende la piazza... mentre Verstappen riprende in pieno le barriere protettive dopo aver avuto la peggio in uno scontro in partenza con Raikkonen. Questo è uno dei misteri della scienza: Verstappen e Raikkonen si colpiscono, Raikkonen prende il volo, atterra, insulta Verstappen e continua la propria gara, pur concludendola dietro a Kubica o giù di là. Verstappen finisce dritto contro il muro e ci resta. Safety car in pista per permettere agli animi sugli spalti di darsi una placata. 
LEC VET HAM BOT NOR
Per il gruppo di testa rimane tutto immobile fino al 16esimo giro quando il team Mercedes finge di prendere le gomme per il primo pit, in Ferrari ci cascano e richiamano Vettel. Hammer time... anche se chiaramente questo undercut non s'ha da fare. Con gomme nuove Vettel fa giro veloce andando a giocarsi la prima piazza con il compagno di squadra: al 21esimo pit per lui e sorpasso fu!
VET LEC HAM BOT
Fossi Leclerc sarei incazzato come una iena per la strategia della squadra ma, per fortuna, per circostanze generazionali, tra i due prediligo Vettel e possono tranquillamente aggrovigliarmisi le budella quando al 27esimo giro un team order porterà Vettel ad accostare per lasciare pista al compagno. Bei tempi quando si era ancora rammollito al punto di obbedire senza contestare!
Al pit di Leclerc, in ogni caso seguono uno dopo l'altro quelli di Hamilton, leggermente cannato dal team, ma facciamo finta di niente, e di Bottas
LEC VET HAM BOT
AAA cercasi un senso alla strategia di Vettel, il pit anticipato a questo punto non ha alcun senso avendo dovuto restituire l'unica posizione che dall'inizio avrebbe potuto guadagnare e, in ogni caso, non gli sono state montate gomme adatte per arrivare fino alla fine della gara in maniera dignitosa.
al 31esimo giro Hamilton gli è già a mezzo secondo e al 32esimo...
LEC HAM VET BOT
Vettel scivola terzo e poi quarto mandando in fumo ogni sogno di doppietta. Nello stesso tempo Hamilton si avvicina sempre più minacciosamente a Leclerc fino a chiudere la gara con un giro d'anticipo ed un solo secondo di ritardo quando Giovinazzi si è schiantato a muro (peraltro perdendo così altro piazzamento a punti) e vengono esposte le bandiere gialle. Bandiere gialle anche per Norris che, nello stesso momento, parcheggia la propria vettura a 200 metri dalla bandiera a scacchi, dopo aver condotto l'intera gara in quinta piazza. 
Nonostante tutto credo sarebbe stato di cattivo gusto portar via al bambino la prima vittoria all'ultimo giro, Hamilton si è potuto tranquillamente permettere questo regalo... e partano le lacrime. Lacrime di gioia per il traguardo, lacrime di tristezza per Anthoine Hubert.

domenica 25 agosto 2019

Ungheria 2019 - Gara

C'è chi ben comincia.... e ci sono le Ferrari che hanno debuttato in Ungheria con un bel frontale di Leclerc a muro nella prima fase di qualifica dopo un solo giro effettivo alle sue spalle. Questa volta siamo sull'asciutto e quale sia la scusa ancora è tutta da indagare in ogni caso... DON'T PANIC! Quell'unico giro gli è stato sufficiente per entrare in Q2 e pur nel poco tempo a loro disposizione i meccanici sono riusciti a rimandarlo in pista in tempo per portare a casa qualcosa in più di una 10° fila sullo schieramento. Pedina impazzita of the day, in ogni caso, non può che essere Verstappen, forse galvanizzato dalle due vittorie stagionali e decisamente intenzionato a portarsi a casa questa prima fantomatica pole position. Missione compiuta: tolto questo dente, andiamo avanti con il copione. 
VER BOT HAM LEC
Bottas parte decisamente male e, anche se con una curva di ritardo, Hamilton si prende di prepotenza la posizione. Un giro dopo è il turno anche di Leclerc e poi di Vettel ed il mondo intero inizia ad intuire che la sua vettura abbia qualcosa che non va... ed in effetti quel qualcosa si è chiamato Charles. Pit stop per Bottas per cambiare il musetto danneggiato dal contatto e poi di corsa a mettersi in coda insieme a Leclerc all'ufficio buone scuse da arrancare per giustificare una partenza tanto demmerda visto che la vettura è stata danneggiata solo due sorpassi dopo.In questo modo finisce in ultima posizione dietro a Kubica
Per quelli in testa le carte rimangono sostanzialmente invariate fino al ventesimo giro, forse più interessati a guardare Bottas prendersi a sportellate con chiunque gli sia capitato a tiro e, nonostante tutto, ancora fermo in 14esima posizione. 
Hamilton fino a quel momento ha viaggiato quasi costantemente a due secondi da Verstappen e, dietro, Leclerc è a 10 secondi di ritardo finchè qualcosa inizia finalmente a muoversi. Hamilton si sveglia e mette in moto l'hammer time, giusto per dimostrare di voler far qualcosa per difendere la prospettiva iridata. 
Al 23esimo giro le due vetture di testa sono a meno di un secondo, mentre i box mercedes richiamano Hamilton... ma era una finta! Non ci è cascato nessuno ma, nel dubbio, Verstappen inizia a lamentare una certa mancanza di grip. Potrebbe essere una finta. 
Oppure no, visti i team radio seguenti. Max appare più scazzato che mai, inveisce contro i propri tecnici ancora una volta: non ho più grip! risposta: ancora una volta: abbiamo capito! e non lo richiamano per il cambio gomme, giusto perchè impari a rivolgersi a loro con un filo in più di educazione. 
Hammer time! Oppure no. Gli animi sono confusi, i meccanici entrano ed escono mentre Hamilton resta in pista. Il pit ritardato rispetto agli altri lo rimettono in pista con 6 secondi di ritardo da Verstappen.
VER HAM VET LEC
Hamilton e Vettel non se le mandano a dire, alla Red Bull iniziano a tremare le ginocchia ma questo sorpasso ancora non s'ha da fare. Intanto in Ferrari, per mantenere viva l'attenzione anche su di loro, cannano un altro pit a Vettel: 5.8 secondi che, nel caso fosse necessario specificarlo, lo risbattono in quarta piazza dietro a Leclerc
40esimo giro: VER HAM LEC VET
Dopo un'altra decina di giri andati a vuoto, casa Mercedes decide di tentare il colpaccio. danno il tutto per tutto con un nuovo cambio gomme per Hamilton che, complici i notevoli distacchi subiti dalle ferrari dietro di lui, lo ri-piazzano in seconda piazza a 15 secondi di ritardo con 15 giri alla conclusione. La matematica non mente: per poter anche solo pensare di tentare il sorpasso deve recuperare più di un secondo a giro. that's hammer time! A questo punto sì che sono tremate le ginocchia della Red Bull
HAM VER LEC VET
Sorpasso fu a 4 giri dalla conclusione e nel solo primo giro dopo il sorpasso Hamilton guadagna 2 secondi di vantaggio su Verstappen che, capendo di aver definitivamente perso la testa della gara, opta per il rientro strategico all'ultimo giro per portarsi a casa il punto del giro veloce, sempre complice il ritardo epocale accumulato dalle due Ferrari (a questo punto giunto in maniera imbarazzante a quasi un minuto). 
Fu così che al 70esimo giro Hamilton portò a casa la vittoria, mentre Verstappen conquistava il giro veloce e Vettel saliva sul podio sorpassando Leclerc di prepotenza... o quasi. 
HAM VER VET LEC 
... e Bottas nono, come se le voci sul prossimo rientro di Ocon al suo posto non si fossero sentite abbastanza in questi giorni.

giovedì 15 agosto 2019

Germania 2019 - Gara

Per placare subito i pensieri impuri di Vettel, la Ferrari si è affacciata a questo GP tedesco 2019 con un NO POWER di Vettel in Q1. Deve essere difficile per SebVettel rendersi conto di essere il Kimi Raikkonen di se stesso. Per lui le qualifiche finiscono qua.
Nello stesso tempo in pista la Mercedes sfoggiava la livrea delle buone occasioni di bianco marchiata.
Ammirando l'uscita di scena di classe di SebVettel, anche Max Verstappen in Q2 lamenta una power loss che lo obbliga a rientrare ai box. Avendo buona memoria della vicenda austriaca appare evidente gin dall'inizio che anche questa sia solo una supercazzola fatta e finita! Infatti riscende presto in pista e supera egregiamente la fase di qualifica.
Vengo anch'io? Sì tu sì! Questo è quello che deve aver pensato Leclerc una volta conclusa la Q2. I meccanici iniziano ad armeggiare con la sua auto ed in men che non si dica anche lui è costretto a scendere dalla vettura, abbandonandola ai box senza neanche tentare di scendere in campo per la Q3. 
Come se questo avesse veramente la capacità di influenzare significativamente la griglia di partenza, nello stesso momento Hamilton in pista chiude un primo tentativo portandosi a casa la pole provvisoria, con Verstappen seriamente intenzionato a non perderlo di vista. 
HAM - VER - BOT - GAS - RAI
Gara bagnata, gara fortunata! Dipende dai punti di vista ovviamente. 
Domenica mattina la Germania si è svegliata umidiccia ed è sotto la stessa pioggia che alle 15.10 in punto tutte le vetture sono scattate... con calma dietro alla Safety Car. Giusto per non demoralizzare definitivamente Vettel e tutti quelli che ancora speravano che dall'ultima posizione comunque qualcosa sarebbe stato possibile portare a casa davanti al proprio pubblico. 
Per fortuna che il GP è sponsorizzato Rolex p avremmo rischiato di partire in ritardo! Per non rischiare di annoiarsi fin dall'inizio le cose si fanno interessanti quando il giro di ricognizione dura almeno tre o quattro giri e nessuno capisce esattamente cosa stia accadendo se non che le strategie gomme/benzina sono completamente da rivedere per tutti! Anche i piloti dimostrano perplessità  in team radio e dopo 10 minuti di follia finalmente vengono fatti fermare sulla griglia di partenza perchè sì... questo era solo l'antipasto prima di una bella partenza in vecchio stile. 
Allo spegnimento dei semafori Hamilton scatta, Bottas si accoda e Raikkonen ha la meglio sulla marmaglia davanti a sè. Perchè lo stile è vecchio ma anche lui non è da meno. 
HAM - BOT - RAI - VER
Vettel zompa direttamente in 14esima piazza con margini di miglioramento e gli animi iniziano a scaldarsi. Il ritmo di gara dura ben poco per lo schianto a muro di Perez al secondo giro. SC in pista e Vettel con tempismo viene richiamato immediatamente al box per cambio gomme e passaggio da full wet ad intermedie e, quando arriva il loro turno, anche tutti gli altri con un giro di ritardo rientrano per la stessa ragione. Tutti o quasi tutti. 
Tra l'altro pare che il tempismo a questo giro gli abbia detto veramente bene alla Ferrari di Vettel che, una volta uscita di scena la SC, si trova già in sesta piazza. Ma siamo solo al sesto giro.
HAM - MAG - BOT - VER
Anche se la seconda posizione di Magnussen è chiaramente legata al non essersi fermato per cambio gomme, è comunque destinato a durare poco. 
Peraltro la Mercedes durante il cambio gomme si è esibita in un doppio cambio dei piloti davanti al quale quasi non mostriamo più meraviglia per quello a cui ci hanno abituato, e tutto questo mentre la Ferrari viene messa sotto investigazione per Unsafe release di Leclerc. All'esito dell'indagine, giusto per proteggerei piloti dalle sciagure dei loro stessi team i commissari opteranno per una sanzione pecuniaria che farà discutere ma, si sa, da queste parti tutto fa discutere e, in ogni caso, per Leclerc le disgrazie non sono certamente finite qua. Prima un inquietante dettaglio mostra che la sua vettura sta cadendo a pezzi, poco dopo viene richiamato ai box per un altro cambio gomme, tra l'altro il più lungo della storia. 
Ad essere del tutto onesti, le disgrazie non sono certamente finite qua per nessuno. Le cose iniziano a farsi seriamente interessanti al giro 17, durante quello che potrei pacificamente definire come l'inizio di gara 2. L'inizio della fine. L'inizio del degenero assoluto. Lewis Hamilton cercando una definizione dopo la fine della gara utilizzerà la metafora di scale e serpenti, il gioco da tavolo, quando comunque ti muovi finisci su un serpente che neanche ti eri reso conto che ci fosse fino ad un secondo prima. 
Giro 17: HAM - BOT - VER - LEC 
con un Verstappen particolarmente appiccicato al deretano di Bottas, con tentativo di sorpasso autosabotato dalla Red Bull che cambia direzione nel momento del bisogno. Ricciardo dal nulla inizia a lanciare un grido d'aiuto, una vera fumata bianca della sua vettura che lo costringe al ritiro. Dopo aver tentato il sorpasso su Bottas per altri 5 o 6 giri, Verstappen alla fine viene richiamato al box per montare le gomme da asciutto, scelta anticipata qualche giro prima da Vettel e imitata il giro dopo da Bottas. Scelta curiosa, visto che in pista Verstappen stava piroettando come un pazzo e maledicendo tutto e tutti il almeno tre lingue differenti. 
L'unico ad insistere per andare avanti con le intermedie è Hamilton ed a parlare deve essere stato certamente il suo sesto senso perchè nel momento in cui è costretto a rientrare per il cambio il caos è assicurato. Già il pit dura un'eternità ma l'evento passa del tutto inosservato per l'improvviso schianto contro il muro di Leclerc
Dicheno che sia esattamente la stessa curva nella quale un anno fa Vettel è andato a buttare nel gabinetto ogni speranza mondiale. Ma le emozioni non sono finite qua. Anche Hamilton va a toccare il muro, si trova proprio di fronte all'entrata del box e decide di attraversare la strada e rientrare in questo modo finendo direttamente sotto investigazione ancor prima di passare dal via. Al box è il delirio, i meccanici si muovono come biglie impazzite, non sanno che gomme montare, non riescono a sostituire il musetto, sbagliano gomme e si correggono poco dopo rimontando le maledette intermedie che Hamilton voleva tenere sin dall'inizio, perdono la concentrazione e diventano il MEME dell'anno. Ovviamente a questo punto verrebbe voglia di andare a cancellare ogni considerazione fatta sopra circa l'efficenza del box Mercedes, ma forse è più divertente così. 
Giro 31: VER - HUL - BOT - ALB
con Hamilton in quinta posizione sanzionato di cinque secondi per la bravata dell'ingresso ai box, comunque molto meno del ritardo che avrebbe accumulato facendo un giro in più com le gomme sbagliate e la vettura in brandelli, questo solo per sottolineare la follia di certe sanzioni. 
Ma stiamo calmi: la sciagura tedesca è solo all'inizio della sua furia: Hamilton non fa in tempo a superare Albon (Albon, Albon, Albon in quarta piazza: questo GP è un delirio!!) che si ritrova nuovamente sotto investigazione per aver guidato troppo lentamente durante la SC. 
Sanzionami ancora SAM!
Per fortuna non ci siamo affezionati troppo all'idea di un Hulkenberg a podio: al giro 41 anche lui si schianta a muro e distrugge le barriere. Per Nico Rosberg intervenuto ai microfoni di Sky UK la sua uscita di scena ci spezza il cuore! 
La SC in pista permette a Verstappen di rientrare per rimettere le intermedie senza perdere la prima piazza e anche Vettel lo imita, facendosi cannare un altro pit stop e scivolando in 10° piazza come se questo gran premio non sia stato già abbastanza impegnativo per lui. 
VER - BOT - HAM - ALB (ancora qua! ancora qua!) 
Alla ripartenza dopo l'ennesima uscita della SC Hamilton ha dei problemi e rischia di farsi prendere persino da Albon e da Sainz... ma un nuovo giro furioso di pit per ricambiare gomme! Rientrano tutti tranne Hamilton che, per qualche istante, torna persino a riassaporare la gioia della prima piazza... ovviamente fino al momento in cui viene richiamato per scontare tutte le sue penalità ed in pista rimangono:
STR - VER - KVY - BOT
Infilando la mano nel sacchetto della tombola ed estraendo quattro numeri a caso avremmo avuto un risultato non molto differente, con Hamilton in 12esima. La prima piazza di Stroll ovviamente dura poco ma, a 14 giri dalla fine c'è ancora chi spera in un podio. 
La classifica è impazzita, nessuno ci capisce più niente e Vettel pare galvanizzato dalla situazione. Inizia a fare ora quello che avrebbe dovuto fare fin dall'inizio. Al giro 52 è in settima piazza mentre Hamilton torna a piroettare in pista, a spiattellare le gomme e al box per un nuovo cambio. 
VER - KVY - STR - BOT 
Ed è così che, sul più bello, anche Bottas finisce a muro. Stroll ringrazia e Vettel pure mentre Hamilton torna, a questo punto per motivi misteriosi, al box per cambiar gomme anche se siamo quasi certi che le gomme al box Mercedes siano esaurite. Forse hanno ricominciato il giro da capo? Forse gli montano quelle di Bottas
VER - KVY - STR - SAI - VET
Al rientro della SC Vettel ha solo quattro giri per fare il miracolo... e lo fa! Prima Sainz, quindi Stroll che scende dal podio e, infine Kvyat dando fondo alle proprie possibilità. 
Pensate che la gara sia finita? Neanche per sbaglio! All'ultimo giro sportellata epica tra Gasly e Albon con ritiro in zona cesarini per Gasly che, ancora una volta non fa faville mentre il compagno di squadra porta a casa la seconda vittoria della stagione. 
Pensate che la gara sia finita? Sì, ora sì. Con sole 13 vetture al traguardo e qualche sanzioncina ancora da comminare per le Alfa Romeo alle quali, all'esito della gara, verranno dati 30 secondi di penalità facendo miracolosamente rientrare Hamilton in zona punti e regalando il primo punto iridato della stagione a Kubica.

domenica 28 luglio 2019

Gran Bretagna 2019 - Gara

BOT - HAM - LEC - VER - GAS - VET
Quarta fila per Norris e Ricciardo, reduci dalla press conference più divertente della stagione. 
Bottas in pole con sei millesimi di vantaggio su Hamilton
Partenza lineare per le due Mercedes... ma Hamilton non ci sta! Si mette subito all'inseguimento e al terzo giro lo prende! Sorpassi e controsorpassi: a questo giro Bottas ha la meglio e si riprende la posizione. Leclerc nel frattempo ha preso le distanze e Verstappen lo tallona, Vettel è avanzato in 5° piazza grazie alla sportellate tra Gasly e Norris
Al 12esimo giro siamo ancora dietro a Gasly e Norris con Gasly che lo riprende: io non vorrei sostenere la teoria del bollito però anche lui ci dovrebbe mettere del suo. 
Pit in contemporanea per Verstappen e Leclerc con uscita gomma a gomma, Verstappen che si affianca a Leclerc già in pit lane e la percorre tutta, fino al sorpasso finale, sulla striscia rossa. Ma questo non rientra nell'unsafe release? Comunque sia, alla prima curva Leclerc torna davanti e parte il valzer dei sorpassi e controsorpassi che lascia tutti con le unghie e con i denti attaccati allo schermo. Ma la Formula 1 non era morta?
Mentre pensa alla risposta giusta, anche Bottas rientra per il suo pit: primo in pista, prima al cambio gomme, questa è la regola. Hamilton resta in pista e tenta di fare del proprio meglio per portarsi a casa l'undercut. 
20esimo giro: HAM - VET - BOT - LEC - VET
Un giro solo non gli basta, resta in pista ancora un po'... ma altrettanto non può essere detto di Giovinazzi che finisce sul pietrisco e lì pianta la vettura. Safety Car in pista!
Velocissimo giro di pit per Hamilton, Vettel e, a sorpresa, anche Verstappen... anche se in realtà la sorpresa è poca perchè Verstappen era su due soste e questa è chiaramente l'occasione buona per montare gomme capaci di arrivare fino in fondo!
22esimo giro: HAM - BOT - VET - LEC - GAS - VER
Al giro 23esimo anche la Ferrari comprende la genialità della strategia RedBull e riferma Leclerc, a questo punto costretto ad accodarsi a Verstappen, capace di fare ai box quello che non è riuscito a fare il pilota in pista, 
HAM - BOT - VET - GAS - VER - LEC
Nel frattempo: anche Hamilton e Vettel sono su gomma bianca (= una sola sosta) mentre Bottas è su gialla (= deve fermarsi un'altra volta e con lui la possibilità di vincere).
Alla ripartenza dopo la Safety Car Hamilton è in testa, Bottas tenta di reggere il passo ma  è il distacco subito da Vettel a farsi imbarazzante. Verstappen e Leclerc tornano a prendersi a sportellate. Tutto bello e divertente ma Leclerc inizia a lamentare rumorini e danneggiamenti. Nessuno viene messo sotto investigazione. 
In sorpasso su Gasly arriva, in un caso (VER), poco sorprendentemente rapido e veloce, nel secondo caso (LEC) un bel po' più faticosamente.... e mentre lui insegue timidamente Gasly là davanti Verstappen insegue Vettel. Hamilton fugge, giri veloci su giri veloci. Bottas si assesta a due secondi di ritardo dal compagno di squadra e punta tutto sull'ottenere il maggior distacco possibile da quelli dietro per non andare ad incastonarsi tra di loro dopo il pit.
Al giro 36esimo Leclerc finalmente prende Gasly. Dopo anni di cieca fiducia in Alonso sento dello stupore davanti alla consapevolezza che Leclerc ne porta in serbo una in più. 
Al 38esimo giro Verstappen su Vettel e, di tutta risposta, Vettel prende in pieno Verstappen e manda entrambi a raccogliere violette e bordo pista. A questo giro tutti sotto investigazione mentre le due vetture zoppicanti tornano in pista: a Verstappen va un po' meglio, 5° dietro a Gasly, Vettel va lento e scivola quasi fino all'ultima piazza prima di rientrare ai box per cambiare muso. 
40esimo giro: HAM - BOT - LEC - GAS - VER
Al 45esimo giro il muretto mercedes richiama ai box Hamilton che, in tutta onestà, gli domanda se ci sono o se ci fanno, si rifiuta di entrare e manda tutti a stendere. Quindi box, box, box per Bottas che conserva timidamente la propria posizione e porta a casa la gara davanti a Leclerc.

sabato 27 luglio 2019

Austria 2019 - Gara

LEC - VER - BOT - HAM - NOR - RAI... e Vettel 9°!
Adoro le griglie di partenza fantasiose!
Nello specifico, a questo giro ci troviamo davanti alla griglia di partenza della discordia, caratterizzata da punizioni millantate, conteggiate, assegnate, non contestate ma polemizzate. Solo una certezza: Leclerc in pole!
SebVettel ha direttamente saltato la Q3, formalmente per problemi idraulici che gli impediscono di scendere in pista, informalmente per punirlo del suo pensiero impuro di mollare la Ferrari, abbandonarla al suo destino, e entro la fine dell'anno andare a cercare miglior fortuna altrove. Hamilton si piazza in seconda posizione, davanti a Verstappen, con un Bottas disperso nella nebbia e la spada di damocle dell'investigazione post qualifica per aver ostacolato Raikkonen in Q1. 
Ed è a questo punto che il super complottone del week end non riesce più a stare dietro a tutti questi avvenimenti, diventa un mostro a tre teste e inizia a colpire tutto quello che lo circonda. Prima di tutto sono tutti certi che Hamilton non sarebbe mai stato sanzionato per una cosa del genere perchè a lui vanno sempre tutte lisce, le qualifiche sono lunghe e solo gli stupidi non cambiano mai idea, quindi, molto prima della loro conclusione la certezza si sposta sul fatto che Hamilton sarebbe stato sanzionato ma solo per farli stare zitti, perchè non si dica che lui non viene mai punito, certi che in questo contesto, con Vettel nelle retrovie e i bambini lasciati a giocare nelle prime posizioni, una sanzione non sarebbe in grado di danneggiarlo molto. Infine arriva la sanzione e il triplo complotto carpiato si materializza davanti a noi nel momento in cui è stato necessario andare a conteggiare tutte le sanzioni in griglia e Hamilton, che per la cronaca ha riconosciuto subito la sua colpa dichiarando di accettare tranquillamente l'arretramento, è finito quarto e non quinto per l'ulteriore arretramento di Magnussen. Visto?! Ha trovato il modo di raggirare il sistema!
Arriviamo quindi alla domenica di gara, i semafori si spengono...
e Verstappen non parte! Hamilton è costretto allo slalom, per un attimo rischia persino di beffare il compagno di squadra ma Bottas ha la meglio. Hamilton inizia quindi a giocare seriamente, e con lui anche Norris, finchè su di lui non ha la meglio Raikkonen egregiamente in quarta piazza, mentre Verstappen è 7° e/o nel paese delle meraviglie. 
4° giro: LEC - BOT - HAM - RAI - VET - NOR
Al settimo giro gli equilibri sembrano ristabiliti: nelle prime quattro posizioni Mercedes e Ferrari con Vettel a 5 secondi da Hamilton e Verstappen a bestemmiare in cinque lingue differenti poco dietro... ed è un gran peccato visto che qua in Austria stiamo incominciando a festeggiare il primo dei soliti 3 GP di casa che incontriamo durante l'anno. Livelli a cui neanche Rosberg con le sue sette cittadinanze e 15 residenze  era giunto prima. 
12° esimo giro: LEC - BOT - HAM - VET - VER
con Raikkonen e Norris in battaglia tra di loro alle spalle del gruppo di testa. Nel frattempo Magnussen viene punito con un drive trough per non essersi piazzato correttamente sul piazzale di partenza. 
Al 21-22esimo giro vengono chiamati a far cambio gomme Vettel, Bottas e Leclerc e, casualmente, il pit più lungo della storia (+ 6 secondi) viene fatto sulla vettura di Vettel che scivola nuovamente in 7° piazza con sorpassi da fare, giusto per punirlo ancora un po' per quei pensieri impuri reiterati dopo le vicende delle qualifiche. 
Unico lasciato in pista a girare ancora un po' sono Hamilton e Verstappen. Nel frattempo Vettel porta a casa un giro veloce e dopo essere finito largo 300 volte alla stessa curva Hamilton chiede al muretto di cambiargli musetto. Al 30esimo giro torna in pista dietro Vettel e dietro Verstappen
LEC - BOT - VET - VER - HAM
Tutto tace fino al 45esimo giro quando Verstappen è ormai attaccato al deretano di Vettel. Al 50esimo sorpasso fu, con Vettel che torna ai box per altro cambio gomme. 
LEC - BOT - VER - HAM - VET
Al 55esimo Verstappen è già attaccato al deretano di Bottas quando all'improvviso un brivido lungo la schiena. "I'm losing power guys!". Il Team Radio del terrore... ma chiaramente deve essere stata una ciatronata alla Hamilton perchè un secondo dopo si pappa Bottas e si mette all'inseguimento di Leclerc con un vantaggio di gomme calcolabile intorno ai 10 giri. 
Intanto dietro Vettel si avvicina ad Hamilton, Hamilton si avvicina a Bottas, Bottas accumula ritardi epocali su Verstappen
ma la gara deve ancora finire: in testa Leclerc e Verstappen riescono a duellare con una precisione tale che non mi sarei ma aspettata da nessuno dei due. Il gioco del fair play, tuttavia, deve aver stufato in fretta il buon vecchio Max che, alla fine, si scazza, sportella Leclerc un po' più in là, come nelle sue migliori tradizioni, e si prende il primo posto.Il box Ferrari è in rivolta ma Vettel, negli stessi momenti, riesce a passare Hamilton e torna il sorriso sui loro volti.

martedì 25 giugno 2019

Francia 2019 - Gara

C'è mancato veramente poco perchè quella francese potesse essere una di quelle griglie di partenza fantasiose che mi piacciono tanto: Vettel in settima piazza, le due McLaren a brillare di luce propria in terza fila. Uno splendore, eccezione fatta per le due Mercedes in prima fila che lì sono state piazzate dalla buona sorte quest'anno e lì intendono rimanere fino alla fine dei loro giorni.
Ad Alonso è già venuto un embolo vedendo Norris e Sainz in quinta e sesta posizione? Chiedo per un'amica.
HAM - BOT - LEC - VER
Allo spegnersi dei semafori Vettel parte bene, ma settimo era e settimo rimane: è necessario inserimento del DRS per superare le due McLaren, il che mi pare già un ottimo presagio per la gara. Leclerc sarebbe potuto partire meglio ma alla fine difende la piazza e, anche per lui, non ci sono molte altre cose da dire. Le McLaren sono sbizzarrite: si buttano subito all'inseguimento di Verstappen. Le Mercedes non ci provano neanche a darsi battaglia, Bottas ce lo siamo definitivamente perso anche questa stagione. Ottimo. Hamilton primo solo contro tutti trascorrerà il 95% della sua gara a migliorare il suo stesso miglior tempo che, per beffa del destino, ad ogni buon conto prima della fine gli verrà sfilato. 
Giusto per capire come vanno le cose, intorno al decimo giro, mentre in Ferrari comunicano a Leclerc di essere sul plan A (ma fino a quel momento cosa stavano facendo?) in Mercedes Hamilton chiede a i propri tecnici di prendere una decisione e fermarsi su quella... giusto prima di uno dei suoi soliti falsi allarmi. Con la particolarità che, in questo caso, essendo andato un po' più in là del repertorio classico (gomme non vanno, rumorini sordi al motore, ect) per un solo istante abbiamo davvero pensato che avesse un problema. Il messaggio è stato ben più misterioso qualcosa si è rotto sul mio sedile, ma un secondo dopo è tornato a portarsi a casa due giri veloci ed è stato chiaro che anche questa volta non ce lo saremmo perso per strada. In ogni caso, vade retro maligni: una volta sceso dalla vettura la verità si è palesata al grande pubblico. Aveva veramente la tuta bruciata all'altezza del sedere... e nonostante tutto ha continuato a macinare giri veloci su giri veloci. 
Negli stessi momenti Vettel dalla quinta piazza non sembrava riuscire a vedere l'orizzonte.
Tremate, tremate le streghe son tornate. 
HAM - BOT - LEC - VER - VET
Escludendo Giovinazzi entrato a cambiar gomme ai primissimi giri, il primo ad entrare per aprire il valzer dei pit è Danny Ricciardo al 17esimo giro: obiettivo un undercut contro il mondoo. Peccato per il pit che è stato uno dei più lunghi della storia. 
Al 24esimo erano entrati praticamente tutti i TOP tranne Vettel che, debitamente istruito dal muretto, ha tra le sue mani la strategia della vita... se solo non si fosse messo a spiattelar gomme invece che migliorare i tempi sul giro. In sostanza, quinto era e, dopo il pit stop, quinto torna. Molto bene. 
HAM - BOT - LEC - VER - VET
... con Hamilton che, tornando ad abbassare i suoi tempi e con 11 secondi di vantaggio su Bottas, decreta ufficialmente  l'archiviazione di ogni sua preoccupazione sulla sua sorte. Così come ormai è archiviata la possibilità del super undercut di Ricciardo che, dalla 13esima posizione, capisce che se vuole recuperare qualcosa se lo deve andare a prendere con le sue gambe. Ruote. 
Il primo della fila è Grosjean che, come al solito, non accetta che il mondo lo circondi. Dopo aver subito il sorpasso da Ricciardo ed essere finito fuori pista sul circuito con il maggior chilometraggio quadrato al mondo di fuoripista, si lagna del fatto che si sia stato sbattuto da Ricciardo. Che poi pare una di quelle storie alla colpa di Ericsson!! su cui ormai si fanno solo MEME ma ha smesso di far ridere da un pezzo. Per punizione anche Gasly lo sorpasserà e poco dopo la vettura lo obbligherà al ritiro. Mi pare una questione di karma. 
Nessuno può mettere Danny in un angolo.
Di fatto la gara si conclude a questo punto. 
In Ferrari, per dimostrare ancora una volta di navigare a vista, comunicano a Vettel di puntare al plane F, mentre Hamilton praticamente arriva al doppiaggio anche di Bottas (all'arrivo fa segnare 15 secondi di ritardo). 
Al 51esimo giro viene inserita una VSC estremporanea per togliere un birillo dalla pista, dura 25 secondi netti e non da al pubblico neanche il tempo di andare a fare pipì. 
Dietro a Vettel: Saints si trova 56 secondi di ritardo da Vettel, una questione imbarazzante, tutto questo mentre Norris, alle sue spalle, si dispera per i problemi tecnici che tentano di risolvergli mentre Ricciardo gli soffia sul collo. All'ultimo tenta anche il colpaccio... che riesce ma non nel senso in cui l'aveva inteso lui. Tentando il sorpasso finisce fuoripista e fuori va anche Norris. Raikkonen li vede e li supera entrambi in un boccone, Ricciardo si riprende quel che gli è stato tolto mentre su Norris ha la meglio anche Hulkenberg, rimasto dormiente fino a questo momento. Tutti finiti sotto investigazione... l'unico sanzionato è Ricciardo che, al netto dei cinque secondi di penalità, finisce fuori dalla zona punti.

lunedì 24 giugno 2019

Scrapbook: Breaking rules - page 11 -

continuous (page 10)
Finalmente è arrivato anche quest'anno il momento fatidico in cui realizzo che, pur non avendo studiato ingegneria, in questa Formula 1 moderna c'è spazio anche per la mia professionalità. 
Sono stati 15 giorni molto faticosi da un punto di vista motoristico. Il mondo si  diviso in categorie: 
- quelli che domenica avrebbero seriamente voluto essere sotto a quel podio per poter andare ad abbracciare forte SebVettel per dargli una pacca sulla spalla e un segno di incoraggiamento, ma che lunedì sono tranquillamente tornati a lavorare pensando che quella storia sarebbe tranquillamente andata a rivestire i bidoni della spazzatura (semicit.); 
- quelli che a quel maledetto 5 seconds penalty hanno incominciato ad urlare al complotto struggendosi come se gli fosse stato strappato dalle braccia il primo figlio maschio;
... e poi c'è SebVettel in persona che, di tutta questa faccenda, se ne è incominciato a sbattere le palle un secondo dopo essere decollato, sbattendosene talmente tanto da essere sparito dalle nostre vite per 15 giorni ed essere ricomparso solo ora felice, sorridente e sposato. Sposato. Capite? Mentre il mondo impazziva il folli ricostruzioni tecniche lui diceva lo voglio e andava in luna di miele!
Poi c'è Nico Rosberg, il primo della comitiva di quelli che nei giorni seguenti hanno incominciato a schierarsi dalla parte di Hamilton... ma comparso al concerto di Ed Sheeran (?!) avrebbe svelto a Fiorello (?!) di essere pronto a tornare a correre in Formula 1 se la Ferrari (?!) dovesse chiamare. Non riesco ancora bene a capire quale sia la nota più stonata del concerto.
Ma torniamo ai grandi corsi e ricorsi storici. Più che altro ricorsi nel senso di contestazione del provvedimento. 
A causa di una certa deformazione professionale, di cui chiaramente mi vergogno, è stato più o meno tre secondi dopo aver letto della penalità di Vettel che mi sono domandata se questa cosa potesse essere impugnata. Ne ero certa, c'erano tutte le carte in regola e, pur da maledettissima tifosa Mercedes, ero già pronta con il dito accusatore puntato verso l'altro a riportar giustizia a questo mondo. Perchè non tiferò Ferrari ma tifo Vettel e giuro che nella mia testa tutto questo discorso suona meno complicato di così. 
Gli uomini Ferrari promettono di ricorrere alla giustizia per riprendersi la loro vittoria, ma passano i giorni e grandi novità non parevano emergere sulla questione. Il problema è un po' sempre lo stesso, ai microfoni minacciano di mettere a ferro e fuoco la sede della FIA ma, aperto il grande libro delle regole e dei regolamenti, non sono riusciti a tirare fuori una sola argomentazione che potesse reggere in tribunale. Che poi è un problema. Se la causa la subisci qualcosa da qualche parte te la inventi, ma se la causa la devi fare non sarebbe meglio lasciar perdere?
In linea generale sì, quando hai fatto credere a mezzo mondo di tifosi che la vittoria sarebbe stata meritata e hai promesso di scendere in piazza per combattere per loro, come glielo spieghi che, a conti fatti, un po' di ragione la avevano loro? 
Perchè, amici miei, io ve lo dico, tra immorale e ingiusto passa un mare: se qua non si riesce a tirar fuori una sola ragione per cui quella sanzione non sarebbe dovuta essere comminata, vuol dire che è stata presa nel rispetto dei regolamenti, quindi è giusta... anche se in cuor nostro ci sarebbe tanto piaciuto veder vincere Vettel
Giusto per non passar per scemi, qui un ricorso lo hanno anche dovuto presentare, Pirro è stato richiamato a giustificar la propria decisione ed il mondo intero è rimasto con il fiato sospeso ad aspettare il verdetto. 
Il mondo intero tranne Hamilton che, nei giorni scorsi, ha espressamente affermato "When I arrived here I heard that Karun Chandhok's video was the new evidence. I was pretty relaxed after that"
Perchè qui ci sarebbe anche da discutere questa cosa: mettiamo le cose in chiaro subito. Non è che il ricorso sia stato presentato portando solo il video di Chandhok, ma è l'unico allegato che è stato riconosciuto come nuovo, ovvero un elemento che non è già stato preso in considerazione 15 giorni prima. Il vero problema è che oltre ad essere nuovo è stato definito anche irrilevante, il che può far male al cuore, lo capisco, ma è indiscutibile. 
O porti il Mazzonipensiero o nulla. Chi si crede di essere questo Chandhok? Da dove sbuca fuori? Lo sa di poter solo spicciar casa a Ivan Capelli?

domenica 16 giugno 2019

Canada 2019 - Gara

Ci sono week end in cui Hamilton arriva a destino con le chiome sparse al sole ma, tempo di inforcare il casco per le qualifiche, ecco che le treccine fare nuovamente capolino sul suo scalpo. Le treccine ormai sono un must have, un porta fortuna, un rito scaramantico forse. La domanda delle domande quindi è: ma come fa? Va a zonzo per il mondo cercando parrucchieri di fiducia in ogni dove o si porta il parrucchiere da casa? Gliele intreccia personalmente Toto Wolff alla sera in albergo o ha imparato a farsele da solo? 
Vada come vada, il non avere più il cruccio dei capelli spettinati sotto a quel casco gli da certamente più serenità  e i risultati in pista si vedono. Poi arriva la pole position di Vettel e il mondo intero si arrende al fatto che statisticamente prima o poi sarebbe dovuto accadere... e poi, di questi tempi, per Hamilton è meglio cedere qualcosina a lui che a Bottas, sesto e miracolato dopo una mirabolante carambola in qualifica. Quarto e felicione Danny Ricciardo. E poi parliamone: Vettel è probabilmente la persona più simpatica in pista in questo momento storico. Al di là della scelta suicida di vestirsi di rosso, non è che gli si possa dire niente, una pole, soprattutto in questo periodo di magra, è proprio una bella soddisfazione. 
Un minuto di applausi credo che non possa essere rivolto anche a Grosjean, uno che vedendo il proprio compagno di squadra perdere il controllo della vettura e rimbalzare da muro a muro davanti a sè tutto quello che riesce a fare è maledire la sorte che gli ha impedito di concludere il giro. Ancora prima di capire o domandarsi se stia bene, se sia ancora vivo o altre formalità di questo tipo. 
Semafori rossi. 
VET - HAM - LEC - RIC .... BOT ... ... ... VER
In partenza Bottas di fa fregare persino da Hulkenberg mentre là davanti tutto fila liscio. Mi piacciono queste prime file variopinte. Mi hanno pensare a quei bei campionati vecchio stampo in cui non si permetteva ad una sola squadra di fare il buono e il cattivo tempo ma anche gli altri team si impegnano a fare gara.
Vettel parte primo e sfila educatamente mantenendo la sua posizione. Leclerc ci prova su Hamilton ma si arrende presto così come Gasly ci prova senza riuscirci su Ricciardo che, almeno per il momento, mantiene la sua posizione. Vettel e Leclerc si palleggiano il giro veloce. 
Al nono giro l'auto di Norris implode, è costretto ad abbandonarla a bordo pista con un principio di incendio in corso ma a quanto pare nessuno se ne preoccupa. Lui corre via, la vettura resta lì... e ci resterà fin alla fine della gara lasciando un po' di disappunto negli sguardi degli spettatori.
Bottas se la vive male: al 12esimo giro ancora non è riuscito a recuperare Hulkenberg mentre Verstappen già lo tampina pesantemente: la nona posizione di partenza lo deve aver messo di cattivo umore. 
Nello stesso tempo in Ferrari optano per un fantomatico plane B
Le cose iniziano ad animarsi al 27esimo giro: Vettel viene richiamato per il suo pit stop, in team radio qualcuno bisbiglia ad Hamilton hammertime! ma Vettel al rientro porta in scena un nuovo record sul giro. Niente da fare: dopo il suo pit Hamilton è costretto ad accodarsi ancora una volta a tentare il sorpasso in pista. E via al giro di valzer di tutti gli altri!
In questo preciso istante alla Ferrari sarebbe potuto tranquillamente bastare far rallentare Vettel perchè Leclerc potesse incastrarsi tra lui e Hamilton... ma a quanto pare non ci pensano neanche. Vettel e Hamilton viaggiano compatti e solidali contro le nuove generazioni. Dopo il suo pit Leclerc rientra in pista addirittura dietro a Verstappen che ancora non si è fermato. 
Al 35esimo Bottas è ancora dietro Ricciardo e lotta per un sorpasso che si fa aspettare. Vanzini poeticamente battezza il momento come una freccia d'argento spuntata. E non è neanche la peggiore della giornata. 
VET - HAM - LEC - VER - RIC - BOT 
Le cose a questo punto sembrano iniziare a farsi serie... e Vettel giustamente viene messo in fuel saving. Ma seriamente? Hamilton gli si avvicina senza fatica e al 40esimo giro è già in zona DRS. 
Solo 8 giri più tardi, proprio quando dalla telecronaca si ricordano i fasti di Canada 2011, quanto Vettel stava per vincere la gara più assurda del decennio e, proprio all'ultimo giro, un errore gli fu fatale... ecco Vettel sbagliare l'ingresso in curva. Hamilton gli è attaccato, potrebbe prendergli la posizione ma desiste per non finire schiacciato contro il muro da parte di Vettel rientrato in traiettoria in maniera irruenta. SV e LH sono sotto investigazione. 
VET - HAM... 10 secondi... LEC... 23 secondi ... BOT
Giungono a questo punto i 5 secondi di penalità della discordia per SebVettel. Il mondo scoppia in rivolta, tutti, ma proprio tutti sembrano non accettare la decisione. Anche Hamilton sembra non volerci stare: si avvicina nuovamente fino all'ultimo semb
ra volersi prendere quella posizione sul campo mentre potrebbe semplicemente gestire il distacco e andare avanti così fino alla fine.
VET - HAM - LEC
Con un po' di amarezza nel corpo e nello spirito arrivano alla bandiera a scacchi.
HAM - VET - LEC
SebVettel è in rivolta, non porta la vettura sotto al podio ma scende all'ingresso della pit, spinge l'auto a braccia... ma dove va? Cosa fa? Le telecamere lo inseguono a zonzo per il paddock fino al suo motorhome. Riesce ad essere più adrenalinico questo momento che tutto il resto della gara. Per un attimo ho sperato che andasse a far casino in Presidenza, a ribaltare qualche tavolo o cose di questo genere. Sotto al podio si cincischia, nessuno sa che fine ha fatto Vettel e la finiscono a parlare del meteo. 
Cinque minuti dopo le telecamere ritrovano Vettel ai box Mercedes, marcia verso il podio a grandi falcate. E' pronto a salire sul podio ma non prima di aver spostato il n° 1 da davanti l'auto di Hamilton. Infine Hamilton invita Vettel sul gradino più alto del podio e fanno pacetta.

lunedì 3 giugno 2019

Monaco 2019 - Gara


Si dice che chi ben comincia sia  metà dell'opera. 
Il problema per Leclerc è che non è nemmeno riuscito a partire bene. Una strategia arroccata in qualifica, un posizionamento nelle retrovie della griglia di partenza, che se non fossimo stati a Monaco non sarebbe stata neanche una cosa grave. 
HAM - BOT - VER - VER
Nonostante le premesse, in testa la partenza risulta piuttosto liscia e tranquilla: le vetture timidamente si accodano l'una all'altra e lasciano a Monaco il privilegio di fare la magia di cui solo lei è capace.
Leclerc è scatenatissimo: per essere uno dei pochissimi uomini in pista a vivere a Monaco a ragion veduta, avendo la cittadinanza del Principato, non intende arrendersi all'idea di una gara anonima. L'incidente si è dimostrato fin da subito inevitabile: fatto il primo sorpasso kamikaze ai danni di Grosjean, era evidente che non sarebbe potuto andare molto lontano con quell'atteggiamento. Ed i fatti ci hanno dato ragione: già al secondo, ai danni di Hulkenberg, è stato costretto ad abbassare la cresta e rientrare ai box a sostituire la gomma bucata. Nel frattempo, in pista, la Safety Car del disappunto.
Da quel mezzo giro trascorso a grattare il fondo prima del rientro la vettura di Leclerc non ne è uscita benissimo, per lui una brevissima tarantella di pit stop all'esito della quale è costretto inesorabilmente a ritirarsi. 
Le cose sono decisamente andate peggio per tutti gli altri che, costretti dalla SC ad anticipare la loro sosta, ne sono usciti più o meno con le ossa rotte.
Il più devastato tra tutti è stato Bottas, prima beffato in maniera purtroppo piuttosto maldestra da Verstappen in pit lane, poi beffato dalla malasorte, là dove uscendo dalla corsia dei box ha fatto fuori una gomma ed è stato costretto a rientrare per un nuovo cambio. Scivolerà fino alla quarta piazza... mentre Verstappen viene sanzionato con un arretramento di cinque portentosi secondi che sconterà solamente dopo la bandiera a scacchi. 
HAM - VER - VET - BOT
Perchè in fondo Verstappen è sempre il nostro Verstappen, nessuno ha preteso che nel frattempo imparasse a guidare e sorpassare. 
Questo lo sa bene Hamilton, reduce da una gara particolarmente difficoltosa per almeno un paio di ragioni. 
La prima: la statistica. Da quelle parti solo un paio di vittorie. La prima nel 2008, agli esordi, la seconda nel 2016, l'anno della Grande Beffa
La seconda: una scelta gomme discutibile. Complici il pit stop decisamente anticipato rispetto alle previsioni e una strategia su una sola sosta, Hamilton è stato costretto a portare a casa la gara percorrendo 70 giri con una gomma che si è rivelata piuttosto esausta già a metà del percorso.Urla e strepiti in team radio: perchè avete messo queste gomme? Come pensate di farmi arrivare in fondo? Cosa ne sarà di me? Tutto questo fino al gran finale, il boss dei boss che prende la parola e gli dice sostanzialmente di tacere. 
La terza: Verstappen attaccato alle chiappe per i 70 giri di cui sopra. Da un lato la consapevolezza della sanzione, dall'altro il timore che, se fosse passato, avrebbe preso il largo ben oltre i 5 secondi di buono. Eppure Verstappen non si è tenuto neanche per un attimo, ammirate da lontano le epiche gesta di Leclerc non avrebbe voluto essere da meno neanche per sbaglio. Con Hamilton che strepitava in team radio era evidente che quel sorpasso sarebbe potuto essere alla sua portata, giro dopo giro sempre più vicino, fino al contatto ma senza conseguenze. Siamo a tre giri dalla fine e prima di finirla nuovamente a cazzotti fuori pista ha abbassato le orecchie e si è rimesso al suo posto. 
HAM - VER - VET - BOT
Bandiera a scacchi
HAM - VET - BOT - VER

domenica 19 maggio 2019

Spagna 2019 - Gara

Quei sei decimi e spicci presi da Bottas devono essere rimbalzati nella testa di Lewis Hamilton tutta la notte. Un po' come quei chiodi fissi a cui non riesci a non pensare quando vai a letto, sai di dover dormire, perchè è necessario, perchè devi riposarti, perchè il giorno successivo dovrà essere altrettanto importante e tutti i problemi potrebbero tranquillamente risolversi da soli senza doversi friggere le meningi per questo. Ma alla fine non è così, perchè siamo esseri umani e siamo fallibili. 
Nel caso in cui, invece, dovesse aver dormito tranquillamente almeno per tutte le 8 ore d'ordinanza, ecco, io vorrei tanto sapere da lui il nome del suo sonnifero anche se, da quando è passato a tutta questa faccenda del plant based diet ho seriamente paura di finire a ciucciare rametti di bambù o altre diavolerie della stessa specie.
Questa stagione è iniziata strana, è iniziata male. Ogni bolla di sapone è già esplosa da tempo e non c'è più spazio per veder innescata un'altra grande battaglia se non all'interno del team Mercedes. Davanti a questo apparente tracollo delle prestazioni Ferrari sono in molti quelli che ormai confidano in un grande duello domestico tra i due piloti d'argento vestiti, un po' nella speranza di non veder morire questa stagione ancor prima del giro di boa, un po' per fermare lo strapotere dimostrato in questi ultimi anni da Hamilton
Non sono in pochi quelli che, non a caso, hanno incominciato a richiamare alla memoria la volta in cui Hamilton si è dimostrato fallibile. La volta in cui il suo compagno di squadra lo ha relegato in seconda posizione. La volta in cui Nico Rosberg ha vinto il titolo mondiale costringendolo ad accettare l'amara sconfitta. 
Statistiche alla mano, Nico non è stato il primo compagno di squadra ad aver avuto la meglio su di lui: c'è stato anche Jenson Button, anno 2011, in una delle mie stagioni preferite anche se sostanzialmente non c'è stata alcuna battaglia per il titolo, portato a casa a mani basse da Sebastian Vettel
Ma Bottas non è Nico. Nico aveva la propria stella marcata a fuoco nel destino. Sostanzialmente tutto quello che si può dire lo ha fatto Hamilton all'esito di quel gran premio ci eravamo detti che saremmo stati campioni, e ora lo siamo entrambi! Era giusto che le cose andassero così, perchè era il loro sogno da sempre e fianco a fianco avevano fatto quel viaggio insieme. Non se le sono risparmiate perchè nessuno di loro avrebbe voluto ricevere in dono nessuna delle loro vittorie, ed è simbolico il fatto che, a tre anni di distanza, siamo proprio in Spagna a riproporre questa discussione, a tre anni da uno dei momenti più alti, o più bassi, dipende dai punti di vista, della loro rivalità. Là dove un eccesso di volontà di dimostrare in pista più di quanto sarebbe stato necessario li ha portati ad uscire di gara entrambi ancor prima di giungere alla prima curva.  
Tre anni dopo siamo qua, con un Bottas che si crede un Rosberg, certo di essere in grado di tenere testa al pilota più titolato dell'era moderna, in prima fila forte di quel netto vantaggio portato a casa il giorno prima. Ma Bottas non è Rosberg, con Bottas nessun giurin giurello è mai stato scoccato a bordo di una qualche pista di kart 15 anni prima. Bottas non è un Rosberg, magari è importante lasciarglielo credere, almeno per un po', giusto per fidelizzarlo al prodotto e sperare che non ti si rivolti contro nel momento del bisogno, ma è anche necessario non lasciarglielo fare per troppo tempo, prima che la cosa sfugga di mano. 
A quasi 24 ore di distanza quei sei decimi e spicci non contano più niente, la prima fila è uguale per tutti e quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare.
BOT - HAM - VET - VER
Allo spegnimento dei semafori rossi Hamilton beffa Bottas. Vettel stava per riuscire ad infilarsi in seconda posizione ma è Verstappen a beffarlo.
HAM - BOT - VER - VET - LEC
Hamilton e Bottas si ammazzano a colpi di giri veloci mentre Leclerc si avvicina minaccioso a Vettel. All'ottavo giro Leclerc è già al tentativo di sorpasso mentre Verstappen vola via. Al 12esimo habemus sorpassum con giusto un filo di ordine di scuderia ai quali quest'anno non riusciamo proprio a fare a meno, anche in situazioni in cui non sarebbero state assolutamente necessarie.
Nel frattempo la faccenda giro veloce diventa un fatto privato tra Hamilton e se stesso, intento a battere e ribattere il suo stesso tempo riuscendoci ancora a venti giri dall'inizio. 
Vettel è chiaramente in subbuglio emotivo: vuole rientrare per cambiare gomme ma rientrare a questo punto significherebbe finire nel mezzo di quel buco nero che è la metà dello schieramento. 
Al 20esimo le sue preghiere sono soddisfatte, forse solo per non sentirlo più lagnare in team radio. Il pit dura un'eternità e torna in 10° piazza tra Sainz e Albon... che non mi sembra un grande affare.
HAM - BOT -  VER - LEC
Verstappen reagisce immediatamente rientrando però solo in quinta posizione. Segue a qualche giro di distanza anche il pit di Leclerc, nuovo giro, nuova sosta infinita! Quest'oggi il team Ferrari sembra davvero in ottima forma. Niente di nuovo sotto al sole: dopo il primo giro di pit Verstappen ha mantenuto la propria terza piazza mentre le Ferrari annaspano.
HAM - BOT - VER - GRO - LEC
Mentre anche gli uomini d'argento rientrano senza particolare clamore, Vettel è probabilmente riuscito a mandare in temperatura le gomme e riesce a farle funzionare facendo registrare giri veloci su giri veloci e a Leclerc iniziano a tremare le ginocchia. Davanti tutto tace, tra Hamilton e Bottas ormai sorge il deserto dei Tartari, così come tra Verstappen e le Ferrari. L'unico flebile sibilo lo si riesce ad udire solo guardando alla strategia di Verstappen, forse votata direttamente al sadomasochismo per la scelta di rimontare la stessa tipologia di gomme già utilizzata per la prima fase di gara, scelta che lo obbligherà a rientrare per cambiare gomme, a differenza di tutti gli altri a quali rimane comunque una possibilità di scelta, con tanto di concreta possibilità per Leclerc di puntare dritto ad una sola sosta per aver montato le gomme più dure in gamma. 
I pro e i contro di una simile scelta sono davanti a tutti: da un lato sono le gomme più resistenti, dall'altro sono quelle meno performanti. La velocità ne risente, Vettel ha modo di riavvicinarsi e i tecnici al muretto hanno modo di impartire un altro bell'ordine di scuderia. Cinque giri dopo lo fermano per un altro cambio gomme e la cosa perde totalmente senso. Anche questa volta Verstappen lo segue a ruota. 
HAM - BOT - LEC - VER - VET
Potendoselo permettere, per prevenire ogni futuro disastro e/o per non far morire di noia i meccanici ai box, anche i Mercedes decidono di cambiare gomme. Anche questa volta, stranamente, entra prima Bottas ma, proprio nel mezzo giro di distanza tra il suo rientro in pista e il pit successivo di Hamilton, Stroll e Norris sfracellano le loro vetture. Safety car in pista a pepare quella che per molti è stata una gara piuttosto piattina. Non la penso esattamente così, ma è una questione che dovrò risolvere tra me e me. 
L'ingresso della safety car ha portato molta confusione nelle menti di tutti gli altri. Hamilton si ferma comunque ma la sua posizione non è mai stata in pericolo. Viene richiamato anche Leclerc, mandando in pappa tutto quel discorso di prima sulla gomma dura/gomma morbida, una sola sosta alla faccia di chi ci vuol male: oltre al danno la beffa. Oltre ad aver avuto una gomma fessa per tutto questo tempo, è costretto a scivolare indietro, ritrovandosi quindi in quinta piazza. 
In Toro Rosso tentano il doppio pit su modello Mercedes e finiscono con le dita annodate tra di loro, facendo capire al mondo che se le Mercedes sono là davanti e gli altri no ci sarà un perchè. 
Al 54esimo la SC si toglie finalmente dai piedi. Hamilton mantiene la prima piazza e, dopo un solo giro, si riprende il giro veloce (con annesso punto in più) e stacca Bottas di quattro secondi, dove rimarrà fino alla fine della gara. Verstappen mantiene dignitosamente la terza piazza, così come Vettel subito dietro. Tutti quelli dietro litigano un po' tra di loro ma niente ingresso della 2° SC come nelle migliori tradizioni. 
HAM - BOT - VER - VET