domenica 3 maggio 2020

Canada 2007 - Gara


Dopo sei titoli mondiali e 84 vittorie probabilmente una gara vinta da Lewis Hamilton non è la cosa più emozionante alla quale possiamo pensare. Tuttavia, per arrivare ai sei titoli mondiali da qualche parte ha pur dovuto iniziare, e magari non molti avranno memoria del fatto che la prima volta in cui riuscì a salire sul gradino più alto del podio fu proprio in Canada nel 2007 in una della gare con il maggior impiego di Safety Car. Arrivare in fondo al Gran Premio del Canada di quell’anno non fu un lavoro da stomaci deboli, molti sono gli eventi occorsi, molte le modifiche in griglia, una sola la certezza: Lewis Hamilton è partito in pole e quella era la posizione che intendeva portare a casa!
Se non fosse per quella parentesi bislacca che verso la fine di quella stagione ha preso la sua carriera e si è portato dietro per qualche anno, ci sarebbe già stato da scommetterci che il ragazzo, al di là di simpatie o antipatie personali, promettesse bene.
HAM ALO HEI RAI
Settanta giri alla bandiera a scacchi e in pista c’è un solo Schumacher… quello sbagliato nello specifico. L’altro fa bella mostra di sé ai box Ferrrari ma neanche lui ha ancora capito esattamente quale sia il suo ruolo. Correva l’anno 2007 e Kovalainen e Fischiella in Renault stavano raccogliendo l’eredità dei due titoli mondiali di Alonso in Renault e, precisamente, il finlandese lo faceva dall’ultima posizione mentre Alonso, a bordo della sua McLaren, si preparava a partire dalla seconda piazza accanto a quel giovane impenitente di Hamilton che, ad una manciata di gare dall’avvio della propria carriera in Formula 1, già si permetteva di partire dalla pole position e non accettare l’idea di poter essere una seconda guida.
Allo spegnimento dei semafori rossi, Hamilton scatta leggermente meglio ma Alonso sembra disposto ad andarlo a prendere già alla prima curva, il problema è che, a differenza dell’inglese, non è in grado di restare in carreggiata e, nell’enfasi di rimettersi in pista, ha dovuto cedere la posizione anche a Heifeld. Brutta partenza anche per Raikkonen il quale si vede sfilare davanti sia Massa che Rosberg e non riesce a far di meglio che accodarsi. Sapendo come andrà a concludersi questa stagione mi viene quasi da ridere.
HAM HEI ALO MAS
A 10 giri dall’inizio della gara Hamilton resta fiero dominatore della scena. Heidfeld è distanziato con quasi sette secondi di ritardo e, dietro di lui, Alonso non da segni di particolare aggressività mantenendosi a due rispettabili secondi di differenza. Nello stesso senso Raikkonen con Rosberg in 5/6 posizione.
Una manciata di giri dopo il vantaggio di Hamiltin su Heidfeld è ormai giunto a 11 secondi, ma il dato più interessante da osservare è decisamente il fatto che Alonso ormai si discosti da loro di quasi 6 secondi e si faccia decisamente più concreta la minaccia di Massa alle sue spalle. A questo proposito, Massa non ha avuto neanche bisogno di impegnarsi più di tanto visto che, ancor prima di permettere al brasiliano di avvicinarsi abbastanza, è stato il pilota della McLaren è tornare ancora una volta (probabilmente la terza o la quarta dall’inizio della gara) a fare escursione sulla sua aiuola preferita.
HAM HEI MAS ALO
Al 21esimo giro il primo pilota a rientrare per il pit stop è stato Hamilton che in questo modo ha ceduto la testa della gara ad Heidfeld per andarsi ad insinuare in quarta posizione nell’attesa che tutti gli altri facciano la propria mossa.
Negli stessi momenti, a poche curve di distanza, Sutil ha scartavetrato la vettura contro le barriere ha sfondato la recinzione per poi andare a lanciare il pane agli anatroccoli ed in pista veniva fatta entrare la Safety Car. In queste fasi si sono peraltro infilati ai box, sperando di riuscire a farcela prima che fosse troppo tardi anche Alonso e Rosberg, lasciando Hamilton compatto tra le due Ferrari decisesi a rientrare con almeno un paio di giri di ritardo creando un ingorgo ai box che neanche in riviera all’arrivo dei Milanesi.
La situazione ai box è più confusa che mai, ci sono dei semafori rossi ma nel frattempo la pit lane viene riaperta, chi è già entrato pensa di poter uscire subito per non perdere altro tempo, qualcun’altro si ferma allo stop. Vediamo Massa tornare in pista mentre i meccanici Ferrari iniziano ad occuparsi di Raikkonen.
All’esito delle loro soste i due piloti Ferrari saranno scivolati maniera imbarazzante in 12/16 posizione. Per la cronaca né Alonso Rosberg la faranno franca venendo poco dopo sanzionati con 10 secondi di stop&go.
Ma non è ancora il tempo di pensare a loro perché a pochissimi giri dal momento in cui i piloti hanno avuto modo di tornare a gareggiare, la SC viene lanciata in pista un’altra volta a causa di uno degli incidenti più incredibili e spettacolari della Formula 1 moderna portato in scena da Robert Kubica. La sua vettura spicca letteralmente il volo, va a sbattere contro le barriere, si sgretola a contatto con l’aria e inizia a piroettare in lungo e in largo per la pista scagliando ogni dove pezzi di carbonio. Un incidente che ancora a molti anni di distanza, pur sapendo benissimo che il pilota ne è uscito sano e salvo ed è tornato in pista nel giro di due gare, lascia comunque a bocca aperta. La testa di Kubica, per quanto protetta dal casco, fa dei movimenti hanno tutto tranne che del naturale e l’impatto finale, in quel che ne resta del suo abitacolo, contro le barriere fa tremare anche la sedia sulla quale siamo seduti.
HAM HEI ALO ROS
Quando la gara ha modo di riprendere mancano 37 giri alla bandiera a scacchi e in pista ci sono ancora 18 vetture ma Alonso e Rosberg devono prepararsi saldamente per andare a scontare la propria punizione. Alonso scivola fino alla 15esima posizione e vede rosso come i tori, Rosberg si ritrova a duellare con gente del calibro di Trulli, tutti e due piroettano come i dannati ma senza neanche essere mai finiti al contatto. Ron Dennis guarda amareggiato l’orologio che ha al polso e siamo certi che ancora non abbia capito in che guai si è andato a cacciare.
A 20 giri dalla conclusione della gara Hamilton è già rientrato ai box per il suo secondo pit ma tornato in pista nella stessa posizione di partenza non è neanche un evento di grande rilevanza. Albers su una arancionissima Spyker perde il controllo della vettura e la sbriciola anch’egli lungo il percorso obbligando la SC a scendere un altra volta in pista con grandissimo disappunto di Alonso che, da almeno 10 giri, si stava covando il sorpasso sulla Ferrari di Raikkonen.
Nel frattempo qualcuno si ricorda di quella calca ai box in occasione di almeno un paio di SC fa, si rende conto che qualcosa non è andata per il verso giusto e decide di andare ad acciuffare i malfattori: nello specifico vengono individuati sia Massa che Fisichella e per tutti e due è immediata bandiera nera: squalificati devono rientrare ai box senza passare dal via.
HAM WEB HEI BAR
Con l’occasione di questa nuova SC sia Alonso che Raikkonen rientrano ai box per loro secondo pit e riescono, non senza impegnarsi, a non incorrere in irregolarità. Alonso peraltro riesce grazie ai meccanici a fare al box quello che non gli era riuscito di fare in pista: conclude il rifornimento più in fretta e ha la meglio sul rivale prima dell’uscita dalla pit lane. In pista sono in 7/8° posizione ma il vantaggio di Alonso non dura poi molto, torna a fare un bel fuoripista nella sua aiuola preferita e scivola non solo dietro a lla Ferrari ma anche a Ralf Schumacher assestandosi in nona posizione, giusto in tempo per veder entrare la nuova SC giustificata dal nuovo rovinoso incidente di Liuzzi. Mancano 14 giri in gara e solo 13 sono i piloti in pista.
HAM HEI BAR WUR
12 nel momento in cui anche Trulli riesce ad andare a schiantarsi a muro. L’unica cosa positiva è che non deve entrare alcuna nuova SC perché in pista sta ancora correndo quella entrata dopo l’incidente di Liuzzi.
Quando la SC per l’ultima volta lascia spazio alla gara mancano 10 giri dalla bandiera a scacchi, Hamilton e Heidfeld sono pronti ad arrivare fino alla fine, Barrichello (sulla Honda esteticamente più bella che si sia mai vista) e Wurz hanno un solo pit stop all’attivo. Alonso si precipita all’inseguimento del Schumacher sbagliato. Raikkonen non riesce immediatamente a prendere la fuga trovandosi incastrato dietro all’appassionante duello tra Wurz e Kovalainen, in lotta per la quarta piazza.
HAM HEI WUR KOV
Dopo il pit stop di Barrichello il capolavoro di Wurz è praticamente compiuto: mancano solo 6 giri al terzo e ultimo podio della sua carriera a bordo di una delle ultime Williams con le quali ha avuto un senso gareggiare.
Inutile specificare che l’agguato di Alonso ai danni di Raikkonen si conclude con un niente di fatto, il ferrarista non appena riesce a godere di un po’ di pista libera diventa irragiungibile, ma non altrettando può essere detto da Alonso che, a due giri dalle conclusione, viene avvicinato e sorpassato senza scrupoli alla Super Aguri di Takuma Sato.

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