domenica 17 febbraio 2019

Scrapbook: anteprime di 2019

La stagione 2019 è alle porte, pian pianino tutti i piloti sono stati tolti dal congelatore, hanno incominciato a riattivare i muscoli e ogni fibra del loro corpo e sono pronti sui blocchi di partenza per twittare come i pazzi.Tutti tranne Vettel che ancora si dimostra essere il pilota "anomalo" da questo punto di vista. 
Sono pronta anch'io, dopo un periodo di pausa dalle pagine di questo blog, a riprendere in mano la situazione e riepilogare lo stato dell'arte. Lo scrapbook (metaforicamente) è il modo in cui mi piacerebbe procedere quest'anno. Il web è già pieno di pensieri illuminati, telecronache aggiornate al secondo e resoconti competenti. Io non sono competente, questa è l'altra faccia della medaglia. Qua ci si diverte, si passa il tempo, si commentano le notizie principali... con un filo in meno di disincanto ed una punta in più di (auto)ironia. 
Questo è il momento dell'anno in cui incominciamo a rivedere le vecchie facce, a scoprirne di nuove, piangiamo per le dolorose assenze e familiarizziamo con i nuovi colori.
Una delle discromie alle quali è più difficile abituarsi è certamente quella di Ricciardo, da oggi di giallo vestito. Io adoro Ricciardo in giallo. Adoro Ricciardo, anno dopo anno, scelta dopo scelta, pure nella più criticata di tutte: mollare la Red Bull per andare a cercare fortuna altrove. 
Ricciardo sta per fare la stessa maledetta fine che stava per fare Rosberg ad un certo punto della sua carriera: tutti lo vogliono, tutti lo amano ... ma non c'è uno disposto a offrirgli una mezza chance di portarsi a casa qualcosa di buono. Qualcosa oltre a quella manciata di vittorie stagionali, qualcosa di più sano della salmonella con la quale insiste shoey dopo shoey. 
Adoro le scelte coraggiose. Le adoro perchè non so se io sarei davvero in grado di farle. La Renault sta al palo da anni, l'ultimo che è stato in grado di ricavarne qualcosa di buono è stato Alonso quattro ere geologiche fa. Poi Piquet si è schiantato al muro, Briatore è stato allontanato con la forza e casualmente non c'è più stato modo di farne uscire qualcosa di buono. Non che non ci abbiano provato. 
Non so se sarei mai in grado di farne ma adoro i grandi cambiamenti. Li adoro e li appoggio... quasi sempre. Almeno quando sono sensati. Ho approvatoe appoggiato l'addio di Hamilton alla McLaren... ma sono rimasta piuttosto scettica davanti al ritorno di Alonso in McLaren. Ma in quel caso era diverso: ad Alonso auguravo il male da anni, non ho capito ma ho apprezzato il fatto che avesse deciso di autosabotarsi con le sue stesse mani. Col senno di poi mi sarei dovuta preoccupare del fatto che da quest'ultima esperienza ne uscisse, addirittura, come un martire, ma ormai le cose sono andate così.
Tra tutto quello che adoro c'è anche la nuova coppia di Super Best Friend Forever, Nico Hulk e Danny Ric, dalla quale mi aspetto grandi cose e alla quale auguro vita eterna... o almeno finchè primo podio di Ricciardo non li separi.
Nessun dilemma cromatico dalle parti di Maranello: rossi erano e rossi continuano ad essere. Ho sentito con le mie stesse orecchie persone discutere fin troppo a lungo circa la differenza tra il rosso dell'anno scorso e quello di quest'anno. Io in ogni caso mi rifiuto.
L'unico leggero mal di vivere è nato al momento della presentazione della vettura, quella è rossa, poco da aggiungere, più che altro mi ha turbato la presenza di Leclerc vicino a Vettel. Dov'è Kimi? Cosa sta facendo Kimi? Perchè glielo hanno permesso?
C'è quel sottile velo di bipolarità intrinseco in ognuno di noi che, pur cosciente della grande vittoria del movimento #FreeKimi, oggi ha avuto un mancamento non vedendolo più al suo posto. Probabilmente mi ci abituerò, forse devo solo accettare il fatto che tutti invecchiamo e davanti a me il mondo evolve... però Kimi no! Kimi non invecchia, Kimi è eterno! Kimi non ci può abbandonare così.
Una sola domanda per il grafico che ha collazionato la foto ufficiale della presentazione dei piloti: ma metterli semplicemente uno accanto all'altro era troppo semplice? Fargli una foto contemporaneamente non poteva avere lo stesso effetto? Invece il risultato è il presente: Seb di 3/4 alla ricerca del profilo migliore e, sovrapposto, Leclerc (anche lui obbligatoriamente di 3/4) in primo piano.  Nessuno può mettere Seb in un angolo! Non lo accetto!Dovremmo forse intuire qualcosa da questa geniale opera di corporate storytelling?
Se poteva fare qualcosa per indispormi anche quest'anno, il team Ferrari è già arrivato al jackpot e non siamo neanche arrivati ai test invernali.
Parlando della foto di presentazione, ciò che apprezzo per il momento è che siano spariti gli orridi baffi sulla faccia di Vettel. Si era così presentato al gala di San Pietroburgo lo scorso novembre e così lo abbiamo dovuto tollerare per il resto della stagione invernale. Per fortuna pare che sia stata solo una fase, un segno della prima crisi di mezza età. 30 anni è un bel numero...
... ma, in ogni caso, quei maledetti baffi non sono neanche riusciti ad essere la cosa più trash a quel gala.

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