sabato 28 dicembre 2013

La matematica non è un'opinione.

Se qualcuno cercasse una vera fonte di informazione sicuramente non passerebbe da queste parti. Se pretendessi di essere una fonte di informazione certamente il mio impegno sarebbe quello di dare, offrire al mondo delle notizie, e non sarei io per prima  ad andare in giro a cercarle per riproporle copia\incollate fingendo umorismo che non mi appartiene. Se fossi davvero interessata ad offrire ai miei lettori nozioni che abbiano un minimo d'interesse non aspetterei una settimana prima di riciclare quanto detto da altri e non discriminerei le cose da seguire in base al colore di appartenenza. La domanda del giorno quindi è: ma io cosa ci faccio qui?
Se volessi dare una visione del mondo aperta a 360° mi impegnerei, per esempio, a seguire ciò che dice, pensa e combina ogni singolo protagonista del grande circus della Formula 1: piloti, cronisti, fotografi, manager ed affiliati. Dal momento che non è così mi tocca captare qua e la spunti di vago interesse, con la certezza che ormai quella sia merce usurata: già presa, trattata, lavorata ad arte e sputata dal sistema. Non sarebbe affatto necessario un mio intervento restauratore ma sul fatto che non ho ruolo in questa società mi pare di aver già perso abbastanza tempo.
Oggi, per esempio, mi fermo un attimo a leggere quanto pubblicato da www.f1web.it. Da quel di f1web, qualche tempo fa, era giunto tal Vittorio che, pompando a 1000 il mio ego, lasciò scivolare, proprio sotto ad una lista di complimenti in relazione ai quali ancora non sono riuscita a sistemare la cresta che mi è spuntata, anche il link al suo blog. Quello che purtroppo temo non sia ben stato preso in considerazione è il fatto che neanche mia madre legge quel che scrivo, figuriamoci se riesce ad avere risalto qualcosa che si trova nei commenti. Spero che questo possa compensare la situazione.
Da f1web apprendo che probabilmente sono l'unica che su Twitter si diletta a leggere di quello che Kovalainen combina nel suo tempo libero e c'è chi, per esempio, ascolta anche quello che ha da dire Alonso. Figuriamoci. L'esternazione che mi ha colpito riguarda le due cifre sparate circa la vita d'inferno che gli tocca vivere: 
Lui nel 2013 ha tenuto 78 conferenze stampa, ha preso in tutto 164 voli che equivalgono a circa 800 ore di volo, praticamente ha trascorso un mese pieno in aereo ed è stato lontano da casa per 276 giorni. Quanto al materiale tecnico, ha utilizzato 28 tute, 11 caschi, 19 paia di scarpette e 24 di guanti.
Questo mi ha portato anche me a trarre alcune somme.
Io, per esempio, in media, nel corso dell'ultimo anno, ho trascorso in media ogni settimana: 34 ore in ufficio, 20 ore in università, 4 ore e 15 minuti in moto per gli spostamenti, per un totale d'ore passate fuori casa ogni settimana pari a 58,25. Moltiplicando per 52 settimane questo cumulo ammonta a 3.029 ore (= pari a circa 126 giorni se complessivamente considerate!!). A questo bisogna aggiungere:
- almeno 10 telefonate a settimana con gente insopportabile (10 x 52 = 520);
- una pila di divise da udienza;
- una pila di divise da ufficio e\o università, decisamente più sportive;
- un paio di scarpe da pioggia, uno stivale col tacco, uno stivale da pioggia col tacco, uno paio di scarpe basse, un tacco estivo ed uno primaverile, oltre alla solita sfilza di scarpe da battaglia da tenere sempre a portata di mano all'occorrenza. Immancabile anche un vero paio di finte UGG, per combattere anche i freddi più invasivi senza promettere denaro non in mio possesso. 
- borse. Devo fare davvero l'elenco anche delle borse necessarie? Mi sembra che siamo già arrivati al punto.
La matematica non mente: dai numeri mi pare chiaro che quello che se la cava peggio è senza dubbio lui.

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